Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 921 del 14/12/2005
Azioni disponibili
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
BUCCIERO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno, dell'economia e delle finanze, della difesa, per gli affari regionali e per lo sviluppo e la coesione territoriale - Premesso che:
in relazione ai "tagli" preannunciati con la proposta di legge finanziaria 2006, sta crescendo, specie nei piccoli comuni del Sud, il timore che possano, in conseguenza dei suoi contenuti, venir meno le indispensabili condizioni di sicurezza dei cittadini e degli strumenti per difenderla e mantenerla;
viene paventato un forte indebolimento della presenza di risorse umane e funzionali a servizio dei cittadini e del loro bisogno di tutela contro ogni forma di delinquenza e criminalità (anche di provenienza clandestina), sia essa episodica che strutturalmente organizzata sul territorio;
in particolare le comunità garganiche e, tra esse, il Comune di Rodi Garganico, vivono in un ambito territoriale aperto a flussi turistici (sulla fascia costiera, in particolare) e potrebbero essere danneggiate proprio in tale unica e significativa risorsa per loro oggi disponibile;
il Consiglio comunale di Rodi Garganico, pertanto, ha recentemente approvato, con voto unanime della maggioranza e dell'opposizione, un ordine del giorno col quale ha chiesto al Governo che i presidi delle forze dell'ordine oggi presenti sul proprio territorio (Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto), relazionati alla contestuale presenza della sede distaccata del Tribunale di Lucera e del carcere mandamentale, siano non solo preservati dall'eventuale rigore di detta legge finanziaria in itinere ma, soprattutto potenziati;
detta Amministrazione comunale ha offerto, per tali fini e per sopperire ad esigenze di distribuzione logistica sul territorio (cosa peraltro già avvenuta in passato per la Tenenza della Guardia di finanza), il proprio impegno collaborativo e concertativo, in uno con l'offerta d'impiego del patrimonio immobiliare di cui dispone; essa, inoltre, ha dichiarato di impegnarsi anche finanziariamente perché il potenziamento delle forze dell'ordine, invocato per il proprio territorio, passa anche attraverso la costruzione o l'adeguamento di infrastrutture per l'accoglienza, da inserire nella programmazione territoriale comunale, unitamente agli uffici per l'amministrazione della giustizia ed accanto all'auspicato intervento finanziario dello Stato, della Regione Puglia e della Provincia di Foggia,
l'interrogante chiede di conoscere se la solidale "sfida", lanciata dall'Amministrazione comunale di Rodi Garganico, possa trovare riscontro nella concretezza delle scelte governative e dei consequenziali provvedimenti, destinati, nell'ottica e negli auspici dei richiedenti, ad alimentare un clima di fiducia dei cittadini verso le istituzioni che li rappresentano ed a produrre risultati positivi per la serena convivenza dell'intera comunità garganica.
(4-09839)
FILIPPELLI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno e degli affari esteri - Premesso:
che moltissimi potenziali elettori residenti all'estero conoscono poco o nulla della politica italiana, vivendo in Paesi dove molto spesso le forme di Governo e di rappresentanza politica sono alquanto diverse rispetto all'Italia, ed inoltre sono alquanto sconcertati quando vengono continuamente sollecitati dai nostri Consolati a regolarizzare la loro posizione anagrafica per poter votare;
che la delicata opera di informazione dei titolari del voto è appena agli inizi e le liste ufficiali dell'AIRE appaiono ancora provvisorie e non comprensive di tutto l'elettorato attivo e passivo, nonostante la legge che istituisce il diritto di voto per gli italiani all'estero sia stata approvata nel 2001;
che la pur necessaria corrispondenza inviata dai consolati, che sconta l'imprecisione degli indirizzi, non sembra sufficiente;
che appare fondamentale, per assicurare un corretto svolgimento del voto di questi milioni di potenziali elettori, garantire loro l'accesso alle informazioni essenziali sulla vita civile e politica italiana;
che appare quanto mai necessario e indispensabile varare una nuova normativa di trasparenza e di garanzia da seguire nell'informazione rivolta ad un elettorato tanto vasto e differenziato;
che occorrerebbe definire al più presto degli accordi bilaterali, sul tema dell'informazione elettorale, con i paesi dove risiedono le nostre maggiori comunità,
l'interrogante chiede di sapere:
se il Governo ritenga utile stipulare delle convenzioni con le strutture italiane presenti all'estero al fine di amplificare l'offerta informativa sulla politica italiana, coinvolgendo in ciò le associazioni dei nostri connazionali, gli istituti di cultura e gli enti di assistenza, la stampa e i media locali, non solo di lingua italiana;
se il Governo non consideri fondamentale a tal fine potenziare RAI International, favorendo la stipula di accordi con i network stranieri, e supportare i media italiani già presenti all'estero;
se il Governo abbia già predisposto per ciò risorse adeguate e certe;
in quale maniera il Governo intenda risolvere il problema della trasparenza e di un accesso paritario all'informazione nello svolgimento della campagna elettorale;
se il Governo non ritenga utile nominare una autorità garante, indipendente dal mondo politico, che si occupi nello specifico di controllare e garantire una regolare comunicazione elettorale.
