Legislatura 19ª - Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi - Resoconto sommario n. 77 del 10/02/2026
Azioni disponibili
QUESITI PER I QUALI È PERVENUTA RISPOSTA SCRITTA ALLA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE (NN. 157/1299, 161/1312, 162/1338, 163/1340, 164/1346, 165/1350 e 169/136)
GRAZIANO, BAKKALI, PELUFFO, STUMPO, NICITA, VERDUCCI - Al Presidente e all'Amministratore delegato della Rai.
Per sapere
Premesso che:
- Si apprende da fonti di stampa che Incoronata Boccia giornalista professionista attualmente Direttore dell'Ufficio Stampa RAI sarebbe uno dei possibili nomi per la commissione giudicatrice di un importante concorso Rai;
- In base a quanto riportato da diversi articoli di giornale sarebbe uno dei nomi per il concorso Rai riservato per stabilizzare risorse professionali precari;
- Il concorso in oggetto riguarda 127 profili professionali e i candidati risulterebbero circa 250;
- I primi sette classificati saranno collocati nei programmi nazionali, gli altri verranno inviati nelle sedi regionali;
- È del tutto evidente che si tratta di un concorso molto importante per l'azienda che vede purtroppo evidenzia numeri di precariato molto significativi;
- La Rai sta attraversando una crisi molto delicata in termini di format e ascolti che stanno mortificando la sua funzione di servizio pubblico a cui stanno contribuendo anche alcune scelte opinabili adottate dalla Direttrice dell'Ufficio Stampa Rai;
- Anche in relazione alle ultime uscite pubbliche pronunciate dalla Incoronata in merito a Gaza risulterebbe del tutto inopportuno affidare una responsabilità così delicata ad un profilo che in questo momento è in piena bufera mediatica.
Si chiede di sapere se quanto riportato da alcuni organi di stampa corrisponde effettivamente alla volontà aziendale e se non ritenga per il richiamato concorso individuare per la commissione esaminatrice profili che non espongano la rai a giudizi di oggettiva inopportunità.
(157/1299)
RISPOSTA. Con riferimento all'interrogazione in oggetto, sulla base delle informazioni ricevute dalle competenti strutture aziendali, si forniscono i seguenti elementi.
La Rai ha nominato recentemente i membri della commissione esaminatrice per la selezione interna riservata ai giornalisti professionisti. Tutti i componenti della commissione esaminatrice sono giornalisti di comprovata esperienza e di alto profilo professionale che hanno svolto e svolgono ruoli di primo piano all'interno del servizio pubblico radiotelevisivo e multimediale.
La commissione esaminatrice è così composta:
• Presidente: Alessandro Casarin
• Membro: Roberta Serdoz
• Membro: Incoronata Boccia
• Membro supplente: Antonella Armentano
Rai non ritiene di dover modificare tale composizione.
CAROTENUTO - Al Presidente e all'Amministratore delegato della Rai
Premesso che:
• venerdì 17 ottobre 2025 è andata in onda su Rai 3 la trasmissione "Far West", condotta dal giornalista Salvo Sottile;
• a seguito della messa in onda, il giornalista Nicola Borzi, autore di inchieste pubblicate su Il Fatto Quotidiano, ha denunciato pubblicamente che la trasmissione avrebbe plagiato e riutilizzato, senza consenso né citazione, il lavoro investigativo da lui svolto sulla morte di David Rossi, utilizzando informazioni, documenti e approfondimenti di sua esclusiva elaborazione professionale;
• secondo quanto riportato da diverse testate giornalistiche, tra cui Dagospia e Il Fatto Quotidiano, la trasmissione avrebbe ripreso in modo pressoché identico contenuti d'inchiesta già pubblicati dal giornalista, senza alcun riconoscimento della paternità intellettuale;
• tale comportamento, ove confermato, costituirebbe una grave violazione dei principi di correttezza giornalistica, dei diritti d'autore e dei doveri etici del servizio pubblico, ponendo la RAI in una posizione di responsabilità diretta, in quanto ente finanziato con risorse pubbliche e tenuto a garantire il rispetto della deontologia professionale;
• è compito del servizio pubblico radiotelevisivo assicurare la tutela delle fonti, il riconoscimento del lavoro giornalistico e la trasparenza dell'informazione, principi fondamentali per la libertà di stampa e per la credibilità del sistema informativo nazionale;
• episodi di questo genere minano la fiducia dei cittadini nella qualità dell'informazione pubblica e rischiano di indebolire il ruolo della Rai come presidio di pluralismo e autorevolezza;
Si chiede di sapere:
• sulla base di quali valutazioni editoriali e verifiche interne sia stata gestita la produzione e la messa in onda della puntata in oggetto, e se la Direzione editoriale della Rai ne fosse pienamente informata;
• se non si ritenga che tale episodio, ove confermato, penalizzi gravemente la credibilità del servizio pubblico e leda il diritto d'autore e la dignità professionale dei giornalisti coinvolti;
• se siano state avviate indagini interne o procedimenti disciplinari per accertare eventuali responsabilità redazionali o gestionali nella produzione del programma;
• se non si ritenga opportuno prevedere un monitoraggio più rigoroso sulla paternità dei contenuti giornalistici prodotti o co-prodotti dalla Rai, al fine di tutelare la paternità intellettuale, la deontologia professionale e la credibilità dell'informazione del servizio pubblico.
