Legislatura 19ª - Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi - Resoconto sommario n. 50 del 08/05/2024
Azioni disponibili
COMMISSIONE PARLAMENTARE PER L'INDIRIZZO GENERALE E LA VIGILANZA DEI SERVIZI RADIOTELEVISIVI
MERCOLEDÌ 8 MAGGIO 2024
50ª Seduta
Presidenza della Presidente
Intervengono l'amministratore delegato della Rai, dottor Roberto Sergio e il direttore generale corporate della Rai, dottor Giampaolo Rossi, accompagnati dalla dottoressa Paola Marchesini, direttrice dello Staff dell'Amministratore delegato, dal dottor Davide Di Gregorio, direttore dello Staff del Direttore generale corporate, dalla dottoressa Bianca Maria Sacchetti e della dottoressa Elisabetta Barozzi, dello Staff del Direttore generale corporate, dal dottor Fabrizio Casinelli, direttore dell'Ufficio Stampa, e dalla dottoressa Angela Mariella, direttrice delle Relazioni istituzionali.
La seduta inizia alle ore 20.20
(La Commissione approva il processo verbale della seduta precedente).
SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI
La PRESIDENTE comunica che ai sensi dell'articolo 13, comma 4, del Regolamento della Commissione, la pubblicità dei lavori della seduta odierna, per quanto concerne l'audizione all'ordine del giorno, sarà assicurata mediante l'attivazione del sistema audiovisivo a circuito chiuso e la trasmissione in diretta sulla web-tv della Camera dei deputati.
Avverte che con riferimento all'audizione odierna verrà redatto e pubblicato il resoconto stenografico.
PROCEDURE INFORMATIVE
Audizione dell'Amministratore delegato della Rai e del Direttore generale corporate della Rai
(Svolgimento)
La PRESIDENTE saluta e ringrazia per la disponibilità
Rileva
Cede quindi la parola al dottor Sergio e al dottor Rossi per le loro esposizioni introduttive, alle quali seguiranno quesiti ed osservazioni da parte dei Commissari avvertendo che per l'organizzazione dei tempi si rinvia a quanto stabilito nella riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi del 18 luglio 2023.
Il dottor SERGIO e il dottor ROSSI svolgono il loro intervento.
Intervengono per porre quesiti e svolgere osservazioni il senatore NICITA (PD-IDP), il deputato BONELLI (AVS), il senatore VERDUCCI (PD-IDP), la deputata BOSCHI (IV-C-RE), la senatrice GELMINI (Misto-Az-RE), i deputati CANDIANI (LEGA), LUPI (NM(N-C-U-I)-M), CAROTENUTO (M5S) e FILINI (FDI) e la PRESIDENTE.
Il dottor SERGIO e il dottor ROSSI svolgono una replica.
Intervengono per svolgere ulteriori quesiti e osservazioni il deputato BONELLI (AVS), la senatrice FURLAN (PD-IDP), la deputata BOSCHI (IV-C-RE), i deputati FILINI (FDI) e GRAZIANO (PD-IDP), i senatori GASPARRI (FI-BP-PPE) e BERGESIO (LSP-PSd'Az), il deputato LUPI (NM(N-C-U-I)-M), le deputate ORRICO (M5S) e MONTARULI (FDI) e la PRESIDENTE, ai quali il dottor SERGIO e il dottor ROSSI rispondono.
La PRESIDENTE ringrazia gli auditi e dichiara conclusa la procedura informativa.
SULLA PUBBLICAZIONE DEI QUESITI
La PRESIDENTE comunica che è pubblicato, in allegato, ai sensi della risoluzione relativa all'esercizio della potestà di vigilanza della Commissione sulla società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, approvata dalla Commissione il 18 marzo del 2015, il quesito n. 83/690 per il quale è pervenuta risposta scritta alla Presidenza della Commissione.
La seduta termina alle ore 23.
Allegato
QUESITI PER I QUALI È PERVENUTA RISPOSTA SCRITTA ALLA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE (N. 83/690)
BERGESIO, CANDIANI, BISA, MACCANTI, MINASI, MURELLI. - Alla Presidente e all'Amministratore delegato della Rai.
Premesso che,
durante la trasmissione Indovina chi viene a cena, in onda su Rai 3 lo scorso 24 marzo la conduttrice si è resa protagonista di una rappresentazione distorta della realtà secondo la quale il cacciatore è stato più volte assimilato in toto al bracconiere, oltre a numerose e non giustificate accuse rivolte alla categoria.
Nonostante la puntata fosse dedicata ai Parchi e alle aree protette, un argomento che avrebbe potuto toccare almeno in parte le gestioni fallimentari degli anni passati a fronte di enormi esborsi di denaro pubblico, il servizio si è concentrato sulle nuove cariche politiche per la direzione dei Parchi regionali, sottolineando con sospetto le nomine di personaggi che hanno un passato da cacciatori.
Non è mancato il riferimento al tema dei richiami vivi, in particolare sulle nuove norme di Regione Lombardia "incredibilmente non impugnate dal Governo" ha detto la conduttrice, che altro non sarebbero che un aiuto per i cacciatori-bracconieri a contraffare i richiami provenienti da catture illegali.
La trasmissione, già tristemente nota per altre analoghe inchieste poco edificanti del passato, non perde occasione per rivolgere attacchi strumentali alla realtà venatoria italiana.
La caccia e i cacciatori, come noto, sono temi che la conduttrice tratta quasi ossessivamente, con un approccio sicuramente più da attivista che da giornalista.