(4-09840)
MORSELLI - Al Ministro della salute - Premesso:
che i carabinieri dei NAS dell'Emilia Romagna hanno scoperto un vasto commercio di uova marce che venivano utilizzate a loro insaputa da aziende produttrici di panettoni, pandori, merendine, pasta all'uovo, gelati;
che questa operazione ha già portato in carcere 20 persone fra manager e imprenditori;
che la gravità del problema è testimoniata dal sequestro di stabilimenti e materiali per 50 milioni di euro, 60 tonnellate di derivati da uovo, il cosiddetto ovo-prodotto, 32 milioni di uova, oltre che di numerosi impianti per le lavorazioni di queste schifezze;
che i rischi per la salute dei consumatori non sono analizzabili oggi, ma lo saranno tra 10, 20 anni, come si evince dalla relazione dei NAS, e variano da allergie alimentari fino alle tossinfezioni e probabili pericoli chimici;
che allo Stato sono in vendita una quantità enorme di questi prodotti gravemente dannosi per la salute pubblica e che occorre al più presto porvi rimedio,
l'interrogante chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di individuare le aziende che hanno utilizzato a loro insaputa questi "ovo-prodotti" marci e dannosi per la salute dei cittadini e di disporre il sequestro immediato di tutta la produzione posta in vendita.
(4-09841)
FILIPPELLI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno e degli affari esteri - Premesso:
che con la legge 27 dicembre 2001, n. 459, è stato normato l'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero ed è stato istituito il voto per corrispondenza. Questa legge rappresenta una sfida originale e complessa per la democrazia italiana, che coinvolgerà circa 4 milioni di cittadini italiani, residenti in ogni parte del mondo e spesso con scarsi collegamenti con la società d'origine, poche notizie sulla vita politica italiana e sugli equilibri di Governo. Fondamentale sarà, in questo contesto, la correttezza e la regolarità delle operazioni di voto. Da questo elemento essenziale dipenderà la credibilità di questa delicata affermazione di cittadinanza;
che il motivo di maggiore preoccupazione risiede nel persistente e forte scompenso, superiore al milione di nomi, che ancora si manifesta tra i dati ufficiali dell'AIRE e quelli risultanti dagli elenchi consolari, che però non hanno valore legale ai fini dell'ammissione al voto. Le soluzioni finora adottate per bonificare i dati dell'AIRE, incrociandoli con quelli provenienti dai consolati, si sono dimostrate lente ed inadeguate;
che l'esperienza acquisita nel corso di quasi venti anni dimostra ormai in maniera netta come l'attuale sistema di rilevazione anagrafica degli italiani residenti all'estero sia del tutto inadeguato per diverse ragioni. I Consolati ed i Comuni comunicano tra di loro solo tramite lo scambio di corrispondenza cartacea, che non si riuscirebbe ad evadere neanche raddoppiando il numero degli addetti. Inoltre le rispettive banche dati (AIRE ed anagrafe consolare) non riescono a dialogare ed integrarsi per motivi tecnici;
che l'anagrafe consolare inizialmente fu utilizzata per organizzare le prime elezioni dei Comites, inserendo in modo sommario e senza controlli di cittadinanza i dati anagrafici degli elettori, con l'intento di favorire la massima affluenza ai seggi;
che nei mesi scorsi il Ministero degli affari esteri ha deciso di inviare una lettera a tutti i nominativi che non risultano in entrambi gli elenchi (anagrafe consolare ed elenchi AIRE), circa 2.000.000 di persone, al fine di uniformare i dati,
l'interrogante chiede di sapere:
se il Governo ritenga di procedere al più presto all'unificazione delle banche dati esistenti attraverso una rete telematica tra Comuni e Consolati sulla base di modelli già esistenti, tipo Extranet;
se si sia già provveduto all'invio delle lettere da parte del Ministero degli affari esteri al fine di informare i circa 2.000.000 di nostri concittadini sopraccitati, e quali saranno i tempi certi per aggiornare gli elenchi AIRE con questi dati, vista la vicinanza delle prossime scadenze elettorali;
