Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 354 del 12/03/2003
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BEDIN (Mar-DL-U). Il problema della errata copertura finanziaria del provvedimento, che non incorpora gli incrementi delle indennità approvati in sede parlamentare, richiede una soluzione più convincente rispetto all'accoglimento di un ordine del giorno, visto il rilevante interesse ad assicurare il pagamento degli stipendi ai militari impegnati all'estero. Inoltre, in considerazione della estrema diversità delle varie missioni internazionali nelle quali l'Italia è impegnata, sarebbe stato preferibile differenziare la situazione giuridica dei militari. La missione Enduring Freedom non può ritenersi un'operazione di peace keeping e pertanto avrebbe richiesto un'autonoma valutazione, anche in riferimento ai problemi legati al trasferimento del comando, alle regole di ingaggio e alla salvaguardia dei militari impegnati. Il miglior modo per esprimere solidarietà ai soldati italiani consiste nel chiarimento di tali aspetti, particolarmente urgente alla luce delle contraddizioni tra le affermazioni del comandante della missione e quelle del ministro Martino. Il Parlamento deve conoscere le caratteristiche del trasferimento del comando e in quale ambito il responsabile italiano della missione potrà esercitare il potere di veto e per questi motivi è stato presentato un emendamento volto a distinguere la missione Nibbio dall'operazione Enduring Freedom; auspica che in Assemblea il Governo assuma le proprie responsabilità su tali decisivi aspetti, il cui mancato chiarimento ha determinato il voto contrario in Commissione. Segnala inoltre alla Presidenza che le implicazioni del provvedimento sulla politica estera ne avrebbero dovuto provocare l'assegnazione alle Commissioni riunite difesa ed esteri, come avvenuto alla Camera dei deputati. Inoltre, dopo avere espresso gratitudine agli uomini e alle donne che rappresentano l'Italia in queste missioni, che l'Ulivo ha sempre sostenuto come contributo alla sicurezza e al mantenimento della pace, ritiene che sarebbe stato preferibile un provvedimento organico anziché un decreto-legge e che il Governo avrebbe dovuto informare dettagliatamente il Parlamento sull'eventuale cambiamento della loro natura e dei loro obiettivi, in particolare della missione di polizia in Bosnia Erzegovina, sulla quale stanno maturando importanti novità in sede europea di cui il Parlamento non è stato debitamente informato. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U e DS-U).