Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 921 del 14/12/2005

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2351 (ore 13,07)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo la discussione del disegno di legge n. 2351.

Metto ai voti l'emendamento 2.0.101, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

Lo metto ai voti.

È approvato.

 

Passiamo all'esame dell'articolo 4, sul quale sono stati presentati emendamenti, che invito i presentatori ad illustrare.

DALLA CHIESA (Mar-DL-U). Signor Presidente, con l'emendamento 4.100 - ma anticipo che con emendamenti successivi si chiederà di applicare lo stesso principio - si propone che le Camere vengano informate con cadenza annuale dal Ministro della giustizia dello stato di attuazione delle previsioni di alcuni articoli della Convenzione. In questo caso, parliamo dell'articolo 16 che norma la materia di estradizione; con altri emendamenti si avanza la stessa richiesta per altri articoli della Convenzione sui quali ci è sembrato fosse doveroso che il Parlamento ricevesse delle informazioni da parte del Ministro della giustizia.

Si tratta, quindi di una richiesta di impegno al Ministro della giustizia perché riferisca annualmente al Parlamento sull'applicazione della Convenzione, almeno sui punti che ci sembrano più rilevanti. In seguito, ci soffermeremo anche sulla cooperazione di polizia.

 

PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

ZICCONE, relatore. Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 4.100 e 4.0.101 e parere contrario sull'emendamento 4.0.100.

BETTAMIO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signor Presidente, esprimo un parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.100, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

E' approvato.

Metto ai voti l'articolo 4, nel testo emendato.

E' approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 4.0.100, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.0.101, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

E' approvato.

 

Passiamo all'esame dell'articolo 5, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.

DALLA CHIESA (Mar-DL-U). Signor Presidente, ribadisco, si tratta anche questa volta di indicare alcune materie della Convenzione sulle quali si ritiene che il Parlamento debba essere informato con cadenza annuale.

 

PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

ZICCONE, relatore. Esprimo parere favorevole su tutti gli emendamenti all'articolo 5.

BETTAMIO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Concordo con il parere espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.100, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

E' approvato.

 

Metto ai voti l'articolo 5, nel testo emendato.

È approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 5.0.100, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

È approvato.

 

Passiamo all'esame dell'articolo 6, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.

ZICCONE, relatore. Signor Presidente, l'emendamento 6.500 contiene semplicemente una norma di raccordo.

 

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

ZICCONE, relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti, ad eccezione naturalmente del mio.

BETTAMIO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Concordo con il parere espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 6.100, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.101.

DALLA CHIESA (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

DALLA CHIESA (Mar-DL-U). Signor Presidente, chiedo ai colleghi di considerare l'opportunità di sopprimere le parole "nonché il nominativo degli eventuali ausiliari impiegati". Infatti, in questo caso stiamo parlando di operazioni sotto copertura. Al riguardo, credo sia giusto che vengano indicati i responsabili dell'operazione, ma - è una discussione che avevamo già fatto in sede di Commissione - mi sembra eccessivo prevedere anche il nominativo degli eventuali ausiliari impiegati. In tal modo, ogni persona che può essere stata, a qualche titolo, coinvolta nelle indagini sotto copertura vedrebbe il suo nominativo trasferito per vie burocratiche, mentre se viene indicato già un responsabile dell'operazione, questo mi sembrerebbe sufficiente; o, meglio, se ci fosse una formulazione più restrittiva, che indichi sempre la necessità di sapere chi ha partecipato a queste operazioni è un conto, ma nella formula usata, che ricomprende gli eventuali ausiliari impiegati, la nozione di ausiliari mi sembra veramente troppo ampia per un'operazione sotto copertura.

CENTARO (FI) Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CENTARO (FI). La ragione del mantenimento sta nella tutela di tali soggetti in quanto comunque, essendo coinvolti in un'operazione sotto copertura ma non essendo indicati - e vi è obbligo di indicazione al magistrato dei nominativi proprio affinché viga la causa di non punibilità - rischiano di rimanere senza copertura. E' chiaro che l'indicazione avviene in via riservata solo al magistrato e solo per quei ristretti limiti.

Quindi, si tratta di una condizione di tutela, ma anche di verifica e di controllo dell'operato di tali soggetti da parte del magistrato se abbiano esulato dai compiti dell'operazione sotto copertura.

BOBBIO Luigi (AN). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BOBBIO Luigi (AN). Signor Presidente, Alleanza Nazionale voterà contro questo emendamento e illustrerò le ragioni della contrarietà tecnica allo stesso.

