Legislatura 18ª - Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza - Resoconto sommario n. 26 del 31/07/2019
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Il senatore PILLON (L-SP-PSd'Az), dopo aver puntualmente ricordato alla Commissione i compiti di segnalazione e controllo che la legge istitutiva riconosce all'Autorità garante, si domanda per quale ragione l'Autorità non abbia ritenuto di dare seguito, attraverso segnalazioni ad esempio alle procure competenti, ai gravi fatti emersi e riportati nel documento conclusivo della indagine conoscitiva svolta nella passata legislatura dalla Commissione bicamerale infanzia. I fatti di Bibbiano purtroppo non rappresentano un unicum territoriale: periodicamente la stampa consegna gravi episodi di abusi ai danni di minori fuori famiglia. Come si apprende da notizie di cronaca nell'estate del 2016 sarebbe giunto sul tavolo dell'Autorità garante un dossier nel quale si segnalava la situazione di evidente incompatibilità del dottore Fabio Tofi, giudice onorario minorile, nonché assistente sociale presso il Comune di Santa Marinella. Altrettanto disattese sono state le denunce portate avanti dall'ex parlamentare Giovanardi con riguardo agli affidi illeciti emersi nell'inchiesta Veleno. Nonostante nelle varie inchieste giudiziarie su fatti connessi agli affidi sia emerso un coinvolgimento del Cismai, l'Autorità garante ha ritenuto di concludere una convenzione con questo soggetto. Il Cismai - rileva l'oratore - è una delle poche associazione che ha espressamente rifiutato di sottoscrivere la Carta di Noto, adottando un proprio autoregolamento. Nel richiamare puntualmente alcuni passaggi del documento conclusivo della indagine conoscitiva, sottolinea come sia incomprensibile il fatto che la Garante nelle successive relazioni al Parlamento abbia ritenuto di non inserire nessun cenno alla vicenda degli affidi. Ed ancora domanda alla dottoressa Albano quali azioni l'Autorità abbia intrapreso a fronte di così gravi e noti abusi e in particolare se abbia esercitato i suoi poteri di segnalazione e di ispezione. Infine chiede chiarimenti in ordine alla Convenzione stipulata con il Cismai.
La dottoressa ALBANO replica al senatore Pillon ribadendo che l'importanza che l'Autorità garante e la Commissione lavorino sempre in stretta sinergia affinché nel nostro ordinamento, nel perseguimento del superiore interesse del minore, siano attuati i diritti dei fanciulli riconosciuti dalla Convenzione del 1989. Le raccomandazioni illustrate testé rappresentano la sintesi di un lungo lavoro svolto dall'Autorità proprio sul tema degli affidi e della tutela dei minori fuori famiglia. Per quanto riguarda la relazione conclusiva dell'indagine conoscitiva sottolinea di aver partecipato attivamente, come Autorità garante, alla elaborazione di quel documento nel rispetto della leale collaborazione istituzionale. I fatti verificatisi a Bibbiano sono di estrema gravità, ma all'Autorità non sono pervenute, prima dell'emersione sulla stampa degli esiti dell'inchiesta, segnalazioni circa eventuali abusi perpetrati negli affidi nei comuni della Val d'Elsa. In proposito sottolinea come sulla base di alcune linee guida le segnalazioni siano gestite dai garanti locali sulla base di un criterio di prossimità territoriale e in ragione dell'assenza di strutture periferiche del Garante nazionale.
Ricorda poi alla Commissione la posizione espressa dall'Autorità garante in merito alla riforma della giustizia minorile della passata legislatura e all'attività di monitoraggio sull'attuazione della legge n. 173 del 2015.
Relativamente al potere di ispezione precisa che l'Autorità a differenza delle procure o delle Commissioni di inchiesta non può effettuare sopralluoghi " a sorpresa". Tuttavia ricorda che l'Autorità ha fatto visita a talune comunità di accoglienza nella Regione Marche. Più in generale sottolinea come un eventuale potere ispettivo rischierebbe di sovrapporsi con i poteri di controllo che il sistema vigente riconosce alle procure minorili.
Per quanto concerne la convenzione con il Cismai, osserva come l'Autorità garante, come metodo di lavoro, da sempre ritenga necessaria una interlocuzione con tutti i soggetti a prescindere dalle singole posizioni espresse.
Ribadisce l'importanza delle raccomandazioni formulate, che delineano puntuali linee di intervento.