quali ulteriori provvedimenti il Governo intenda prendere nell'immediato, in maniera da poter garantire il corretto svolgimento delle prossime elezioni e non frustrare nuovamente le aspettative dei nostri connazionali residenti all'estero;
se il Governo non ritenga opportuno, per semplificare il tutto, adottare in via transitoria, per questa tornata elettorale, il sistema americano: chi vuole votare va a iscriversi al Consolato nelle liste elettorali e questo permetterebbe di avere il 100 % dei votanti, perché voterebbero coloro che sono veramente interessati.
(4-09842)
GUERZONI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Posto che:
a Carpi, a Modena, in Emilia Romagna e, a quanto risulta, in molte altre parti del Paese, numerose imprese artigianali e piccole e medie di settori della "meccanica" segnalano, già a partire dagli scorsi anni, una sensibile contrazione degli ordini e del fatturato tuttora in atto, con conseguenze negative più che significative sulla loro redditività, che si riduce sempre più nei confronti di quella degli anni 1996-2000, talché non mancano cessazioni di attività aziendali e perdite di posti di lavoro:
si ha motivo di ritenere che molte delle imprese citate si trovino nelle descritte difficoltà non per carenza di investimenti, di innovazioni o di riorganizzazione, o per una generalizzata crescita dei costi, bensì piuttosto per uno specifico e persistente andamento negativo del mercato, cosicché le aziende non sono più nelle condizioni di reddito del passato tuttora invece virtualmente persistenti e alla base degli "studi di settore" che li riguardano per il prelievo fiscale;
conseguentemente molte delle imprese segnalate, ad esempio a Carpi, sono poste nella sgradevole e preoccupante alternativa di pagare imposte rispetto ad entrate presunte (dagli "studi di settore") del tutto non reali, o invece intraprendere ricorsi avversi al "fisco" assai costosi, dagli esiti incerti e di lunga durata, andando incontro ai disagi imposti dalle inevitabili ripetute ispezioni della Guardia di finanza;
considerato che gli "studi di settore" hanno per finalità un prelievo fiscale proporzionato all'andamento effettivo della redditività dell'impresa e con rapporto alle dinamiche reali della stessa economia locale, si chiede di conoscere:
se il Ministero dell'economia e delle finanze abbia già posto in atto, anche attraverso l'attività della "Commissione esperti per gli studi di settore", ricerche riguardanti la redditività delle imprese del comparto "meccanica" volte a rilevare, innanzitutto per le azioni delle pubbliche amministrazioni e per quelle del "fisco" , eventuali contrazioni di produzione e di reddito sopravvenute negli ultimi anni;
se in tal senso non si ritenga necessario esprimere alla stessa Commissione ministeriale per la validazione degli "studi di settore" la necessità di valutare, anche ricorrendo a confronti diretti con le associazioni delle imprese, le istanze delle aziende interessate, a partire da quelle dell'area carpigiana, e ad apportare correzioni in linea con le mutate condizioni di produzione e di reddito;
se, in questo ambito, il Ministero dell'economia e delle finanze non ritenga necessario e urgente sollecitare, anche attraverso una specifica direttiva ministeriale, le Agenzie regionali delle entrate e gli osservatori provinciali degli "studi di settore", affinché, in un rapporto di collaborazione con le associazioni di categoria presenti nel territorio di Carpi, siano posti in atto confronti utili al fine di:
individuare, rispetto alla realtà effettiva attuale, aggiornati indicatori di produzione e di reddito affinché possano essere modificati - tenuto conto della nuova realtà economica e di mercato - gli "studi di settore" ed il conseguente prelievo sul reddito delle imprese;
emanare orientamenti ministeriali a tutti gli uffici periferici dell'amministrazione finanziaria, a partire da quelli operanti nell'area di Carpi (Modena) al fine di ottenere trattamenti delle imprese non penalizzanti da parte del fisco con riferimento, a partire dagli anni successivi al 2000, in particolare: al calo di redditività degli investimenti, alla contrazione del fatturato, delle ore lavorate, eccetera.