Le ragioni non sono solo quelle illustrate dal senatore Centaro a nome del Gruppo di Forza Italia, ma ve ne è un'altra, legata allo sviluppo processuale e prima ancora procedimentale dell'attività investigativa: l'ausiliario eventualmente impiegato, così come l'ufficiale di Polizia giudiziaria nel momento stesso in cui partecipa all'attività è già un testimone in fieri, una persona informata sui fatti in fieri che dovrà essere sentita.

Quindi, è corretto e doveroso che sia conosciuta nella sua identità già all'inizio delle operazioni. Questo non vuol dire - e mi sento in tal senso anche di tranquillizzare nel quadro del sistema i pur giusti timori del collega Dalla Chiesa - che chiunque, pubblico ministero per primo, venga a conoscenza di dati delicatissimi come questi, sin da quel momento è vincolato rigidamente ad un segreto, con tutte le conseguenze che ne possono derivare.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 6.101, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 6.102, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 6.500, presentato dal relatore Ziccone.

È approvato.

Metto ai voti l'articolo 6, nel testo emendato.

È approvato.

Passiamo all'esame dell'articolo 7, sul quale è stato presentato un emendamento, che si intende illustrato e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

ZICCONE, relatore. Esprimo parere contrario sull'emendamento 7.100.

BETTAMIO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Anch'io esprimo parere contrario sull'emendamento 7.100.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.100, presentato dal senatore Dalla Chiesa e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'articolo 7.

È approvato.

 

Passiamo all'esame dell'articolo 8, sul quale sono stati presentati emendamenti, che invito i presentatori ad illustrare.

FASSONE (DS-U). Signor Presidente, l'articolo 8 si propone di ricapitolare tutte le situazioni di confisca obbligatoria e per equivalente, sparse in varie norme del codice o in leggi speciali.

Nel far ciò adempie ad un impegno assunto con la convenzione e l'operazione è sicuramente da approvare. L'articolo 10 di riflesso abroga tutte le norme sparse nel codice e nell'ordinamento confluite in quella sorta di testo unico individuato dall'articolo 240-bis. Però, nel fare la prima operazione, il trasferimento non è completo.

Vi è una qualche piccola smagliatura che l'emendamento si propone di chiudere. In particolare nell'articolo 416-bis, riguardante le associazioni di tipo mafioso, è previsto che la confisca investa non soltanto le cose che corrispondono direttamente al prezzo ed al prodotto del delitto, ma anche quelle che ne costituiscono il reimpiego. E questo non compare nella nuova norma scritta in questo testo unico. Mi sembra questa una lacuna senz'altro da colmare perché è estremamente difficile individuare nell'immobile, nel veicolo, nell'imbarcazione il diretto prodotto del reato. Anzi, è quasi impossibile. Invece è agevole confiscarlo qualora si dimostri che sono il reimpiego di quel profitto. Lo stesso vale per il caso di usura. Anche nell'articolo 644 è prevista la confisca di un importo pari al valore degli interessi o degli altri vantaggi o compensi usurari.

Questo viene abrogato, ma non viene riprodotto nell'articolo 240-bis. Mi sembra quindi necessario integrare la norma proprio per evitare che, nel proposito di fare un passo avanti nell'implementare la materia della confisca, in realtà facciamo un passo indietro.

 

PRESIDENTE. Il restante emendamento 8.101 si dà per illustrato.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

ZICCONE, relatore. Esprimo parere favorevole sull'emendamento 8.100, limitatamente all'usura. Altrimenti ripetiamo una norma già esistente nell'ordinamento.

CENTARO (FI). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CENTARO (FI). Desidero far notare al collega Fassone che le sue perplessità sono coperte dall'articolo 12-sexies della legge del 1992, che si riferisce a soggetti condannati per i reati di cui all'articolo 416-bis e connessi e che prevede la possibilità di sequestrare e confiscare i beni che comunque rappresentano il reimpiego, e quindi sostanzialmente il riciclaggio, del provento derivante dal delitto connesso all'articolo, tant'è vero che il settimo comma dell'articolo 416-bis veniva considerato un doppione rispetto all'articolo 12-sexies della legge del 1992.

ZICCONE, relatore. Sono favorevole soltanto se, appunto, vi è una riscrittura dell'emendamento riferita esclusivamente all'usura.

 

PRESIDENTE. Senatore Fassone, lei ha compreso qual è il mutamento di testo?

FASSONE (DS-U). Sì, signor Presidente, ho compreso, e in questi casi si dice: meglio che niente. Faccio però presente che, a fronte di un tramutamento di testo, potrebbero nascere dubbi interpretativi e siccome certamente non nuoce chiarirlo in questa sorta di testo unico che stiamo costruendo, mi parrebbe estremamente profittevole integrarlo come ho suggerito.

