Legislatura 18ª - Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza - Resoconto sommario n. 20 del 20/06/2019
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Il PRESIDENTE, dopo aver ringraziato il professor Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria (SIP), la dottoressa Carla Berardi, referente per l'Associazione culturale pediatri (ACP) e il dottor Luigi Nigri, vice presidente nazionale della Federazione italiana medici pediatri (FIMP) per la disponibilità a partecipare ai lavori della Commissione e a fornire il loro autorevole contributo sulle questioni afferenti alla violenza tra i minori e ai danni di bambini e adolescenti.
Dà quindi la parola al professor Villani.
Il professor Alberto VILLANI ricorda alla Commissione la storia e le finalità della Società italiana di pediatria, la quale accoglie 10.700 dei 12.500 Pediatri italiani in tutte le loro diverse componenti: universitaria, ospedaliera e del territorio.
La Società Italiana di Pediatria è da sempre impegnata nella tutela dell'età evolutiva e particolarmente sensibile ai temi relativi alla violenza fra i minori e ai danni di bambini e adolescenti.
A suo parere, tutti i temi evidenziati dall'indagine conoscitiva sulle forme di violenza fra i minori e ai danni di bambini e adolescenti rappresentano delle urgenze sociali, sanitarie e culturali. Ritiene pienamente condivisibile l'osservazione che la presenza di una legislazione precisa e puntuale sotto il profilo del divieto penale non sia sufficiente a tutelare i soggetti più deboli e fragili.
Sottolinea quindi come tra i problemi connessi alle forme di violenza sui minori sia necessario considerare l'abbandono scolastico, la mancata tutela sanitaria e di prevenzione di cui sono vittime alcuni minori, le vittime dei femminicidi, la scarsa tutela della maternità.
Conclude rilevando come per la Società Italiana di Pediatria, pur essendo apprezzabili le numerose e importanti iniziative che vengono intraprese a favore della popolazione in età evolutiva, sia necessaria l'elaborazione di una politica che complessivamente consideri i problemi evidenziati nel programma dell'indagine conoscitiva e che possa stabilmente porre argine e rimedio a tutte le criticità che affliggono una significativa parte della popolazione infantile del nostro Paese.
Il dottor Luigi NIGRI, dopo aver ricordato alla Commissione le funzioni della Federazione italiana medici pediatri, osserva come i pediatri di base possano svolgere un ruolo di rilievo nella politica di contrasto dei fenomeni di violenza ai danni dei minori, potendo, proprio i pediatri di famiglia, riconoscere i primi segni dell'abuso.
L'abuso è un problema sociale, strettamente collegato alla degenerazione del contesto familiare e alla alterazione dei valori domestici. Dopo aver ribadito l'importanza di intercettare precocemente ogni forma di abuso, sottolinea come particolarmente grave e diffusa sia la violenza assistita e mediata. Tale violenza, che ha ripercussioni serie sullo sviluppo psicologico dei minori, è soprattutto accentuata nelle situazioni di separazione e divorzio connotate da un'elevata conflittualità.
Conclude osservando l'importanza di intervenire anche con programmi educativi rivolti ai genitori e in particolare alle famiglie in crisi.
La dottoressa Carla BERARDI rileva in via preliminare che la violenza sui bambini è stata troppo a lungo vista come un problema esclusivamente sociale e di giustizia penale, mentre ora se ne riconosce la grande importanza per la salute pubblica con conseguenze di lungo termine per la salute mentale, riproduttiva e fisica dei bambini e per lo sviluppo della società. Dopo aver fornito alcuni dati statistici in ordine alle dimensioni del problema, osserva come Internet e i new media rappresentino un nuovo strumento potenzialmente alleato di chi vuole adescare minori per compiere reati sessuali. L’abuso online, nelle sue varie forme, può provocare le stesse conseguenze post traumatiche dell’abuso sessuale, con l’aggravante che le immagini delle violenze, cristallizzate nel web, hanno un effetto dirompente sui vissuti post traumatici
Gli studi epidemiologici disponibili confermano che il fenomeno è in crescita, così come il numero di arresti ad esso correlati, e che le vittime spesso agiscono consenzienti, consapevoli di comunicare con adulti estranei, mentre raramente parlano di ciò con gli adulti di riferimento (genitori, insegnanti).
Rileva poi come l’Italia sia tra i primi Paesi ad adottare una specifica normativa in materia aderendo ai principi della Convenzione sui diritti del fanciullo.
Richiama quindi l’attenzione della commissione sulla pubblicazione "Fuori dalla rete. Procedure Operative per la tutela delle vittime minorenni di abuso sessuale in rete", realizzata nell’ambito del progetto biennale DICAM II. L’obiettivo del progetto era di realizzare una metodologia per l’identificazione e il supporto dei bambini e adolescenti abusati sessualmente attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie, di produrre uno strumento di facile consultazione in grado di supportare gli operatori nella gestione di casi di abuso sessuale on line di bambini e adolescenti dalla fase di rilevazione e segnalazione fino alla presa in carico psico sociale delle vittime, oltre che di aumentare le conoscenze e le competenze dei professionisti del settore sugli aspetti specifici che le nuove tecnologie introducono nel tema dell’abuso sessuale dei minori in senso tradizionale e promuovere un approccio multidisciplinare al fenomeno e la cooperazione interprofessionale nella gestione dei casi. Si tratta di procedure operative rivolte ad operatori del settore scolastico, socio educativo, sanitario, giudiziario e delle forze dell’ordine. In tale documento, oltre ad essere individuati i requisiti minimi per la tutela e la protezione dei minori vittime di abuso sessuale online, sono analizzate, fra le altre, le varie fasi e i passaggi della presa in carico delle vittime.
Conclude sottolineando come l'abuso sia una patologia frequente, grave e ad elevato rischio di ricorrenza, della quale è necessario che il legislatore si occupi con interventi sistematici.