Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 921 del 14/12/2005

DE ZULUETA, BOCO, RIPAMONTI - Ai Ministri degli affari esteri e della difesa - Premesso che:

in data 25 novembre 2005 il Commissario per i Diritti dell'uomo del Consiglio d'Europa, Alvaro Gil Robles, ha denunciato al quotidiano francese "Le Monde" che presso la base NATO di "Camp Bondsteel" in Kosovo si era "ricostituita una prigione di Guantanamo in miniatura", alludendo anche al fatto che durante la sua visita presso la struttura nel settembre 2002 aveva visto personalmente entrare "tra i 15 e i 20 prigionieri", sicuramente non solo kosovari;

la menzionata intervista a "Le Monde", inoltre, denuncia la totale mancanza dell'applicazione delle tutele giudiziarie riconosciute internazionalmente ai prigionieri, oltre alla pratica di "arresti extragiudiziari in Kosovo" e l'utilizzo da parte della CIA di questi "buchi neri" come luoghi di passaggio e di trasferimento di prigionieri provenienti da altre zone critiche del mondo, come l'Afghanistan o il Medio Oriente;

l'ANSA del 26 novembre 2005 riportava la dichiarazione rilasciata in Albania di un ex prigioniero della base, Ilir F., che riferisce di essere stato arrestato due volte e trattenuto a Bondsteel (nel 2002 e nel 2003). Nell'intervista l'ex prigioniero riferisce che in occasione del primo arresto, effettuato dal contingente italiano in Kosovo, l'interrogatorio a cui fu sottoposto fu effettuato da soldati italiani;

l'Ombudsman nominato per il Kosovo, Marik Antoni Nowick, ha dichiarato a "Le Monde" del 26 novembre 2005: "non sono mai potuto accedere liberamente presso la base" e "tale struttura non è mai stata attribuita alla mia giurisdizione". Dichiarazioni ancora più inquietanti se messe in correlazione con numerosi rapporti di varie associazioni umanitarie, tra cui Amnesty International, che sin dal 2001 venivano eloquentemente intitolati "Camp Bondsteel, la Guantanamo dei Balcani";

le stesse fonti hanno avuto informazioni da parte delle autorità del KFOR che "dalla primavera del 2004 la base di Camp Bonsteel, che ospita 6000 militari statunitensi, non accoglie più detenuti, benché sono state mantenute le sue capacità detentive". Anche in questo caso, però, nessuno dei soggetti interessati alla tutela dei diritti umani che ne hanno fatto richiesta ha avuto la possibilità di verificare. La questione delle "prigioni segrete della CIA in Europa" è stata presa in considerazione anche durante l'ultimo Consiglio dei ministri dell'Unione europea tenutosi a Bruxelles il 22 novembre 2005;

si deve tenere presente che alla fine del 2004, in occasione del termine dell'operazione "Joint Force" in Bosnia Erzegovina, con il passaggio delle responsabilità delle operazioni militari dalle forze NATO (SFOR) a quelle della Unione europea (EUFOR), le autorità NATO hanno deciso di raggruppare tutte le operazioni condotte dalla NATO nell'area balcanica in un unico contesto operativo, dando origine il 5 aprile 2005 all'operazione "Joint Enterprise" che comprende le attività di KFOR (Kosovo Force), l'interazione NATO-UE, e i NATO headquarter di Skopje, Tirana e Sarajevo;

all'operazione "Joint Enterprise" in Kosovo, infine, partecipano attualmente 35 paesi con un impegno complessivo di circa 16.000 militari. Il 1° settembre 2005 il generale di Corpo d'Armata Giuseppe Valotto ha assunto il comando della KFOR, ruolo che dovrebbe fare dell'Italia il garante della corretta conduzione delle forze militari e del pieno rispetto del diritto internazionale in questa martoriata area dei Balcani,

si chiede di sapere:

se quanto sopra esposto risponda al vero e quali iniziative intenda eventualmente intraprendere il Governo italiano per sincerarsi della conformità al diritto internazionale delle attuali procedure giudiziarie e su quelle utilizzate nel passato a cui sono stati sottoposti i prigionieri trattenuti nella base militare di "Camp Bondsteel";

se il Governo non intenda adoperarsi presso il comando KFOR per permettere alle organizzazioni e associazioni internazionali di tutela dei diritti umani che ne facciano richiesta di accedere liberamente quanto prima presso la struttura detentiva di "Camp Bondsteel";

se, infine, il Governo non intenda riferire in Parlamento sulla questione e impegnarsi a contrastare qualsiasi atto illegittimo dovesse emergere in virtù di casi di violazione del diritto internazionale nell'area per assicurare il rispetto del diritto umanitario in futuro.

(3-02401)