Il tema viene trattato a senso unico, senza il minimo contraddittorio, in maniera solo ed esclusivamente accusatoria e partendo da una tesi precostituita, il che evita ogni possibile sfumatura e assurge a verità delle convinzioni personali. In questo modo non si danno gli strumenti agli ascoltatori per farsi un'opinione quanto più possibile realistica e oggettiva, ma si fa della mera propaganda ideologica.
A parere degli interroganti non dovrebbe mai accadere nella tv pubblica, pagata dai cittadini, cacciatori compresi, attraverso il canone.
La vicenda appena riportata si pone, peraltro, in netto contrasto con quanto previsto dal Contratto di servizio 2018-2022 parimenti riportata nel nuovo contratto di servizio in corso di esame in codesta Commissione, nello specifico, l'articolo 6 del citato Contratto stabilisce chiaramente che "la Rai è tenuta ad improntare la propria offerta informativa ai canoni di equilibrio, pluralismo, completezza, obiettività, imparzialità, indipendenza (…) e a garantire un rigoroso rispetto della deontologia professionale da parte dei giornalisti e degli operatori del servizio pubblico, i quali sono tenuti a coniugare il principio di libertà con quello di responsabilità, nel rispetto della dignità della persona, e ad assicurare un contraddittorio adeguato, effettivo e leale".
La Rai deve sempre garantire il rigore, la considerazione e il rispetto da parte degli operatori del servizio pubblico delle regole deontologiche, tanto più in un ambito così delicato quale è quello dell'informazione dei cittadini, se non altro per il rispetto che si deve alla pluralità del pubblico televisivo e, nel caso specifico, dei telespettatori che contribuiscono al mantenimento della Rai attraverso il pagamento del canone.
Alla Società concessionaria si chiede di sapere:
- se la Dirigenza Rai sia al corrente di quanto esposto in premessa e se si ritiene compatibile questo modo fuorviante di fare comunicazione con le responsabilità e i compiti del servizio pubblico;
- se la direzione di rete intenda o meno garantire alle associazioni venatorie un diritto di replica con adeguato spazio editoriale e nella medesima fascia temporale.
(83/690)
RISPOSTA. - Con riferimento all'interrogazione in oggetto, sulla base delle informazioni ricevute dalle competenti strutture aziendali, si forniscono i seguenti elementi.
"Indovina chi viene a cena" è un programma d'inchiesta in onda su Rai3 che verte su ambiente, animali e modelli alimentari sostenibili. L'intento è quello di mettere a confronto le ipocrisie e le contraddizioni del sistema di sfruttamento delle risorse puntando su ricerche e progetti alternativi, focalizzandosi in particolare sulla radicale evoluzione del rapporto tra gli uomini e gli animali, in perenne conflitto tra etica e sfruttamento, bisogno e passione.
Tutto ciò premesso, la specifica puntata, oggetto dell'interrogazione, è stata dedicata ai Parchi nazionali. Si è fatto, in particolare, riferimento all'attuale sistema di gestione delle aree protette e agli impatti ambientali generati non solo da forme di abusivismo e attività speculative, ma anche da alcune specifiche iniziative avviate negli ultimi anni dalle istituzioni competenti che hanno lasciato, in diversi casi, eredità difficili da gestire.
I servizi televisivi hanno effettivamente rappresentato un quadro piuttosto critico di alcune zone di queste aree protette, ma tuttavia ampiamente condiviso dai soggetti che hanno offerto la loro disponibilità per valutazioni e commenti, indipendentemente dal ruolo o dalla carica ricoperta.
Negli ultimi trenta minuti del programma sono andate in onda due inchieste che non avevano nulla a che fare con l'attività venatoria, ma facevano riferimento alla caccia di frodo ovvero al bracconaggio: un fenomeno che in alcune regioni italiane sta raggiungendo livelli alquanto critici, come dimostra, d'altro canto, anche il conseguente rafforzamento delle forme di tutela della fauna selvatica attuate attraverso le sempre più numerose azioni messe in campo dalle forze dell'ordine.
Le due inchieste sono state realizzate in collaborazione con l'Arma dei Carabinieri e, a livello internazionale, con la Polizia nazionale polacca. I servizi si sono concentrati su specifiche attività di bracconaggio, in particolare l'uccellagione, ovvero la cattura di piccoli uccelli con l'uso di reti o trappole per essere utilizzati come richiami vivi nella caccia. Le stesse forze dell'ordine hanno raccontato la diffusione del fenomeno, spiegato i meccanismi illegali di manomissione che agevolano il mercato nero e i limiti del sistema sanzionatorio. Nessuna equiparazione è stata fatta tra bracconiere e cacciatore.
Con riguardo ai temi della tutela dei valichi montani in Lombardia e del recepimento del Regolamento europeo sul divieto di utilizzo di munizioni al piombo nelle zone umide, la trasmissione si è limitata a rimarcare esclusivamente esercizi dell'attività venatoria in violazione alle norme vigenti. In particolare, la conduttrice ha evidenziato una serie di incoerenze e incongruità che, in questi anni - sia sulla base di sentenze della magistratura e sia dell'avvio della procedura di infrazione da parte della Commissione Europea - hanno caratterizzato alcuni atti delle pubbliche amministrazioni di riferimento sul piano normativo e, di conseguenza, anche le più recenti decisioni prese in materia dalle autorità competenti.