(4-09843)
BATTAFARANO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
Enzo Pastore è stato eletto sindaco di Roccaforzata (Taranto) in seguito alle elezioni amministrative del 2001;
in seguito alle elezioni amministrative dell'aprile 2005 il Pastore è stato altresì nominato assessore esterno al Comune di Taranto, conservando l'incarico di sindaco di Roccaforzata;
l'art. 60, comma 1, n. 12, in combinato disposto con l'art. 63, comma 1, n. 7, del decreto legislativo 267/2000 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali) sancisce l'incompatibilità tra la carica di sindaco e quella di assessore esterno di un altro Comune;
l'art. 63, comma 1, n. 7, del predetto Testo Unico degli enti locali dispone che non può ricoprire la carica di sindaco colui che nel corso del mandato viene a trovarsi in una condizione di ineleggibilità come nel caso rappresentato,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda fornire istruzioni alla Prefettura di Taranto per avviare la procedura atta a rimuovere tale palese incompatibilità.
(4-09844)
DE CORATO - Ai Ministri dell'interno e della giustizia - Premesso:
che a Milano, come in provincia, stiamo assistendo ad un preoccupante aumento dei reati contro la persona che vanno dalle efferate violenze contro le donne agli odiosi reati contro i minori (come il rapimento di un bambino rumeno all'interno di una struttura comunale per bambini maltrattati) e allo sfruttamento dell'accattonaggio e della prostituzione;
che i crimini compiuti negli ultimi mesi costituiscono solo la punta dell'iceberg, se si pensa a tutte le violenze non denunciate o allo sfruttamento della prostituzione che ogni giorno produce una vera e propria tratta delle schiave, provenienti soprattutto dai paesi dell'est europeo;
che l'allarmante susseguirsi, nelle ultime settimane a Milano, degli episodi di violenza contro le donne fa pensare a una vera e propria emergenza;
che sempre più spesso le vittime e i carnefici di questi odiosi reati sono extracomunitari, protagonisti di una preoccupante escalation di violenza, solo a Milano si contano circa 100.000 clandestini e ben 5.000 nomadi,
l'interrogante chiede di sapere:
se non si ritenga opportuno istituire un'intelligence presso la Procura della Repubblica di Milano per contrastare la dilagante diffusione dei reati contro la persona;
se non si ritenga opportuno assumere iniziative tese a ricercare una strategia comune investigativa attraverso la costituzione di un'intelligence formata da magistrati che già indagano sui reati contro la persona e sono pertanto attivi su questo fronte di indagine, da uomini dei Carabinieri e della Polizia Giudiziaria.
