Legislatura 18ª - Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza - Resoconto sommario n. 59 del 29/04/2021

Il PRESIDENTE, dopo aver ringraziato gli auditi per la disponibilità a partecipare da remoto, ai lavori della Commissione e a fornire il loro autorevole contributo sulle questioni oggetto della indagine, precisa che, secondo quanto stabilito dalla Giunta per il Regolamento del Senato, in considerazione della situazione di emergenza epidemiologica in corso, per l'audizione odierna è consentita la partecipazione con collegamento in videoconferenza ai lavori anche dei componenti della Commissione.

 

Dà quindi la parola gli auditi.

 

Don Fortunato DI NOTO, presidente dell'Associazione Meter onlus, sottolinea come alcuni recenti fatti di cronaca che hanno visto il coinvolgimento di minori quali autori di reati di scambio di materiale pedopornografico abbiano spinto la propria Associazione ad una riflessione sulle ragioni sottese a tali comportamenti criminosi. Comportamenti questi, fino ad un passato non troppo lontano, commessi da adulti in danno di minori. La propria Associazione ha quindi avviato una indagine, che ha coinvolto oltre trecento adolescenti, di età compresa fra i dodici e i diciassette anni, sull'uso della rete e in particolare dei social network. Da tale indagine è emerso come internet sia per i giovani uno strumento non solo di socialità, ma anche un importante mezzo di studio, soprattutto in seguito all'avvio delle varie forme di didattica a distanza conseguenti alla crisi epidemiologica. Per quanto concerne specificatamente i social network l'indagine ha posto in luce l'ampia diffusione tra i giovani di whatsapp, Instagram e Tik Tok e la totale, invece, marginalità di Facebook. L'utilizzo della rete non è purtroppo esente da rischi, che possono sostanziarsi non solo in pericoli diretti legati ai contatti intrattenuti durante la navigazione, ma anche in dannose forme di dipendenza. Le dipendenze legate allo strumento digitale nei minori sono in larga parte riconducibili alla sfera sessuale, dal cybersex al sexting all'incontrollato accesso a materiale pornografico. Al fine di assicurare un corretto uso della rete e minimizzarne i rischi per lo sviluppo psicofisico dei minori, è importante promuovere una sana educazione sessuale e relazionale. Non è opportuno né utile vietare tout court l'accesso al web agli adolescenti, ma è certamente più fruttuoso sostenere progetti finalizzati a giovani e famiglie per un corretto uso del web.

 

Il professor Giuseppe MAMMANA, presidente dell'Associazione italiana per le cure nelle dipendenze patologiche (Acudipa), sottolinea la preoccupante diffusione di un uso precoce di sostanze stupefacenti tra gli adolescenti; un consumo che vede dapprima l'utilizzo di sostanze cosiddette leggere, alle quali negli anni si accompagna quello di alcool e di cocaina. Esprime quindi vivo disappunto per la - ormai da troppi anni - mancata convocazione della Conferenza nazionale sulle droghe, organismo in grado di fornire un aggiornato e puntuale approfondimento sul tema delle dipendenze da sostanza. Altrettanto carenti sono le politiche di prevenzione svolte nelle scuole. Si sofferma quindi sul fenomeno delle dipendenze tecnologiche, che negli ultimi anni risultano in esponenziale crescita a motivo del progressivo aumento dell'uso di internet. Le dipendenze da sostanza e quelle digitali rappresentano due fenomeni sostanzialmente assimilabili accomunati da alcuni dati clinici, quali la compulsività e l'astinenza. Dà quindi conto delle varie forme di dipendenze digitali e in particolare di quelle legate alla sessualità e al mondo dei videogame e del gioco d'azzardo. Nei soggetti affetti da tali dipendenze si può riscontrare una vera e propria sindrome da disconnessione che presenta chiare affinità con le crisi di astinenza ravvisabili nei consumatori di sostanze stupefacenti. A tale sindrome si devono, fra le altre, alterazioni del ritmo sonno-veglia, difficoltà visive e irritabilità.

Conclude sottolineando l'importanza di ripristinare il pieno funzionamento dei Centri di informazione e di consulenza (CIC), estendendone la competenza anche alle dipendenze digitali e nel contempo di intervenire sull'attuale sistema dei SerD e delle comunità al fine di favorire il recupero e il trattamento dei minori affetti da queste nuove dipendenze comportamentali.

 

E' aperto il dibattito.