Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 921 del 14/12/2005

FILIPPELLI (Misto-Pop-Udeur). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FILIPPELLI (Misto-Pop-Udeur). Signor Presidente, colleghi, siamo finalmente giunti all'epilogo di questa triste e brutta vicenda: anche questa segnata dalla proterva arroganza del Governo e della maggioranza, che tutto hanno fatto tranne che salvaguardare il ruolo del Senato e le prerogative dei singoli senatori; che hanno penalizzato le minoranze, e in particolar modo hanno umiliato i partiti e i movimenti politici appartenenti al Gruppo Misto.

Questo deve essere ribadito e reso noto ai cittadini che ci stanno ascoltando: per la discussione di una legge che modifica completamente, formalmente e sostanzialmente la legge elettorale e la stessa procedura di espressione del voto, i senatori Popolari-Udeur hanno avuto a disposizione pochissimi minuti. Pochissimi minuti che non mi permettono di dire tutto ciò che il mio partito pensa su questa pessima legge elettorale, che non è, se mi si permette, né intelligente, né seria dal punto vista politico, né corretta dal punto di vista costituzionale. Per cui chiedo già da subito di essere autorizzato a consegnare il mio intervento scritto, in modo che possa essere allegato agli atti.

Prima di addentrarmi in qualche considerazione, mi preme chiedere al Capo dello Stato, al Parlamento, all'opinione pubblica se è giusto che un partito come il nostro, se non vuole uscire dal panorama politico e partitico, secondo questa legge assurda e irrazionale debba presentarsi alla prossima competizione elettorale con il simbolo delle europee che conteneva il nome di Mastella e di Martinazzoli.

Vorremmo capire, laddove Martinazzoli dovesse manifestare il suo dissenso sull'utilizzo del suo nome nel nostro simbolo, se prevarrebbe il no di Martinazzoli o il nostro diritto ad essere presenti nella competizione elettorale. Chiediamo al Presidente della Repubblica, al Parlamento ed all'opinione pubblica se è giusto e costituzionale che un partito, alla vigilia di una competizione elettorale importante quale quella politica, debba entrare in disputa con le corti d'appello per vedersi riconosciuto il diritto alla cittadinanza nello schieramento dei partiti democratici; cittadinanza acquisita sul campo con anni di impegno, di lavoro e di conquiste nell'interesse di una fetta importante dell'opinione pubblica.

Vorremmo sapere se si ritiene questa assurdità un atto di grave sopraffazione da parte di questo Governo e di questa maggioranza. Sappiamo che non avremo risposte, ma sentiamo comunque il dovere di denunciare questa palese assurdità costituzionale. Credo, signor Presidente, di non disporre di altro tempo per continuare nella mia riflessione. (Applausi dai Gruppi Misto-Pop-Udeur, DS-U e Mar-DL-U).

 

PRESIDENTE. Se lo ritiene, può consegnare il testo alla Presidenza.