Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 921 del 14/12/2005
Azioni disponibili
RESOCONTO SOMMARIO
Presidenza del presidente PERA
La seduta inizia alle ore 9,02.
Il Senato approva il processo verbale della seduta antimeridiana di ieri.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. (v. Resoconto stenografico).
Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico
PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 9,04 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.
Seguito della discussione dei disegni di legge:
(3633) Modifiche alle norme per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (Approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Soro ed altri; Fontana; Soda; Gazzara ed altri; Benedetti Valentini ed altri; Nespoli; Nespoli; Benedetti Valentini; Benedetti Valentini ed altri) (I deputati Albertini, Benvenuto, Enzo Bianco, Bimbi, Bonito, Bottino, Bressa, Camo, Carbonella, Cardinale, Carra, Cusumano, Damiani, Duilio, Folena, Frigato, Lettieri, Santino Adamo Loddo, Tonino Loddo, Lusetti, Maccanico, Marcora, Raffaella Mariani, Mariotti, Meduri, Melandri, Molinari, Morgando, Potenza, Rocchi, Rotundo, Siniscalchi, Soda, Soro, Tidei, Tolotti, Vernetti, Villari e Volpini hanno ritirato la propria sottoscrizione alle proposte di legge)
(1) INIZIATIVA POPOLARE. - Introduzione del doppio turno nei collegi uninominali
(117) TOMASSINI. - Riforma delle norme sulla elezione della Camera dei deputati
(290) PEDRIZZI. - Modifiche alla legge 8 marzo 1989, n. 95, recante norme per l'istituzione dell'albo e per il sorteggio delle persone idonee all'ufficio di scrutatore
(337) BEVILACQUA. - Modifiche alla legge 8 marzo 1989, n. 95, relativa alla elezione della Camera dei deputati
(614) EUFEMI ed altri. - Delega al Governo per l'emanazione di un testo unico delle leggi che disciplinano l'elezione della Camera dei deputati e di un testo unico delle leggi che disciplinano l'elezione del Senato della Repubblica. Nuove norme per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica
(1148) RONCONI. - Semplificazione del procedimento relativo alla sottoscrizione delle liste e delle candidature elettorali
(1177) FALCIER ed altri. - Semplificazione del procedimento relativo alla sottoscrizione delle liste e delle candidature elettorali
(1294) TURRONI e MAGNALBO'. - Modifiche alle leggi per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica in tema di raccolta delle firme per la sottoscrizione delle liste elettorali
(1475) DE PAOLI. - Nuove norme in materia di sottoscrizione delle liste e delle candidature elettorali
(1489) VILLONE ed altri. - Riforma delle norme sulla elezione della Camera dei deputati
(1693) PEDRINI. - Nuove norme per l'elezione della Camera dei deputati
(1853) DANIELI Paolo. - Modifica all'articolo 9, comma 6, del testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione del Senato della Repubblica, di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533
(3343) BALBONI ed altri. - Nuove norme in materia di autenticazione delle firme e sottoscrizione delle liste ai fini elettorali
(3378) BASSANINI e PASSIGLI. - Norme in materia di presentazione delle candidature e in materia di reati elettorali
(3396) SPECCHIA. - Modifiche alla legge 8 marzo 1989, n. 95, e alla legge 21 marzo 1990, n. 53, sul criterio di designazione del personale addetto ai seggi elettorali
(Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento)
Approvazione del disegno di legge n. 3633
PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta pomeridiana di ieri si è concluso l'esame degli articoli e dei relativi emendamenti e passa alla votazione finale.
CRINO' (Misto-NPSI). Il Nuovo PSI voterà a favore della riforma elettorale in senso proporzionale, che restituisce il giusto valore ai partiti politici e garantisce il pluralismo nel Paese, pur riconoscendo alcuni limiti del disegno di legge - principalmente la previsione delle liste bloccate - e rammaricandosi per la mancata condivisione da parte dell'opposizione. (Applausi dai Gruppi FI e Misto-CdL. Congratulazioni).
FORMISANO (Misto-IdV). L'Italia dei Valori-Lista Di Pietro voterà contro il disegno di legge, non ritenendo che la forza numerica della maggioranza in Parlamento possa superare le perplessità dell'opposizione e di numerosi costituzionalisti per taluni profili di incostituzionalità e di contraddittorietà insiti nel provvedimento. (Applausi dal Gruppo Verdi-Un e dei senatori Crema e Manzione).
LAURO (Misto-CdL). Con la riforma elettorale non potrà più accadere, come invece si è verificato nell'attuale legislatura, che alla Camera dei deputati rimanga incompleto il plenum e anzi si determinerà una maggioranza forte e stabile per attuare un programma predefinito approvato dagli elettori. Spiace che Romano Prodi non abbia voluto contribuire a migliorare taluni aspetti del disegno di legge, ad esempio per una riduzione delle soglie di sbarramento o per l'espressione del voto di preferenza, ma ciò nonostante il voto della sua formazione politica sarà favorevole. (Applausi dai Gruppi FI, UDC e Misto-NPSI. Congratulazioni).
MARINO (Misto-Com). I Comunisti italiani, storicamente favorevoli al sistema elettorale proporzionale, ritenuto maggiormente rappresentativo e democratico, voteranno contro il disegno di legge perché è il frutto di mercanteggiamenti tra le diverse componenti della Casa delle libertà e del tentativo della maggioranza di recuperare furbescamente la perdita di consenso, anche a costo di esporre l'Italia al rischio dell'ingovernabilità per l'affermazione di due maggioranze diverse nei due rami del Parlamento. (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U e Misto-RC e del senatore Crema).
DE PAOLI (Misto-LAL). La nuova legge elettorale viola apertamente la volontà popolare, espressa con il referendum del 1993, di superare il sistema proporzionale e sancisce il potere esclusivo delle segreterie dei partiti nella scelta dei candidati, nonostante i precetti costituzionali in tema di rappresentanza territoriale, soprattutto per l'elezione del Senato. Per tali ragioni, dichiara il voto contrario della sua parte politica.
