Legislatura 18ª - Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza - Resoconto sommario n. 5 del 27/02/2019

La PRESIDENTE introduce l'audizione ricordando brevemente le tematiche oggetto dell'indagine conoscitiva.

 

Dopo un breve indirizzo di saluto della dottoressa NOMIS, prende la parola la dottoressa GRECO, la quale osserva come il cyberbullismo si debba inquadrare nella più ampia questione del rapporto fra minori e nuove tecnologie. In proposito osserva come la rete abbia profondamento mutato la dimensione relazionale soprattutto dei più giovani. A suo parere è necessario un rafforzamento dell'educazione all'uso di questi nuovi strumenti, una educazione che deve basarsi sul rispetto e sulla promozione dei diritti. Dà quindi conto alla Commissione dei risultati dell'attività di rilevazione anche statistica del fenomeno condotta dalla propria organizzazione con l'ISTAT. Riferisce, poi, sulle problematiche connesse ad un uso poco consapevole della rete e ai rischi che si celano online per gli utenti, in particolare bambini ed adolescenti. Dopo aver svolto considerazioni sulla necessità di implementare una cultura della cittadinanza digitale fra le nuove generazioni, si sofferma sulla questione del consenso digitale e della responsabilità genitoriale nel nuovo Regolamento europeo sulla privacy.

Nel ribadire l'importanza della promozione della cultura digitale anche a livello scolastico, finalizzata a contrastare ogni forma di povertà educativa, dà conto dei progetti portati avanti dal Ministero dell'istruzione, università e ricerca.

I rischi connessi all'uso della rete non devono impedire però ai giovani l'accesso ad essa, circostanza che impedirebbe loro di fruire delle tante opportunità che internet assicura.

Dopo aver ricordato alcuni dati statistici relativi proprio al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, sottolinea la pericolosità di quest'ultimo, la cui diffusività e pervasività nega alle vittime ogni tradizionale forma di protezione.

Conclude evidenziando l'importanza, nella gestione e prevenzione di questi fenomeni, della comunità educante, la quale presuppone un intervento sinergico della scuola, delle famiglie, ma anche il necessario coinvolgimento dei minori.

 

Il dottor CONTE, dopo aver ricordato gli esiti della ricerca svolta sul fenomeno dalla propria associazione con Doxa Kids, dà conto delle iniziative portate avanti per sensibilizzare e prevenire i casi di bullismo e cyberbullismo. Sottolinea in proposito l'importanza del numero 196.196 attivato per accogliere le segnalazioni delle giovani vittime, la cui gestione è assicurata garantendo il dovuto anonimato.

Dopo aver ribadito l'importanza di favorire una corretta educazione al digitale, si sofferma sul fenomeno del cyberbullismo, rilevandone le peculiarità rispetto alla tradizionale forma di bullismo.

Dà quindi conto delle attività di rilievo anche scientifico portate avanti dalla propria organizzazione, che si sostanziano nella elaborazione di report e di materiale divulgativo.

Con riguardo alle iniziative condotte con interlocutori istituzionali ricorda alla Commissione il progetto Non stiamo zitti-proposta integrata tra ascolto e azione contro il bullismo rilevando come per il presente anno scolastico il MIUR non abbia inteso rinnovare il sostegno economico a tale progetto.

Affronta quindi la questione relativa alla formazione e alla educazione alla rete dei genitori, sottolineando la scarsa adesione degli stessi alle attività svolte in particolare nelle scuole secondarie di secondo grado.

Conclude dando conto delle specifiche richieste della propria associazione relative alla esigenza di sostenere e implementare i servizi di ascolto e intervento competenti quali la linea e chat 196.96, specifici sui temi del bullismo e cyberbullismo; di promuovere programmi di formazione indirizzati a tutte le figure coinvolte in attività educative e di supporto ai minori; e infine di avviare iniziative finalizzate a coinvolgere direttamente i ragazzi e renderli protagonisti degli interventi di prevenzione e tutela.

 

Prende quindi la parola il dottor MAGNO il quale sottolinea l'importanza di affrontare la questione tenendo presente le peculiarità della realtà minorile. Rileva poi come il fenomeno non possa essere contrastato attraverso il semplice ricorso allo strumento penale, dal momento che apposite fattispecie già assicurano adeguata tutela, ma richieda interventi di prevenzione. Conclude auspicando una rapida convocazione del tavolo tecnico previsto dalla legge n. 71 del 2017.