(4-09845)
CURTO - Al Ministro della difesa - (Già 3-02180)
(4-09846)
IOVENE - Al Ministro dell'interno - (Già 3-02397)
(4-09847)
MARTONE - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e per la tutela del territorio - Considerato che:
l'esecuzione della nuova infrastruttura ferroviaria ad alta capacità Milano-Genova - Terzo Valico dei Giovi, e delle opere propedeutiche ed accessorie (cantieri e depositi) prevede, sia nella fase di realizzazione che in quella d'esercizio, la compromissione di una vasta porzione del territorio, pesanti interferenze con le fonti di approvvigionamento idrico, con il tessuto edilizio esistente, con l'attuale sistema viario e con forti impatti dal punto di vista sociale;
il progetto prevede altresì la demolizione di alcuni fabbricati ad uso residenziale e porterà gravi disagi relativamente alla vivibilità di altri edifici situati presso il tracciato, determinando, al contempo, seri impatti sulla viabilità urbana dei comuni interessati e sulla qualità dell'aria a causa dell'elevato numero di mezzi pesanti che si troveranno a transitare già nella fase di realizzazione dell'opera;
il progetto di deposito dello smarino nell'ex cava Cementir tra Liguria e Piemonte risulta secondo molti studi tecnici inadeguato e non conforme alle prescrizioni vigenti, con particolare riguardo agli aspetti geologici, geomorfologici, idrogeologici e geotecnici. Grande preoccupazione per il pesante impatto ambientale desta il deposito di smarino nel porto di Voltri e nella valle del Chiaravagna;
la procedura introdotta dalla cosiddetta "legge obiettivo" (legge n. 443 del 2001) comprime, fino ad annullarle, le possibilità effettive di intervento delle amministrazioni locali nella fase di definizione dei progetti ed in quella della realizzazione delle opere infrastrutturali;
le rappresentanze istituzionali e i comitati cittadini costituitisi spontaneamente vedono con estrema preoccupazione l'assenza, nel progetto definitivo in oggetto, di approfondite analisi, peraltro previste dalle direttive comunitarie in materia, circa la valutazione d'impatto ambientale, assenza che ha determinato l'avvio della procedura di infrazione nei confronti dell'Italia da parte dell'Unione europea;
manca inoltre nel progetto ogni riferimento a progetti o programmi relativi a nuove captazioni e condotte di adduzione sostitutive degli attuali approvvigionamenti idrici derivanti dalle sorgenti di Borlasca (acquedotto ACOS);
si continua ad accreditare e difendere il rapporto contrattuale con il Consorzio Co.Civ., pur in presenza dell'apertura (il 21 marzo 2004) della procedura di infrazione della Commissione europea per violazione da parte dell'Italia degli articoli 43 e 49 del Trattato che regolano la libera concorrenza per l'affidamento diretto a trattativa privata ai general contractor, scelti fra i maggiori gruppi industriali italiani, delle tratte ad Alta velocità Milano-Genova, Milano-Verona e Milano-Padova;
si sottovalutano i contenziosi amministrativi e penali aperti sul territorio legati alla costruzione di questa grande opera e anzi si avallano gli scempi già compiuti in violazione di legge;
la crescita dei traffici portuali non giustifica una nuova linea con costi economici ed ambientali elevatissimi , pari a circa 5 miliardi e 279 milioni di euro, a fronte dei dati del porto di Genova che, rispetto al giugno del 2004, indicano un calo del 3,4% delle merci in genere e un calo del 5,5 dei container,
si chiede di sapere:
se si intenda riaprire i cantieri dei cosiddetti cunicoli geognostici o fori pilota di Fraconalto e di Molini di Voltaggio, sequestrati in quanto abusivi nel febbraio 1998;
se non si intenda avviare la procedura di valutazione di impatto ambientale, come fra l'altro richiesto dall'Unione europea;
se siano stati presi in considerazione, in alternativa al progetto Milano-Genova, urgenti e necessari interventi di adeguamento e potenziamento delle linee di valico esistenti al servizio della portualità ligure;
se sia stata valutata l'opportunità di una logica di rete e non di instradamento su un'unica direttrice, in particolare potenziando la Savona-Torino, con collegamenti con i valichi di Modane e Domodossola e con il raddoppio delle due tratte in salita, nonché con un piccolo intervento tra Ceva e San Giuseppe di Cairo e la Parma-La Spezia, meglio conosciuta come Pontremolese, con collegamenti con il Brennero e i valichi del Nord Est;
se non si ritengano necessari, al posto di un nuovo "buco" nell'Appennino ligure-piemontese che si aggiunge agli scempi già provocati da Co.Civ., urgenti interventi di adeguamento e potenziamento delle linee di valico esistenti al servizio della portualità ligure;
in base a quali valutazioni non si sia scelta la via del potenziamento della tratta pontremolese, che serve il Porto di la Spezia, funzionale al corridoio multimodale Tibre (Tirrenica-Brennero) e in grado di interferire positivamente con il sistema padano (dove sono presenti numerosi interporti) e con le linee Torino-Milano-Venezia e Torino-Piacenza-Bologna;
in base a quali valutazioni non siano stati attuati i semplici interventi di ammodernamento sulle linee liguri esistenti, che determinerebbero un forte incremento dei traffici merci, limitatamente alle linee storiche dei Giovi, Voltri-Ovada-Alessandria e Pontremolese.