FALOMI (Misto-Cant). La nuova legge elettorale imposta a colpi di maggioranza è l'ultima delle leggi su misura volute da Berlusconi e dai suoi alleati, dopo quelle approvate per risolvere i problemi giudiziari del Presidente del Consiglio e dopo la legge Gasparri sulle telecomunicazioni. Nel tentativo di contenere la pesante sconfitta elettorale preannunciata per la prossima primavera, si consegna esclusivamente alle segreterie dei partiti il potere di formare il Parlamento, ma nessun marchingegno elettorale potrà impedire ai cittadini di prendere atto che il Governo Berlusconi non ha risolto nessuno dei problemi del Paese, che l'economia italiana sta affondando, che la missione umanitaria in Iraq è una balla e che si è pericolosamente abbassata la soglia della laicità dello Stato e della tenuta morale e civile del Paese. Per tali ragioni, il suo Gruppo voterà contro il disegno di legge.
SODANO Tommaso (Misto-RC). In tutti i Paesi democratici la legge elettorale scaturisce da una larga convergenza tra le forze politiche e non viene approvata a colpi di maggioranza, ma la Casa delle libertà si illude in tal modo di contenere la sconfitta elettorale causata dalla perdita del consenso dei lavoratori e dei cosiddetti ceti medi. Inoltre, la riforma solo nominalmente introduce un sistema proporzionale, da anni invocato da Rifondazione comunista per superare il bipolarismo, mentre ora si introduce un sistema misto che mescola il peggio di entrambi i sistemi senza riuscire a risolvere la crisi della politica. Per tali ragioni, il suo Gruppo voterà contro il disegno di legge e si impegna fin da ora ad adoperarsi affinché nella prossima legislatura sia reintrodotto un vero sistema proporzionale che restituisca rappresentanza democratica ai cittadini. (Applausi del senatore Marino).
FILIPPELLI (Misto-Pop-Udeur). Giunge finalmente all'epilogo una triste vicenda segnata dall'arroganza del Governo e della maggioranza, che ha penalizzato le minoranze, in particolare quelle appartenenti al Gruppo Misto, e non ha salvaguardato il ruolo e le prerogative del Senato. Consegna il testo scritto del suo intervento e annuncia il voto contrario dell'Udeur ad una riforma elettorale che costringe la sua formazione politica a presentarsi alle prossime consultazioni elettorali con il simbolo delle precedenti elezioni europee, impedendo, se non a costo di una nuova raccolta di sottoscrizioni, di tenere conto delle novità politiche frattempo intervenute. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi Misto-Pop-Udeur, DS-U e Mar-DL-U).
CREMA (Misto-Rnp). Ormai è innescata la bomba ad orologeria che porterà il prossimo Parlamento ad una situazione di ingovernabilità e si sono create le condizioni perché dalle prossime consultazioni scaturiscano due diverse maggioranze alla Camera e al Senato. Sono evidenti i danni che da ciò deriveranno, oltre al colpo inferto alla credibilità delle istituzioni, soprattutto dopo l'approvazione di confuse modifiche alla Costituzione, ben lontane dallo spirito costituente del dopoguerra. Anche la modifica delle regole elettorali è un atto solenne, che le grandi democrazie compiono raramente cercando la più ampia convergenza possibile e che il Governo Berlusconi, invece, ha voluto per tentare di ribaltare il risultato previsto per le prossime elezioni. La destra consente alle formazioni minori che si richiamano all'alleanza con la Casa delle libertà di non dover raccogliere le sottoscrizioni, ma impedisce in maniera indecente che la stessa norma valga per la Rosa nel Pugno, che pure è costituita da due partiti, i socialisti e i radicali, già rappresentati nel Parlamento italiano ed in quello europeo. La riforma elettorale, su cui la sua parte politica voterà contro, è l'ultima furberia che la maggioranza pagherà nelle prossime elezioni. (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-Un e Misto-Com e del senatore Peterlini. Congratulazioni).
PEDRINI (Aut). In linea con il disegno di legge n. 1693 da lui stesso presentato nel settembre del 2002 per reintrodurre il sistema proporzionale, il suo voto avrebbe potuto essere favorevole se non si fosse deciso di eliminare il voto di preferenza, che consente agli elettori di riappropriarsi della politica per scegliere i rappresentanti in Parlamento, potere che sarà di fatto espropriato dalle segreterie dei partiti. I parlamentari che saranno eletti in base alla riforma elettorale saranno ancora più distaccati dal territorio che li esprime, mentre si rafforzerà il pericolo di una democrazia mediatica già denunciata da don Sturzo nel 1950. Per tali ragioni il suo voto sarà contrario. (Applausi dal Gruppo Aut e del senatore Filippelli. Congratulazioni).
BOCO (Verdi-Un). La modalità con cui la Casa delle libertà è pervenuta all'approvazione della legge elettorale è un'ulteriore dimostrazione della sua mancanza di sensibilità istituzionale, che le impedisce di distinguere tra il consenso ottenuto per governare il Paese e la modifica delle regole della democrazia. Ancora una volta si è seguita la strada della sistematica svalutazione del Parlamento, considerato un inutile passaggio burocratico e che in alcune occasioni si è tradotta in vera e propria umiliazione per il Senato. Il dibattito è stata anche l'occasione per la maggioranza di mostrare il proprio qualunquismo virilista:nonostante sotto il profilo della rappresentanza femminile l'Italia sia più arretrata rispetto ad alcuni Paesi islamici ed africani, nella discussione sulle quote rosa i senatori della Casa delle libertà hanno dato sfogo a battute volgari, che rappresentano un'altra forma dello scontro di civiltà. La proporzionale a liste bloccate è il tentativo di una maggioranza che percepisce di aver perso il consenso dei cittadini di indebolire la futura maggioranza attraverso misure ad hoc; tuttavia, il tentativo di precostituire l'esito delle prossime elezioni è destinato a fallire anche per l'impossibilità di prevedere le conseguenze politiche delle riforme elettorali, se si tiene conto che uno dei prioritari obiettivi dell'introduzione del sistema maggioritario avrebbe dovuto essere la riduzione di numero e di importanza dei piccoli partiti. Ma una maggioranza certa della sconfitta ed incapace di essere classe dirigenteall'altezza dei problemi del Paese e delle aspettative dei cittadini, nella sola speranza di poter giocare ancora un ruolo politico nella prossima legislatura ricorre ad un espediente elettorale che produrrà instabilità e incertezza ma che non servirà a salvarla dal giudizio del Paese, stanco di propaganda e di illusioni tradite. (Applausi dai Gruppi Verdi-Un e Aut e del senatore De Paoli).
