Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 921 del 14/12/2005
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SODANO Tommaso (Misto-RC). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SODANO Tommaso (Misto-RC). Signor Presidente, la modifica della legge elettorale che vi apprestate a votare è l'ennesimo oltraggio al Parlamento, non rispettando la necessità, avvertita in tutti i Paesi democratici, di non modificare una legge cardine per la democrazia senza una larga convergenza.
Una legge elettorale deve essere il frutto di una condivisione, di un lavoro collettivo, di un'ampia maggioranza del Parlamento e non di colpi di mano, come sta avvenendo oggi.
Avete perso il consenso della società, dei lavoratori, dei pensionati, vale a dire delle fasce popolari alle quali avevate promesso benessere e lavoro, magari anche qualificato. Avete perso anche il consenso delle categorie sociali che costituiscono quelli che un tempo si definivano i ceti medi, che avete illuso, in particolare nel Nord e nel Nord-Est.
Da qui nasce la necessità di mettere mano alla legge elettorale per superare con un escamotage il crollo di consensi che vi allontana dal futuro Governo. Ecco perché avete estratto dal cilindro quest'ennesimo coniglio bianco: una nuova legge ad hoc che, a dire il vero, di proporzionale ha solo il nome.
E' una legge fatta su misura per lo schieramento di centro-destra con l'obiettivo, se non di scongiurare la sconfitta, quanto meno di ridurre la distanza nei seggi assegnati in Parlamento.
Mette insieme il peggio del maggioritario con il peggio del proporzionale, con il risultato di avere un sistema squilibrato, costruito sulla disperazione di questa maggioranza.
Da anni Rifondazione Comunista sostiene l'esigenza di abbandonare l'errore del bipolarismo e rimettere mano ad una vera legge proporzionale, ma non siamo interessati ad una proposta che nasce dalla palude del centro-destra.
Non è così che si affronta la crisi della politica e della sua rappresentanza. Così come non la si affronta ostinandosi a sostenere un sistema maggioritario che ha prodotto danni alla partecipazione nel nostro Paese.
Questa legge non risponde ai bisogni del Paese, non coglie neanche l'esigenza di una presenza paritaria delle donne nelle istituzioni, riuscendo nello stesso tempo a ostacolare qualsiasi rinnovamento delle classi politiche dirigenti e ad allontanare ulteriormente la società civile da ogni partecipazione democratica.
Questo è avvenuto con la riforma della Costituzione. Questo sta avvenendo con una legge elettorale contro la quale Rifondazione Comunista esprimerà un no fermo e convinto, impegnandosi già da ora a portare avanti nella prossima legislatura una battaglia per restituire valore e significato al termine "proporzionale" e per ampliare gli spazi di democrazia dal basso e di rappresentanza nei luoghi di lavoro. (Applausi del senatore Marino)