(4-09848)
DEMASI, ULIVI, COZZOLINO - Ai Ministri della salute e dell'istruzione, dell'università e della ricerca - (Già 3-02203)
(4-09849)
CURTO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:
nella giornata di ieri, 13 dicembre 2005, l'annunciato sciopero dei ferrovieri ha creato all'utenza notevolissimi disagi;
in conseguenza, sulla tratta Brindisi-Taranto ben otto treni sono stati soppressi;
a dare notizia di tale situazione sarebbe stato un volantino-avviso predisposto dalle Ferrovie dello Stato che però non si sarebbe limitato a confermare per la giornata del 13 dicembre 2005 il preannunciato sciopero, ma avrebbe anche notificato che tale situazione si sarebbe probabilmente protratta fino a nuovo avviso;
ancora di più, stando a notizie riportate dagli organi d'informazione, alcuni dipendenti di Trenitalia addetti alla biglietteria avrebbero fatto presente che "(...) il disservizio era imputabile espressamente alla carenza di personale",
considerato che l'interrogante già nelle passate settimane aveva ripetutamente, con specifici atti ispettivi, evidenziato il sostanziale disinteresse di Trenitalia nei riguardi dell'Italia meridionale in generale e del Salento in particolare,
l'interrogante chiede di conoscere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di bloccare la politica, a giudizio dell'interrogante sciagurata, adottata sino ad oggi da Trenitalia nei confronti dell'Italia meridionale, politica caratterizzata da carenze di risorse da utilizzare sul piano infrastrutturale, da una sensibile restrizione dei livelli occupazionali impiegati, dal continuo ricorso a tecnologie obsolete già patrimonio da decenni di altre aree del Paese, e che oggi si vorrebbero contrabbandare nell'Italia meridionale come frutto di programmazione avveniristica.
(4-09850)
CURTO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso:
che i Comitati direttivi dell'ANCI e dell'UPI Puglia, riunitisi il 4 ottobre 2005, hanno approvato un documento per una ripresa del confronto tra Governo ed Enti locali volto ad apportare modifiche alla legge finanziaria 2006, per consentire un minimo di sopravvivenza ai Comuni;
che squilibri di finanza pubblica creano caduta di competitività del sistema produttivo e bassi livelli di crescita;
che il sistema delle Autonomie locali pugliesi non solo condivide pienamente la necessità di rilanciare l'economia e di riequilibrare la finanza pubblica, ma intende continuare a svolgere un ruolo attivo per raggiungere questi obiettivi, assumendosi anche tutte le responsabilità;
che dagli effetti prodotti dal taglio della spesa corrente si evince che i settori fondamentali per le comunità locali (ovvero: scuola, inquinamento, trasporto pubblico locale, pulizia della città, manutenzione delle strade, giustizia, sicurezza della città, pronto intervento e sicurezza pubblica, servizi di fognatura o di depurazione, sport, musei, eventi culturali, immigrazione) saranno quelli più penalizzati anche se l'art. 1 del decreto ministeriale 28 maggio 1993, recante "Individuazione, al fine della non assoggettabilità ad esecuzione forzata, dei servizi locali indispensabili dei comuni, delle province e delle comunità montane", definisce detti servizi come indispensabili da erogare ai cittadini,
l'interrogante chiede di conoscere se non si intenda, al più presto, aprire un confronto serio e costruttivo con gli enti locali, affinché i Comuni possano continuare ad erogare tutti quei servizi indispensabili per rilanciare la crescita ed assicurare aiuto alle famiglie, soprattutto a quelle più svantaggiate.