D'ONOFRIO (UDC). Ancora una volta l'opposizione si dimostra incapace di evitare il rituale delle ripetitive ed infondate contumelie nei confronti della maggioranza.Lungi dall'essere una proposta improvvisata, visto che l'UDC la sostiene dall'inizio della legislatura con un'azione politica seria e costante, la riforma è volta a garantire, per la prima volta dal 1946, la possibilità di affermare un'alleanza politica che, depositando ufficialmente il programma elettorale comune della coalizione, renda il cittadino il soggetto decisivo nella scelta della coalizione e del programma. È questo l'aspetto che suscita la furibonda reazione dell'opposizione, perché evidenzia le fortissime tensioni interne dell'Unione, che per governare necessita di una gigantesca maggioranza parlamentare, che pretende di ottenere attraverso un incostituzionale meccanismo ipermaggioritario. La proporzionale, al contrario, rivaluta la rappresentanza politica dopo lo stravolgimento che a tutti i livelli istituzionali si è compiuto a seguito dell'introduzione di leggi maggioritarie e completa il disegno contenuto nella riforma costituzionale, in quanto non solo mantiene il bipolarismo, ma lo rafforza attraverso l'imposizione di coerenti programmi elettorali. Ringrazia pertanto i partiti alleati che, seppure non proporzionalisti, hanno accettato l'opzione proposta dall'UDC nell'interesse del Paese; di fronte a questo passaggio la Sinistra dovrebbe indagare sulle proprie insufficienze programmatiche e soprattutto il professor Prodi, personaggio privo di legittimazione personale e di partito, dovrebbe evitare di trascinare il Capo dello Stato in una questione rispetto alla quale è estraneo. (Applausi dai Gruppi UDC, FI e AN. Congratulazioni).
STIFFONI (LP). Un'equilibrata ricostruzione delle vicende della prima Repubblica non può prescindere dall'evidenziare l'uso politico della giustizia e dei mezzi di comunicazione di cui in modo perverso si rese allora protagonista il PDS, partito segnato dal nocciolo duro delle proprie origini comuniste che approfittò di una rivoluzione giudiziaria per porre fuori gioco il pentapartito. Questo vizio di fondo ha inficiato il bipolarismo, comunque realizzato anche se attraverso un sistema elettorale che esprime gli aspetti peggiori del maggioritario e del proporzionale, in quanto la mancata accettazione dello schieramento avversario da parte dei DS si è tradotta in un razzismo politico-culturale di cui si trovano ampie testimonianze nel campo dell'informazione e delle comunicazioni di massa. È una condizione che preclude ipotesi di grande coalizione, specie in una fase in cui è superata la precedente dicotomia tra destra e sinistra, sostituita da una distinzione tra capacità innovativa e conservazione, che viene ulteriormente evidenziata dalla legge elettorale, che rappresenta uno spettro per la Sinistra in quanto la obbliga a presentare un programma comune, pur in presenza di posizioni divergenti in politica estera e in materia sociale, su cui peserà la presenza di partiti comunisti che ancora si ispirano a un modello che ha affamato i popoli dell'Europa orientale. Per la Casa delle libertà, al contrario, il deposito del programma comune sarà l'occasione per evidenziare le innovazioni realizzate in questa legislatura e prospettare nuovi obiettivi per la prossima. (Applausi dai Gruppi LP, FI e AN).
MANCINO (Mar-DL-U). Il Senato si accinge a varare in via definitiva la legge elettorale nel silenzio non solo dell'opposizione - a ciò costretta dalla ristrettezza dei tempi assegnati al dibattito - ma della stessa maggioranza a dimostrazione della volontà di procedere in fretta nell'intento di condizionare l'ormai probabile vittoria elettorale del centrosinistra alle prossime consultazioni e creare ostacoli alla governabilità. Questo infatti è il vero obiettivo perseguito, come appare chiaro nel caso del Senato laddove i premi di maggioranza assegnati su base regionale, oltre a rendere possibili maggioranze disomogenee tra le due Camere, rispondono al tentativo di spuntare risultati più favorevoli al centrodestra in alcune Regioni. Quanto alla sbandierata correzione in senso proporzionale del sistema elettorale, la sua portata è fortemente condizionata dal premio di maggioranza assegnato senza la previsione di alcun quorum per la sua percezione, rendendo possibile l'elargizione di un numero consistente di seggi ad una o più forze politiche di portata elettorale modesta. La Margherita voterà pertanto contro tale sistema elettorale che si caratterizza, inoltre, per la evidente incostituzionalità come appare nel caso delle liste bloccate, che tramuta l'elezione dei parlamentari da parte di cittadini in una nomina affidata ai vertici politici, e per l'assenza di misure atte a favorire un'effettiva rappresentanza di genere, secondo quanto previsto dal novellato articolo 51. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U, Misto-Rnp, Misto-Pop-Udeur, Verdi-Un, Misto-Com e Misto-RC. Congratulazioni).
NANIA (AN). La riforma elettorale pone rimedio ad alcuni deficit di democrazia del sistema elettorale del 1993 apparsi evidenti nelle elezioni del 1994, dove si sono formate maggioranze disomogenee tra le due Camere, e in quelle del 1996, laddove la coalizione di centrosinistra è risultata vincente in termini di seggi nonostante il corpo elettorale avesse premiato in termini di voti il centrodestra. Il sistema individuato risponde quindi ad alcuni principi fondamentali per la democrazia: assicurare la rispondenza tra il voto popolare espresso e la successiva assegnazione dei seggi e garantire alternanza effettiva e governabilità nel senso di attuazione del programma. Si assicura inoltre una nuova forte centralità all'elettore chiamato a scegliere direttamente il Primo ministro e non più, come nell'attuale sistema, sulla base di una investitura decisa dalle forze politiche. La forte opposizione del centrosinistra appare strumentalmente ispirata dall'assenza di un progetto politico comune per l'impossibilità di ravvisare valori condivisi, oltre che per la messa in discussione della leadership di Prodi, emersa da primarie precostituite. Ne sono la conferma le inauditeaccuse rivolte da quest'ultimo al Capo dello Stato, la cui azione è sempre caratterizzata da grande correttezza istituzionale. (Applausi dai Gruppi AN, FI, UDC e LP. Congratulazioni).
