Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 921 del 14/12/2005

CREMA (Misto-Rnp). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CREMA (Misto-Rnp). Signor Presidente, il Parlamento morente ha piazzato una bomba ad orologeria nel Parlamento nascente e la bomba ad orologeria si chiama instabilità. Si creano le premesse per un possibile risultato elettorale beffa con due maggioranze diverse alla Camera ed al Senato. I danni pratici, dunque, ci sono ma il danno più grave sta nel colpo che avete inferto alla credibilità delle istituzioni. In questi giorni in Aula non abbiamo visto padri costituenti, padri saggi, sereni ed equilibrati. Le tavole della democrazia, le sue regole fondamentali sono state riscritte nella confusione ed anche nel ridicolo.

Cambiare le regole elettorali è un atto solenne. Grandi democrazie come quella americana non lo fanno da secoli. La stessa Italia repubblicana lo ha fatto soltanto due volte. Voi avete ridotto questo atto solenne ad un espediente furbesco ed al mercanteggiamento; espediente furbesco per tentare di vincere, cambiando le regole, una partita che stavate perdendo e mercanteggiamento tutto interno alla maggioranza di Governo. Infatti, non avete cercato un vasto consenso come richiesto dal Capo dello Stato, ma avete mercanteggiato per far quadrare i conti e gli interessi di potere esclusivamente all'interno della vostra maggioranza blindata.

La maggioranza di Governo ha fatto bene i suoi conti, ma li ha fatti con freddezza e logica aziendale, com'è nel suo stile, senza tener conto della psicologia e dei sentimenti dei cittadini. Cambiando le regole del gioco recupererete alcune decine di seggi a parità di voti ma la parità di voti non ci sarà. Non abbiamo bisogno di sondaggi. Secondo voi, quanti cittadini italiani possono credere seriamente che avete cambiato la legge elettorale non nel vostro interesse di parte, ma nell'interesse del Paese? Cari amici, i giochi di prestigio sono finiti e nessuna bacchetta magica potrà trasformare i seggi parlamentari in voti, che non ci sono. Quest'ultima furbata è quella che pagherete di più.

Con una lucidità pari alla perfidia, la destra ha compiuto una palese discriminazione, mettendo nella condizione tutti i raggruppamenti, anche i più minuscoli, che si richiamano all'alleanza con la Casa delle libertà, di non dover raccogliere centinaia di migliaia di firme. Questo, invece, viene palesemente impedito alla Rosa nel Pugno, pur essendo costituita da due partiti, i socialisti ed i radicali, che hanno 11 deputati, sei senatori e quattro parlamentari europei. È una vergogna, è un'indecenza!

Ci avete abituato all'interesse privato nel cambiare le leggi. Questa volta siete andati troppo in là e siete arrivati per interesse a cambiare la Costituzione, nel cambiare le regole istituzionali, nel cambiare le basi su cui si regge la credibilità della democrazia. Siete andati troppo in là e non sarete perdonati dagli elettori.

La partita è per voi persa perché nessuna campagna pubblicitaria, nessuna propaganda può impedire ai cittadini di mettersi le mani in tasca e di fare i conti. La partita è per voi persa, anche per una ragione più profonda: tutte le grandi Nazioni hanno le loro radici; un cemento che le tiene insieme. Anche l'Italia: il Risorgimento, il tricolore, l'antifascismo, la Resistenza, il valore del mondo del lavoro ed il sindacato, l'europeismo.

Ebbene, non uno solo di questi valori costituzionali sfugge al piccone di questo o quel partito della maggioranza. Noi vinceremo le elezioni anche perché i cittadini vogliono fermare questo piccone che disgrega le radici della Nazione. Esprimo quindi il voto contrario e convinto dei senatori della Rosa nel Pugno. (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-Un e Misto-Com e del senatore Peterlini. Congratulazioni).