(4-09851)
CURTO - Al Ministro della giustizia - Premesso:
che il 27 gennaio del 1967 il cantautore genovese Luigi Tenco venne trovato morto con un colpo di pistola alla testa, nella propria stanza d'albergo all'Hotel Savoy di Sanremo;
che dopo svariati mesi dal ritrovamento del cadavere il caso fu archiviato come "suicidio";
che il 12 dicembre 2005 il Procuratore Capo della Repubblica di Sanremo, dott. Mariano Gagliano, ha annunciato, nel corso di una conferenza stampa, la riapertura delle indagini sulla morte di Luigi Tenco;
che la riapertura del caso (voluta anche dalla famiglia) è stata motivata dalla sommarietà e dalla fretta con cui le prime indagini furono fatte; per tale motivo il dottor Gagliano ha dato ufficialmente ordine ai Carabinieri di rimettere insieme tutti gli atti dell'inchiesta;
che gli uomini dell'Arma hanno già sequestrato due videocassette di un programma televisivo, trasmesso di recente, che tornava ad elencare i tanti dubbi ancora aperti su questa morte;
che i giornalisti che hanno curato il programma televisivo hanno presentato un esposto alla Procura di Sanremo,
l'interrogante chiede di conoscere:
se non si ritenga inutile spreco di tempo, forze e denaro la riapertura del "caso Tenco" dopo 38 anni;
se non si ritenga irrispettoso, nei confronti della stessa memoria del povero Tenco, consegnare la figura ad un palcoscenico mediatico che nulla potrà aggiungere alla vicenda essendo trascorsi circa 40 anni dalla stessa:
se non si ritenga più utile e indispensabile l'impiego degli uomini dell'Arma dei Carabinieri per definire i tanti casi ancora irrisolti nella nostra Italia chiamata "Il paese dei misteri", come i delitti di Via Poma (1990), dell'Olgiata (1991), il delitto a "La Sapienza" di Marta Russo (1997) e tantissimi altri.
(4-09852)
STANISCI - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:
è in atto, su tutto il territorio nazionale, l'iniziativa "accesso al futuro", che ha come principali protagonisti i giovani;
essa parte dalla constatazione che soprattutto i giovani vivono, in questo periodo, il grave problema del precariato e che a risentirne sia soprattutto la conseguente contrazione delle spese per la cultura ed il tempo libero, la cui valenza e la cui portata sociale sono incommensurabili poiché rappresentano una parte consistente ed integrante del benessere sociale;
leggere un libro o ascoltare la musica sono la base della cultura per tutte le fasce di età, ma l'aumento del costo dei prodotti culturali ne rende sempre più marginale l'acquisto,
si chiede di sapere se il Governo intenda ridurre l'IVA sui prodotti musicali, e soprattutto sui CD, per far sì che il loro acquisto possa essere accessibile ai giovani.
(4-09853)
DE ZULUETA, BOCO, RIPAMONTI, DI SIENA, Baio Dossi, ACCIARINI, LIGUORI, MALABARBA, LONGHI, DONATI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri - Premesso che:
nei giorni tra l'8 e il 26 novembre 2004 si è svolta a Ginevra la sessione di osservazione da parte delle Nazioni Unite sullo stato di attuazione in Italia del Patto sui diritti economici, sociali e culturali;
in tale occasione il Comitato sui diritti economici, sociali e culturali, composto da 18 esperti indipendenti delle Nazioni Unite, ha potuto analizzare e dibattere il rapporto periodico governativo e il rapporto supplementare predisposto dal Comitato per la promozione e protezione dei diritti umani, rete di ONG, sindacati e associazioni della società civile italiana;
al termine dei lavori il Comitato degli esperti delle Nazioni Unite ha espresso le proprie osservazioni conclusive, mai tradotte ufficialmente in lingua italiana;
le raccomandazioni del Comitato sui diritti economici, sociali e culturali sono da intendersi vincolanti per gli Stati che hanno aderito e ratificato il Patto medesimo;
l'Italia non ha ancora adempiuto, a distanza di un anno, in particolare alla raccomandazione numero 53, che prevede di "(…) diffondere ampiamente le presenti osservazioni conclusive a tutti i livelli della società, ed in particolare tra i funzionari statali e la magistratura, e di informare il Comitato su tutte le tappe intraprese per attuarle nel suo prossimo rapporto periodico (...)",
si chiede di sapere per quali ragioni il Governo non abbia ancora provveduto a tradurre e pubblicare le osservazioni conclusive del Comitato sui diritti economici, sociali e culturali delle Nazioni Unite, e quando intenda farlo.
(4-09854)