ANGIUS (DS-U). Diversamente da quanto fece nella scorsa legislatura il centrosinistra, che non procedette alle ipotizzate modifiche della legge elettorale di fronte al parere contrario dell'opposizione - allora espresso dall'onorevoleBerlusconi che invocava l'intervento del Presidente della Repubblica contro un atto da lui giudicato incostituzionale - l'attuale maggioranza parlamentare procede unilateralmente ad una modifica radicale della legge elettorale alla vigilia del voto, nella consapevolezza di essere minoranza nel Paese ed allo scopo di limitare l'inevitabile sconfitta elettorale e di creare presupposti di instabilità e di ingovernabilità nella prossima legislatura. Vengono così individuate deliberatamente soglie di sbarramento variabili e premi di maggioranza diversificati tra i due rami del Parlamento in modo da rendere tecnicamente impossibile la formazione di una maggioranza in Senato. Proseguendo l'opera attuata nel corso dell'intera legislatura con un susseguirsi di atti unilaterali che hanno provocato scontri laceranti nella società e nel mondo politico, la Casa delle libertà passa dalla legge sul falso in bilancio alla falsificazione dei risultati elettorali, introducendo nel sistema elementi di destabilizzazione che porranno a rischio il bipolarismo e la democrazia dell'alternanza, aprendo una fase di transizione nella quale riprenderanno vigore le spinte più accentuate al trasformismo. Fra l'altro il provvedimento in esame espropria i cittadini della possibilità di scegliere i propri rappresentanti, chiamandoli soltanto ad approvare elenchi decisi dai partiti ed alterando così il rapporto dell'eletto con il territorio; sottrae alle donne il diritto ad avere una adeguata rappresentanza parlamentare come previsto dall'articolo 51 della Costituzione; fa saltare ogni limite alle spese elettorali, riaprendo un grave problema di trasparenza della competizione democratica. Tutto questo per soddisfare convenienze politiche di parte: la strumentalità dell'operazione risulta evidente se si considera che l'attuale legge elettorale ha favorito la formazione delle coalizioni e la creazione di maggioranze stabili e forti, ha consentito ai partiti di condurre le proprie battaglie politiche, ha restaurato il rapporto tra cittadini ed eletti. A fallire non è stato il cosiddetto "Mattarellum", quanto il Governo di centrodestra, che, pur potendo contare su ampie maggioranze parlamentari, ha condotto politiche disastrose per il Paese e perso la fiducia dei cittadini. Il centrosinistra si candida a proseguire l'opera di unificazione dell'Italia ed a restituire al Paese orgoglio e dignità. (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-Un, Misto-Rnp, Misto-RC, Misto-Com, Misto-Pop-Udeur, Aut e del senatore Amato. Congratulazioni).
PASTORE (FI). La Casa delle libertà ha deciso di procedere alla modifica della legge elettorale, nell'unico momento possibile, vale a dire alla fine della legislatura, dopo aver attentamente valutato gli effetti dei dieci anni di vigenza dell'attuale sistema, che solo casualmente ha assicurato la formazione di maggioranze stabili (non avendo al proprio interno strumenti idonei a garantire questo risultato), che ha consentito il ricorso ad espedienti tattici e tecnici distorsivi della volontà degli elettori come i patti di desistenza e le liste civetta, che ha favorito una polverizzazione del quadro politico a livello locale. I difetti dell'attuale sistema sono tanto evidenti che la necessità di miglioramenti furono evidenziate anche dalla precedente maggioranza e il testo in esame non ha trovato larga adesione solo perché l'opposizione, per evidente convenienza elettorale, ha osteggiato pregiudizialmente ogni ipotesi di modifica invocando addirittura inesistenti profili di illegittimità costituzionale, a volte contraddicendosi nel corso dell'iter tra i due rami del Parlamento, ad esempio con riferimento al premio di maggioranza per il Senato. L'aspetto forse più qualificante della nuova legge è rappresentato dal fatto che l'indicazione del leader di partito e di coalizione ed il deposito del programma elettorale devono avvenire, anche per il Senato, a livello nazionale, così da premiare la coalizione che ottiene più voti dagli elettori sulla base di un chiaro progetto politico, fondato su valori condivisi, su obiettivi precisi e su proposte definite: è evidente allora che la netta chiusura dell'opposizione deriva proprio dalla consapevolezza di non poter offrire agli elettori un simile programma elettorale, nonché dalle difficoltà in cui si troverà il candidato senza partito Romano Prodi in un contesto nel quale riprenderà vigore l'azione politica dei partiti. E' altrettanto evidente che i richiami alla Costituzione non sono altro che uno strumento per operare indebite pressioni sul Presidente della Repubblica in vista della promulgazione della riforma. Le altre critiche formulate dall'opposizione appaiono altrettanto inconsistenti, se si considera che il sistema delle liste bloccate, presente in molti altri Paesi e nelle elezioni per il Parlamento europeo, è stato adottato per primo in Italia dalla Regione Toscana senza che da sinistra alcuno avesse da eccepire e che la stessa legge elettorale regionale, pur prevedendo quote di rappresentanza femminile, non traduce questo principio in indicazioni effettive per quanto riguarda la predisposizione delle liste elettorali. La Casa delle libertà approverà con convinzione le modifiche della legge elettorale che coniugano la rappresentatività del sistema proporzionale e la governabilità del sistema bipolare. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC e LP e dai banchi del Governo. Congratulazioni).
Con votazione nominale elettronica, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, il Senato approva il disegno di legge n. 3633. Restano pertanto assorbiti i disegni di legge nn. 1, 117, 290, 337, 614, 1148, 1177, 1294, 1475, 1489, 1693, 1853, 3343, 3378 e 3396. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC e LP e dai banchi del Governo).
