Legislatura 18ª - Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza - Resoconto sommario n. 23 del 23/07/2019
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La PRESIDENTE ringrazia la dottoressa Filomena Albano, Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, per la Sua disponibilità ad intervenire ai lavori della Commissione riferendo, in particolare, sull'ultima Relazione presentata alle Camere. Ricorda alla Commissione infatti che lo scorso 19 giugno è stata presentata al Parlamento la Relazione annuale dell'Autorità garante per l'infanzia e per l'adolescenza e che, purtroppo per la concomitanza con i lavori parlamentari molti componenti della Commissione non hanno potuto partecipare a tale evento.
La dottoressa Filomena ALBANO ringrazia per l'opportunità che le è stata offerta di condividere con la Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza il contenuto dell'ultima relazione presentata alle Camere.
Sottolinea preliminarmente come questa relazione dia conto delle attività e delle iniziative svolte dall'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza nel corso dell'anno 2018. Accanto a tale relazione l'Autorità garante ha, poi, predisposto un ulteriore documento, recante i cosiddetti "sette cantieri per i diritti dei minorenni in Italia". Si tratta di un documento programmatico che individua le nuove sfide che l'Autorità intende affrontare sempre nel quadro della promozione dei diritti dei minori di età.
Tornando alla relazione, rileva come "responsabilità" si possa considerare la parola chiave alla quale tutta l'attività svolta nel 2018 si è ispirata. La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, di cui ricorre quest'anno il trentennale, ha segnato una vera rivoluzione culturale nel campo dell'infanzia: i minori da oggetto di tutela sono stati riconosciuti soggetti titolari di diritti. Tale radicale mutamento di prospettiva, e quindi il riconoscimento dei diritti dei minori di età, non deve però sostanziarsi in una abdicazione dei doveri e delle responsabilità genitoriali. In proposito sottolinea come proprio i bambini, chiamati dall'Autorità garante a "riscrivere" i diritti sanciti nella Convenzione delle Nazioni Unite, hanno espressamente sancito il loro diritto "a guardare il mondo da sopra le spalle dei genitori".
Per quanto riguarda la tematica della famiglia nella Relazione si sottolinea l'importanza di promuovere interventi volti ad una più efficace conciliazione della vita familiare con i tempi lavorativi. Inoltre ampio spazio nella Relazione è dedicato al tema della conflittualità nei rapporti familiari, in particolare nei casi di separazione e divorzio. L'Autorità ha elaborato in proposito una Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori.
Ancora, particolare attenzione nella Relazione è dedicata ai diritti dei minori, figli di detenuti; anche con riguardo ad essi l'Autorità ha elaborato una apposita Carta dei diritti.
La Relazione si sofferma poi sulla quesitone della tutela dei bambini vittime di violenza e della necessità di dare quanto prima attuazione alla legge n. 4 del 2018 in materia di orfani di femminicidio.
Riferisce poi alla Commissione sugli interventi in materia di mediazione penale e al ruolo del minore, vittima di reato.
Dopo aver svolto alcune considerazioni sulla questione relativa alla responsabilità dello Stato nella definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, si sofferma sul tema del contrasto alla povertà minorile. La povertà minorile non deve essere intesa solo in senso economico, ma anche come povertà educativa.
Affronta quindi la questione connessa ai minori non accompagnati, ricordando le recenti raccomandazioni all'Italia del Comitato ONU proprio sulla tutela dei minori stranieri.
Conclude sottolineando come la Relazione sia il frutto di un intenso lavoro dell'Autorità, pur con limitate risorse economiche ed umane.