Legislatura 18ª - Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza - Resoconto sommario n. 5 del 27/02/2019

L'onorevole Patrizia PRESTIPINO (PD) nel ricordare le pregevoli iniziative portate avanti dalle scuole per il contrasto del fenomeno del bullismo, sottolinea l'esigenza che tali attività formative siano adeguatamente finanziate dalle istituzioni. In merito al ruolo educativo delle famiglie, rileva come spesso i genitori non siano nelle condizioni, per evidenti carenze culturali e sociali, di adempiere a tale compito soprattutto con riguardo alle problematiche della società digitale.

 

Il dottor CONTE fornisce dapprima risposte in ordine al progetto "Non stiamo zitti", del quale ricorda le finalità e il funzionamento. Si sofferma quindi sulla questione del coinvolgimento dei genitori nella educazione anche digitale dei minori. Conclude dando conto delle rilevazioni statistiche condotte a livello regionale.

 

Il dottor MAGNO affronta in primo luogo la questione relativa al rapporto scuola/famiglia nella educazione digitale, in proposito evidenzia l'importanza delle attività formative condotte dalla propria associazione a livello scolastico.

Sempre con riguardo alla scarsa preparazione su questi temi da parte dei genitori riferisce alla Commissione su una recente vicenda giudiziaria austriaca.

Dopo aver sottolineato la presenza di forti collegamenti con le istituzioni e con la polizia postale nella lotta al cyberbullismo, ribadisce l'auspicio di una rapida riconvocazione del Tavolo tecnico istituito dalla legge n. 71.

Conclude condividendo l'importanza di una maggiore responsabilizzazione dei gestori della rete e delle varie piattaforme digitali.

 

La dottoressa GRECO fornisce chiarimenti in ordine ai progetti di alleanza educativa scuola/famiglia/alunni. Si sofferma poi sui protocolli di intesa conclusi con la polizia postale e alle varie altre iniziative nelle quali si sostanzia la e-policy.

Affronta quindi la questione della partecipazione dei genitori alla educazione digitale dei minori, ribadendo come una efficace politica di contrasto ai fenomeni presupponga la sinergica partecipazione della scuola e della famiglia, ma anche dei minori stessi, dei quali va favorita l'attiva partecipazione decisionale.

 

Conclude ricordando le iniziative condotte dalla propria organizzazione in materia di contrasto del bullismo e del cyberbullismo anche nell'ambito del progetto Generazioni connesse.