D'ANDREA (Mar-DL-U). Lamenta il mancato funzionamento dell'impianto di votazione.
FORLANI (UDC). Dichiara la sua intenzione di voto favorevole, giacché, per un disguidi tecnico, il suo è risultato un voto di astensione.
Votazione finale e approvazione, con modificazioni, del disegno di legge:
(3509) Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2005 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale)
PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta pomeridiana del 23 novembre hanno avuto luogo le dichiarazioni di voto finale.
Con votazione nominale elettronica, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, il Senato approva il disegno di legge n. 3509, nel testo emendato, autorizzando la Presidenza ad effettuare i coordinamenti che si rendessero necessari.
PRESIDENTE. Sospende brevemente la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 11,21, è ripresa alle ore 11,30.
Presidenza del vice presidente MORO
Discussione del documento:
(Doc. IV, n. 8) Domanda di autorizzazione all'esecuzione del decreto di acquisizione di tabulati telefonici nei confronti della senatrice Maria Elisabetta Alberti Casellati
Approvazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari
PRESIDENTE. La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha deliberato all'unanimità di proporre all'Assemblea la concessione dell'autorizzazione ad acquisire tabulati telefonici nei confronti della senatrice Maria Elisabetta Alberti Casellati, ai sensi dell'articolo 4 della legge n. 140 del 2003.
FASSONE, relatore. Richiama brevemente i fatti che hanno dato luogo alla denuncia-querela da parte della senatrice Alberti Casellati nei confronti di un suo collaboratore. Questi, danno luogo ad un procedimento penale per millantato credito, falso in scrittura privata e truffa, avrebbe utilizzato una scheda telefonica gemella a quella fornita in dotazione alla senatrice Sottosegretario di Stato per la salute e per questo motivo la stessa senatrice ha sollecitato l'autorizzazione a procedere per l'acquisizione dei tabulati telefonici. Pur non ritenendo necessaria tale autorizzazione, data la possibilità di scorporare i due traffici telefonici caratterizzati da due distinti numeri seriali, conferma l'orientamento della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari espresso all'unanimità, sia per l'esplicita richiesta in tal senso da parte della senatrice Alberti Casellati, sia per la formulazione generica dell'articolo 4 della legge n. 140 del 2003.
MANZIONE (Mar-DL-U). Condivide la relazione del senatore Fassone e conferma il voto favorevole alla concessione dell'autorizzazione già espresso in Giunta, ma coglie l'occasione per sollevare una questione interpretativa degli articoli 4 e 6 della legge n. 140 del 2003, approvata senza il consenso dell'opposizione. Infatti, è ravvisabile un contrasto tra tali norme e l'articolo 68 della Costituzione, nel caso che il parlamentare non sia indagato nel procedimento giudiziario, poiché per tale ragione non sarebbero lese le sue prerogative e pertanto non si renderebbe necessaria la preventiva autorizzazione all'acquisizione di tabulati, come peraltro affermato dalla giurisprudenza della Giunta stessa nella scorsa legislatura.
CONSOLO (AN). A nome del suo Gruppo e a titolo personale, dichiara il voto favorevole all'accoglimento delle conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, ritenendo che un diverso orientamento dell'Assemblea comporterebbe la disapplicazione formale e sostanziale dell'articolo 68 della Costituzione. (Applausi dal Gruppo AN).
Il Senato approva la proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di concedere l'autorizzazione ad acquisire i tabulati telefonici richiesti.
Discussione del documento:
(Doc. IV, n. 9) Domanda di autorizzazione all'esecuzione del decreto di acquisizione di tabulati telefonici nei confronti del senatore Carlo Vizzini
Approvazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari
PRESIDENTE. La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha deliberato all'unanimità di proporre all'Assemblea la concessione dell'autorizzazione ad acquisire tabulati telefonici nei confronti del senatore Carlo Vizzini, ai sensi dell'articolo 4 della legge n. 140 del 2003.
CREMA, relatore. Il senatore Carlo Vizzini ha sporto denuncia contro ignoti per minacce di morte pervenutegli telefonicamente nella seratadel 31 ottobre 2005 ed ha dato il proprio assenso all'acquisizione dei tabulati telefonici relativi alla sua utenza. La Giunta si è unanimemente orientata per la concessione dell'autorizzazione nell'interesse del senatore Vizzini e del libero esercizio della sua funzione, modificando in tal senso la sua stessa giurisprudenza della XIII legislatura, in considerazione della giurisprudenza della omologa Giunta della Camera dei deputati e soprattutto degli atti preparatori della legge n. 140 del 2003.
MANZIONE (Mar-DL-U). Conferma anche in questo caso il voto favorevole già espresso in sede di Giunta, ribadendo peraltro le obiezioni in ordine alla necessità dell'autorizzazione, poiché nella fattispecie il senatore Vizzini è parte lesa e pertanto non sarebbe necessario il preventivo consenso all'acquisizione di tabulati. (Applausi del senatore Cirami).
ZANCAN (Verdi-Un). Aderendo alla relazione della Giunta, condivide pienamente le argomentazioni esposte dal senatore Manzione soprattutto perché si tratta dell'acquisizione del corpo di un reato procedibile d'ufficio e pertanto l'autorizzazione è un atto dovuto da parte della Camera di appartenenza del parlamentare.
FASSONE (DS-U). Pur non sottovalutando le osservazioni del senatore Crema, condivide le perplessità sull'applicazione della legge n. 140, tanto più se si considera il caso astratto della mancata autorizzazione da parte del Senato, che potrebbe tradursi in una lesione dell'interesse del senatore.
Il Senato approva la proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di concedere l'autorizzazione ad acquisire i tabulati telefonici richiesti.
Approvazione del disegno di legge:
(3177) Adesione della Repubblica italiana all'Accordo sulla conservazione degli uccelli acquatici migratori dell'Africa - EURASIA, con Allegati e Tabelle, fatto a L'Aja il 15 agosto 1996
PRESIDENTE. Dopo che il relatore PELLICINI si è rimesso alla relazione scritta, non essendovi iscritti a parlare in discussione generale e poiché il sottosegretario BETTAMIO non intende intervenire, passa alla votazione degli articoli.