 

PRESIDENTE. Ma esiste una riscrittura del testo?

FASSONE (DS-U). Immagino che il relatore proponga una votazione per parti separate, esprimendosi a favore soltanto dell'ultima parte.

 

PRESIDENTE. Il relatore mi deve indicare le due parti che dovrò mettere in votazione.

ZICCONE, relatore. Residuerebbe come emendamento soltanto il contenuto delle ultime tre righe, e cioè: «In caso di usura è comunque ordinata la confisca di un importo pari al valore degli interessi o degli altri vantaggi o compensi usurari». Questa è la parte che accetto e che bisognerebbe votare.

 

PRESIDENTE. Senatore Fassone, mi sembra di capire che lei è d'accordo.

 

FASSONE (DS-U). Signor Presidente, preferirei che si votasse per parti separate; non porterebbe via più che pochi secondi, ma ci permetterebbe di insistere sulla parte sulla quale è stato espresso parere contrario.

 

PRESIDENTE. Qual è il parere del Governo?

BETTAMIO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Votiamo per parti separate, secondo l'indicazione data dal relatore.

PRESIDENTE. Metto dunque ai voti la prima parte dell'emendamento 8.100 (testo corretto), presentato dal senatore Fassone e da altri senatori, fino alle parole «prezzo del reato».

Non è approvata.

Metto ai voti la restante parte dell'emendamento 8.100 (testo corretto).

È approvata.

 

Metto ai voti l'emendamento 8.101, presentato dal relatore Ziccone.

È approvato.

 

Metto ai voti l'articolo 8, nel testo emendato.

È approvato.

 

Passiamo all'esame dell'articolo 9, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.

FASSONE (DS-U). Signor Presidente, anche in questo caso l'emendamento non è antagonista del testo, ma si limita a colmare qualche smagliatura.

Nell'articolo 9 si stabilisce un importante principio, e cioè che il pubblico ministero può continuare a fare indagini in ordine al possesso di beni da confiscare anche quando le indagini preliminari sono concluse e il processo è in corso. Il principio è senz'altro da condividere e a questo provvede l'articolo 9. Tuttavia l'articolo 9 ha dei limiti abbastanza significativi, e cioè da un lato nulla dice quanto alla tipologia degli atti che il pubblico ministero può compiere e, limitandosi al rinvio all'articolo 430, esclude le perquisizioni e i sequestri, che sono l'atto più significativo per conoscere i beni che domani dovranno, in ipotesi, essere confiscati. Ecco perché noi suggeriamo di integrare gli atti indicati negli articoli 364 e 365.

Oltre a ciò, il testo sottoposto alla nostra attenzione non prevede quale sorte processuale avranno questi atti, che quindi rischiano di essere compiuti senza utilità giudiziaria. Nell'emendamento 9.100 noi suggeriamo il richiamo dell'articolo 430, comma 2, che prevede - appunto - il deposito di tali atti e quindi il giusto contraddittorio nella difesa anche in ordine ai medesimi e l'inserimento nel fascicolo per il dibattimento per gli atti irripetibili; altrimenti il pubblico ministero svolge un'attività eventualmente efficace ed utile, che però non può essere utilizzata dibattimentalmente.

L'ultimo periodo, poi, serve per il caso in cui quegli atti si siano rivelati funzionali non solo alla confisca, ma anche, in ipotesi, a fini di prova e, in questo caso, li canalizza secondo le regole normali dell'articolo 433.

 

PRESIDENTE. Il rimanente emendamento 9.0.100 si intende illustrato.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

ZICCONE, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 9.100 perché ritengo vi sia una sorta di violazione al principio del contraddittorio.

Per quanto riguarda l'emendamento 9.0.100, esprimo parere favorevole a condizione che, al posto dell'espressione «procuratore nazionale antimafia», venga sempre sostituita l'espressione «procuratore distrettuale antimafia».

BETTAMIO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.

FASSONE (DS-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

FASSONE (DS-U). Signor Presidente, chiedo di poter aggiungere la mia firma all'emendamento 9.0.100.

DALLA CHIESA (Mar-DL-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

DALLA CHIESA (Mar-DL-U). Signor Presidente, anch'io chiedo di poter aggiungere la mia firma all'emendamento 9.0.100.

CENTARO (FI). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CENTARO (FI). Signor Presidente, chiedo di poter aggiungere la mia firma all'emendamento 9.0.100.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 9.100, presentato dal senatore Fassone e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'articolo 9.

È approvato.

Chiedo ai presentatori dell'emendamento 9.0.100 se intendono accogliere la modifica proposta dal relatore.

FASSONE (DS-U). Sì, signor Presidente, accogliamo la modifica proposta dal relatore sull'emendamento 9.0.100.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 9.0.100 (testo 2), presentato dal senatore Brutti Massimo e da altri senatori.