Il Senato approva gli articoli 1, 2, 3 e 4 e il disegno di legge n. 3177 nel suo complesso.
Approvazione del disegno di legge:
(3212) Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Senegal in materia di promozione e protezione degli investimenti, con Protocollo, fatto a Dakar il 13 ottobre 2000
PRESIDENTE. Dopo che il relatore FORLANI si è rimesso alla relazione scritta, non essendovi iscritti a parlare in discussione generale e poiché il sottosegretario BETTAMIO non intende intervenire, passa alla votazione degli articoli.
Il Senato approva gli articoli 1, 2 e 3 e il disegno di legge n. 3212 nel suo complesso.
Approvazione del disegno di legge:
(3470) Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica italiana e la Romania sul trasferimento delle persone condannate alle quali è stata inflitta la misura dell'espulsione o quella dell'accompagnamento al confine, fatto a Roma il 13 settembre 2003 (Approvato dalla Camera dei deputati)
PRESIDENTE. Dopo che il relatore facente funzione PROVERA si è rimesso alla relazione scritta, non essendovi iscritti a parlare in discussione generale e poiché il sottosegretario BETTAMIO non intende intervenire, passa alla votazione degli articoli.
Il Senato approva gli articoli 1, 2, 3 e 4 e il disegno di legge n. 3470 nel suo complesso.
Discussione dei disegni di legge:
(3426) Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea sul paesaggio, fatta a Firenze il 20 ottobre 2000 (Approvato dalla Camera dei deputati)
(2607) MARTONE ed altri. - Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea del paesaggio, fatta a Firenze il 20 ottobre 2000
Approvazione del disegno di legge n. 3426
PRESIDENTE. Dopo che il relatore PROVERA si è rimesso alla relazione scritta, non essendovi iscritti a parlare in discussione generale e poiché il sottosegretario BETTAMIO non intende intervenire, passa alla votazione degli articoli del disegno di legge n. 3426.
Il Senato approva gli articoli 1, 2 e 3 e il disegno di legge n. 3426 nel suo complesso, con conseguente assorbimento del disegno di legge n. 2607.
Approvazione del disegno di legge:
(3401) Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Ghana per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo, fatta ad Accra il 19 febbraio 2004
PRESIDENTE. Dopo che il relatore PELLICINI si è rimesso alla relazione scritta, non essendovi iscritti a parlare in discussione generale e avendo il sottosegretario BETTAMIO rinunciato ad intervenire, passa alla votazione degli articoli.
Il Senato approva gli articoli 1, 2 e 3, nonché il disegno di legge n. 3401 nel suo complesso.
Approvazione del disegno di legge:
(3474) Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Congo per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo, fatta a Brazzaville il 15 ottobre 2003 (Approvato dalla Camera dei deputati)
PRESIDENTE. Dopo che il relatore PIANETTA si è rimesso alla relazione scritta, non essendovi iscritti a parlare in discussione generale e avendo il sottosegretario BETTAMIO rinunciato ad intervenire, passa alla votazione degli articoli.
Il Senato approva gli articoli 1, 2 e 3, nonché il disegno di legge n. 3474 nel suo complesso.
Approvazione del disegno di legge:
(3435) Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Nicaragua sulla promozione e protezione degli investimenti, fatto a Managua il 20 aprile 2004
PRESIDENTE. Dopo che il relatore PIANETTA si è rimesso alla relazione scritta, non essendovi iscritti a parlare in discussione generale e avendo il sottosegretario BETTAMIO rinunciato ad intervenire, passa alla votazione degli articoli.
Il Senato approva gli articoli 1, 2 e 3, nonché il disegno di legge n. 3435 nel suo complesso.
Approvazione del disegno di legge:
(3551) Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di coproduzione cinematografica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica popolare cinese, firmato a Pechino il 4 dicembre 2004
PRESIDENTE. Dopo che il relatore PIANETTA si è rimesso alla relazione scritta, non essendovi iscritti a parlare in discussione generale e avendo il sottosegretario BETTAMIO rinunciato ad intervenire, passa alla votazione degli articoli.
Il Senato approva gli articoli 1, 2 e 3, nonché il disegno di legge n. 3551 nel suo complesso.
Approvazione del disegno di legge:
(2881) Ratifica ed esecuzione dell'Accordo fra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo di Malta sulla promozione e protezione degli investimenti, firmato a Roma il 20 dicembre 2002 (Approvato dalla Camera dei deputati)
PRESIDENTE. Dopo che il relatore PROVERA si è rimesso alla relazione scritta, non essendovi iscritti a parlare in discussione generale e avendo il sottosegretario BETTAMIO rinunciato ad intervenire, passa alla votazione degli articoli.
Il Senato approva gli articoli 1, 2 e 3, nonché il disegno di legge n. 2881 nel suo complesso.
PRESIDENTE. L'esame del disegno di legge n. 3672 da parte della Commissione di merito non è ancora concluso.
Discussione e approvazione, con modificazioni, del disegno di legge:
(2351) Ratifica ed esecuzione della Convenzione e dei Protocolli delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale, adottati dall'Assemblea generale il 15 novembre 2000 ed il 31 maggio 2001 (Relazione orale)
ZICCONE, relatore. Il disegno di legge è particolarmente rilevante in quanto, sotto la spinta dell'approvazione di alcuni protocolli delle Nazioni Unite, affronta organicamente il problema del contrasto della criminalità organizzata transnazionale. Gli elementi fondamentali consistono nella previsione della circostanza aggravante per i reati commessi da gruppi criminali transnazionali e la disciplina delle operazioni sotto copertura, che le Commissioni hanno ampliato rispetto al testo del Governo fino a renderlo un testo unico in materia di contrasto della criminalità organizzata, evitando che tali attività vengano sottratte al controllo dell'autorità giurisdizionale. Si prevedono inoltre sanzioni economiche per gli enti interessati da queste forme di criminalità e la possibilità di confisca dei beni, preventiva rispetto all'attività giurisdizionale. In considerazione dell'importanza del provvedimento, ne sollecita l'approvazione da parte dell'Assemblea.
PELLICINI, relatore. Si rimette all'intervento del senatore Ziccone.
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.
DALLA CHIESA (Mar-DL-U). L'emendamento 2.0.101 prevede che i princìpi della Convenzione, che sono frutto di lunga esperienza nella lotta al crimine organizzato, debbano costituire il riferimento cui conformare i criteri interpretativi dei Protocolli. Quindi, l'emendamento rafforza tali principi anche in sede di accordi operativi.
FASSONE (DS-U). L'importanza della materia, segnalata anche dal Segretario generale dell'ONU quando ha rilevato che la tecnologia è allo stesso tempo lo strumento di sviluppo della società civile e di quella criminale, esige un'ulteriore riflessione. Anche se il Gruppo voterà a favore del disegno di legge in quanto ritiene prioritaria la sua approvazione, vanno evidenziate alcune imperfezioni e soprattutto il fatto che alcune norme della Convenzione rimangano prive di attuazione, in particolare la definizione in via legislativa della fattispecie di concorso esterno in associazione a delinquere. Infine, non può non essere rilevato che la Convenzione richiede un ampliamento dei termini di prescrizione per i reati di corruzione, in evidente difformità rispetto alla legge ex Cirielli recentemente approvata.
PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale. Poiché i relatori ed il rappresentante del Governo rinunciano alla replica, dà notizia del parere non ostativo della Commissione bilancio sul disegno di legge e sui relativi emendamenti. Passa all'esame dell'ordine del giorno G1 e degli articoli nel testo proposto dalle Commissioni riunite.
ZANCAN (Verdi-Un). Sottoscrive l'ordine del giorno G1, che impegna il Governo a favorire il reinserimento nel tessuto sociale e quindi a fornire istruzione e possibilità di lavoro alle vittime del crimine organizzato transnazionale: in particolare le persone oggetto di tratta e le donne sfruttate ai fini di prostituzione. Si tratta di ragioni squisitamente umanitarie, che auspica ampiamente condivise.
ZICCONE, relatore. Il contenuto dell'ordine del giorno è già parzialmente oggetto di regolamento, mentre la parte innovativa può essere accolta come raccomandazione.
BETTAMIO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Concorda con il relatore.
ZANCAN (Verdi-Un). Non insiste per la votazione, anche se ragioni di umanità avrebbero richiesto il pieno accoglimento dell'ordine del giorno.
Il Senato, con distinte votazioni, approva gli articoli 1 e 2.
PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti aggiuntivi all'articolo 2.
FASSONE (DS-U). L'emendamento 2.0.100 perfeziona il testo e lo rende più coerente con la Convenzione; posto che il disegno di legge risulta carente relativamente ai reati commessi all'estero su cui è competente l'autorità giudiziaria italiana, l'emendamento precisa i casi in cui tale competenza può essere attivata dietro richiesta del Ministro della giustizia.
ZICCONE, relatore. Esprime parere contrario sull'emendamento 2.0.100 perché estende la competenza della giustizia italiana al di là delle ipotesi già previste. È contrario anche al successivo emendamento.
BETTAMIO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Concorda con il relatore.
DALLA CHIESA (Mar-DL-U). L'importanza dell'argomento richiederebbe una maggiore presenza dei senatori in Aula, per cui annuncia la richiesta di verifica del numero legale sulla votazione dell'emendamento 2.0.101.
CENTARO (FI). Annuncia il voto contrario del Gruppo sull'emendamento 2.0.100, che estende la competenza della giurisdizione italiana al di là dei reati commessi dalla criminalità internazionale. Inoltre, non ritiene opportuno il ricorso alla verifica numero legale su tale provvedimento.
DALLA CHIESA (Mar-DL-U). Il Gruppo è favorevole alla ratifica della Convenzione, peraltro già sollecitata in altre occasioni, ma ritiene opportuna la presenza della maggioranza in Aula.
FASSONE (DS-U). Riconoscendo la fondatezza delle osservazioni del senatore Centaro, riformula l'emendamento 2.0.100 (v. Allegato A) aggiungendo un riferimento all'articolo 3 della Convenzione.
Il Senato respinge l'emendamento 2.0.100 (testo corretto).
PRESIDENTE. Dispone la verifica del numero legale sulla votazione dell'emendamento 2.0.101. Avverte che il Senato non è in numero legale e sospende la seduta per venti minuti.
La seduta, sospesa alle ore 12,45, è ripresa alle ore 13,05.
Calendario dei lavori dell'Assemblea
PRESIDENTE. Comunica le determinazioni adottate dalla Conferenza dei Capigruppo in ordine al corrente programma dei lavori del Senato e al calendario dei lavori per il periodo dal 14 al 23 dicembre. (v. Resoconto stenografico). In particolare, nella settimana in corso, subito dopo l'esame del provvedimento in materia di emergenza rifiuti in Campania, sarà discusso il decreto-legge in materia di università e beni culturali, ove concluso dalla Commissione competente. Per quanto riguarda la terza lettura dei disegni di legge finanziaria e bilancio, le modalità e i tempi di discussione saranno successivamente stabiliti, in relazione ai tempi di trasmissione dalla Camera.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2351
PRESIDENTE. Riprende le votazioni.
È quindi respinto l'emendamento 2.0.101 mentre è approvato l'articolo 3.
PRESIDENTE. Passa all'esamedell'articolo 4 e degli emendamenti ad esso riferiti.
DALLA CHIESA (Mar-DL-U). L'emendamento 4.100, analogamente ad altri riferiti ad articoli successivi, propone che il Ministro della giustizia riferisca annualmente alle Camere sullo stato di attuazione della Convenzione, nel caso specifico con particolare riguardo alla materia dell'estradizione.
ZICCONE, relatore. Esprime parere favorevole agli emendamenti 4.100 e 4.0.101, contrario al 4.0.100.
BETTAMIO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Esprime parere conforme a quello del relatore.
Sono quindi approvati l'emendamento 4.100, l'articolo 4, nel testo emendato, e l'emendamento 4.0.101 mentre è respinto l'emendamento 4.0.100.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 5 e degli emendamenti ad esso riferiti.