È approvato.

 

Passiamo all'esame dell'articolo 10.

Lo metto ai voti.

È approvato.

 

Passiamo all'esame dell'articolo 11, sul quale è stato presentato un emendamento, che si intende illustrato e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

ZICCONE, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 11.100.

BETTAMIO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento in esame.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 11.100, presentato dal senatore Maritati e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'articolo 11.

È approvato.

 

Passiamo all'esame degli articoli successivi.

Metto ai voti l'articolo 12.

È approvato.

 

Metto ai voti l'articolo 13.

È approvato.

Passiamo alla votazione finale.

DALLA CHIESA (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

DALLA CHIESA (Mar-DL-U). Signor Presidente, esprimo soddisfazione per la conclusione della lunga vicenda relativa a questa ratifica. La Convenzione dell'ONU - se ricordo bene - si è tenuta nell'inverno del 2001 o addirittura nel 2000. L'Assemblea generale ha adottato i Protocolli delle Nazioni Unite nelle sue riunioni del 15 novembre 2000 e del 31 maggio 2001. Noi ci siamo arrivati molto tardi e, peraltro, dopo un lungo, serrato e proficuo confronto in sede di Commissione.

Esprimo soddisfazione poiché ritengo che questo sia uno strumento importante per la lotta contro la criminalità organizzata transnazionale e perché sono rimarcati alcuni princìpi che a mio avviso dovrebbero informare anche - lo ripeto - la nostra produzione legislativa. Ricordo di nuovo le misure per combattere il riciclaggio di denaro, le misure anticorruzione, quelle per la responsabilità delle persone giuridiche e anche la valorizzazione della cooperazione giudiziaria e dell'assistenza giudiziaria reciproca: tutti princìpi e dimensioni della lotta al crimine organizzato transnazionale che sono stati spesso sottovalutati nei nostri provvedimenti e nella vita di questo Parlamento.

Credo sia uno strumento in più, uno strumento sulla cui attuazione - do atto al relatore di avere accettato in questo senso le richieste che venivano dall'opposizione - sarà bene che il Parlamento ottenga un'informazione puntuale da parte del Ministro della giustizia.

Certo, rimangono come sempre delle imperfezioni nella nostra legge di ratifica; abbiamo cercato di migliorarla, con il consenso del relatore e della maggioranza ci siamo anche riusciti. Credo che davvero questo fosse un provvedimento da attuare, che richiedeva a mio avviso da parte del Parlamento una maggiore attenzione, un maggior impegno, una maggiore consapevolezza.

Dichiaro quindi il voto favorevole del mio Gruppo. (Applausi del senatore Zavoli).

CENTARO (FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CENTARO (FI). Signor Presidente, il Gruppo di Forza Italia voterà a favore di questo disegno di legge. Esprimo la più ampia soddisfazione per una ratifica su cui si è fortemente impegnata la Commissione antimafia, con un documento approvato all'unanimità di stimolo e di input politico, che finalmente vede i suoi risultati.

L'Italia ha collaborato fortemente alla realizzazione di questa Convenzione, perché dispone della legislazione antimafia più avanzata in assoluto. Il vero problema non è tanto nella ratifica da parte dell'Italia, ma nella adozione da parte degli altri Stati di una legislazione analoga a quella italiana che dovrà necessariamente essere inserita nei loro ordinamenti affinché questa Convenzione possa in concreto avere attuazione.

La cooperazione internazionale, a fronte di un crimine sempre più transnazionale, diventa un passaggio obbligato. Dobbiamo ancora scontare una notevole ritrosia culturale di tanti Paesi, anche dell'Unione Europea, nei confronti di una legislazione che ha segnato punti di eccellenza e ottimi risultati, specialmente in Italia.

FASSONE (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

FASSONE (DS-U). Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole dei Democratici di sinistra-l'Ulivo. Le motivazioni sono quelle esposte dal senatore Dalla Chiesa, che faccio mie integralmente e anche quelle da noi affacciate in sede di discussione.

È particolarmente importante questo testo, tra l'altro per gli indirizzi che fornisce in tema di corruzione, di intralcio alla giustizia e di concorso esterno in associazione criminosa.

Mi dolgo che il rifiuto di alcuni nostri emendamenti abbia lasciato qualche piccola smagliatura, ma questo non inficia il giudizio complessivamente positivo che esprimiamo sul testo.

PRESIDENTE. Con l'intesa che la Presidenza si intende autorizzata ad effettuare i coordinamenti che si rendessero necessari, metto ai voti il disegno di legge, nel testo emendato.

È approvato.