DALLA CHIESA (Mar-DL-U). L'emendamento 5.100 propone un'informativa del Ministro della giustizia alle Camere in ordine al quadro complessivo degli accordi trasferimento raggiunti con gli altri Stati-parte, al numero dei procedimenti penali effettivamente trasferiti e ad altri eventuali problemi applicativi.
ZICCONE, relatore. Esprime parere favorevole agli emendamenti 5.100 e 5.0.100.
BETTAMIO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Esprime parere conforme a quello del relatore.
Il Senato approva l'emendamento 5.100, l'articolo 5, nel testo emendato, nonché l'emendamento 5.0.100.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 6 e degli emendamenti ad esso riferiti, che si intendono illustrati.
ZICCONE, relatore. Esprime parere favorevole sull'emendamento 6.500 e contrario sui restanti.
BETTAMIO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Esprime parere conforme a quello del relatore.
E' quindi respinto l'emendamento 6.100.
DALLA CHIESA (Mar-DL-U). L'emendamento 6.101 propone, con riguardo alle operazioni sotto copertura, di limitare nella comunicazione da inviare al pubblico ministero competente per le indagini l'indicazione del solo nominativo dell'ufficiale di polizia giudiziaria responsabile e non anche quello degli ausiliari impiegati.
CENTARO (FI). Dichiara il voto contrario all'emendamento. La comunicazione del nominativo degli ausiliari rappresenta per gli stessi una garanzia, oltre che un'occasione di verifica e di controllo da parte del magistrato.
BOBBIO Luigi (AN). È contrario all'emendamento in quanto l'ausiliare che partecipa all'operazione sotto copertura è persona informata dei fatti e ciò può assumere valore in un successivo sviluppo processuale. Va rilevato altresì che il magistrato è naturalmente vincolato al segreto.
Sono quindi respinti gli emendamenti 6.101e 6.102 mentre sono approvati l'emendamento 6.500 e l'articolo 6, nel testo emendato.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 7 e dell'emendamento 7.100 ad esso riferito, che si intende illustrato, su cui il relatore Ziccone e il sottosegretario Bettamio esprimono parere contrario.
E' quindi respinto l'emendamento 7.100 mentre è approvato l'articolo 7.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 8 e degli emendamenti ad esso riferiti.
FASSONE (DS-U). Con riguardo alle ipotesi speciali di confisca obbligatoria e per equivalente ricapitolate nell'articolo 240-bis del codice penale, l'emendamento 8.100 propone di completare le ipotesi aggiungendo, con riferimento all'articolo 416-bis, le cose che costituiscono l'impiego del prodotto, del profitto o del prezzo del reato, e la fattispecie dell'usura.
CENTARO (FI). L'ipotesi della confisca nel caso di reimpiego del prodotto o del profitto è già prevista nell'ordinamento.
ZICCONE, relatore. Esprime parere favorevole sull'emendamento 8.100, purché limitato all'ipotesi dell'usura.
FASSONE (DS-U). Sarebbe stato preferibile un accoglimento dell'emendamento nella sua interezza. Ne propone la votazione per parti separate.
BETTAMIO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Esprime parere conforme e a quello del relatore sull'emendamento 8.100, concordando per la votazione per parti separate. È altresì favorevole all'emendamento 8.101.
E' quindi respinta la prima parte dell'emendamento 8.100 (testo corretto) mentre è approvata la seconda parte. Risultano altresì approvati l'emendamento 8.101 e l'articolo 8, nel testo emendato.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 9 e degli emendamenti ad esso riferiti.
FASSONE (DS-U). Con riguardo alle attività di indagine al fine di confisca l'emendamento 9.100 propone di estenderle agli atti di sequestro e perquisizione. Si propone altresì che tali attività siano utilizzabili ai fini processuali.
ZICCONE, relatore. Esprime parere contrario sull'emendamento 9.100 e favorevole all'emendamento 9.0.100, di cui propone una modifica.
BETTAMIO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Esprime parere conforme a quello del relatore.
FASSONE (DS-U). Sottoscrive l'emendamento 9.0.100, accogliendo la proposta di modifica del relatore (v. Allegato A).
DALLA CHIESA (Mar-DL-U). Sottoscrive l'emendamento 9.0.100 (testo 2).
CENTARO (FI). Anch'egli lo sottoscrive.
E' respinto l'emendamento 9.100 mentre sono approvati l'articolo 9, l'emendamento 9.0.100 (testo 2) e l'articolo 10.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 11 e dell'emendamento 11.100 ad esso riferito, che si intende illustrato, su cui il relatore Ziccone e il sottosegretario Bettamio esprimono parere contrario.
E' quindi respinto il emendamento 11.100 mentre sono approvati gli articoli 11, 12 e 13.
PRESIDENTE. Passa alla votazione finale.
DALLA CHIESA (Mar-DL-U). Esprime soddisfazione per la conclusione del lungo iter di ratifica della Convenzione e dei Protocolli delle Nazioni Unite. Ciò consente la dotazione di strumenti importanti per la lotta al crimine transnazionale, con particolare riguardo alle misure inerenti il riciclaggio di denaro, la lotta alla corruzione, la responsabilità delle persone giuridiche e la valorizzazione della cooperazione giudiziaria e dell'assistenza giudiziaria reciproca. (Applausi del senatore Zavoli).
CENTARO (FI). Dichiara il voto favorevole della sua parte politica alla ratifica, sottolineando il forte impegno della Commissione antimafia al raggiungimento di tale risultato, che troverà piena applicazione soltanto allorché anche gli altri Stati si doteranno degli strumenti legislativi già vigenti in Italia nella lotta contro la mafia.
FASSONE (DS-U). A nome dei Democratici di sinistra dichiara voto favorevole sottolineando la rilevanza dei principi accolti.
Il Senato approva nel suo complesso il disegno di legge, nel testo emendato, autorizzando la Presidenza ad effettuare i coordinamenti che si rendessero necessari.
Sull'ordine dei lavori
MALAN (FI). In considerazione del proficuo lavoro svolto dall'Assemblea, propone di anticipare la fine della seduta.
PRESIDENTE. Non facendosi osservazioni la proposta si intende accolta. Dà annunzio dell'interpellanza e delle interrogazioni pervenute alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta.
La seduta termina alle ore 13,34.