(161/1312)
RISPOSTA. - Con riferimento all'interrogazione in oggetto, sulla base delle informazioni ricevute dalle competenti strutture aziendali, si forniscono i seguenti elementi.
I servizi oggetto dell'interrogazione - trasmessi in data 17 ottobre 2025 e realizzati da Carmine Gazzanni, Giulia Paltrinieri e Claudia Carotenuto - hanno avuto ad oggetto una notizia di dominio pubblico, ossia il caso della morte di David Rossi (ex dipendente di Monte dei Paschi di Siena), avvenuta più di 12 anni fa, il 6 marzo 2013.
Nel corso della trasmissione, sono stati riportati e approfonditi nuovi aspetti relativi al suddetto fatto di cronaca.
I giornalisti, in particolare, seguono la pista che lega la morte di Rossi a Mantova, sinora mai fino in fondo analizzata, ricostruendo, autonomamente e in via esclusiva, i legami che ci sono tra Monte dei Paschi di Siena e il territorio mantovano.
Il giornalista Nicola Borzi è stato coinvolto nel corso del servizio proprio in quanto per primo, anni fa, fece emergere come il numero digitato sul telefono di David Rossi la sera della sua morte potesse essere riconducibile al certificato di deposito al portatore conservato in una filiale bancaria di Viadana, in provincia di Mantova.
Le stesse informazioni riportate da Nicola Borzi nel corso della sua intervista, sono state tuttavia riferite ai giornalisti di Far West anche da altri intervistati, come il Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi e i consulenti della stessa Commissione.
Al riguardo, si evidenzia che il certificato di deposito al portatore non è stato mai fornito né tantomeno pubblicato prima da Nicola Borzi (il quale, si precisa, non ha fornito nessun altro documento utilizzato o mostrato nell'inchiesta), ma è mostrato in TV per la prima volta nel corso del programma Far West.
Inoltre, tra gli elementi autonomamente acquisiti dai giornalisti (e mai trattati da Nicola Borzi all'interno del suo articolo pubblicato sulla piattaforma Linkedin nel dicembre 2019), si citano:
- Intervista a Graziano Mangoni, ex Presidente della "Fondazione Palazzo Te" di Mantova che ha conosciuto David Rossi;
- dichiarazione in telecamera nascosta di un conoscente di David Rossi di Mantova che racconta di una valigetta "misteriosa" che portava sempre con sé durante incontri di lavoro;
- testimonianze di due dipendenti della squadra di rugby di Viadana a cui MPS aveva tagliato i fondi provenienti dalle sponsorizzazioni;
- dichiarazioni dell'imprenditore Antonio Muto in merito a una dichiarazione del collaboratore di giustizia Paolo Signifredi;
- intervista al Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi, On.le Gianluca Vinci, sulla pista mantovana e sui fatti che la stessa Commissione ha segnalato alla DDA di Bologna;
- intervista al giornalista Davide Vecchi che, al pari di Nicola Borzi, per primo scoprì l'esistenza di un preoccupante scambio di mail tra il defunto e i dirigenti di MPS, risalente a pochi giorni prima della morte di David Rossi;
- intervista, tenutasi a Catanzaro, al senatore Giancarlo Pittelli con riferimento a un'intercettazione che lo riguarda e nella quale è menzionato David Rossi.
Si segnala, inoltre, che il lavoro di inchiesta e ricerca svolto dai giornalisti è in linea con quanto sta pubblicamente emergendo dai lavori della Commissione parlamentare d'inchiesta e che la stessa Commissione ha fornito agli autori, a seguito di ufficiale richiesta, i documenti mostrati nel corso del programma.
Infine, si sottolinea che, in data 4 novembre 2025, la Commissione parlamentare d'inchiesta ha richiesto formalmente di acquisire il girato completo dell'inchiesta dei giornalisti di Far West, a riprova dell'autorevole, approfondito e autonomo lavoro di ricerca svolto, in grado di mettere in luce elementi e connessioni di rilievo anche in sede istituzionale.
PELUFFO - Al Presidente e all'Amministratore delegato della Rai.
Per sapere premesso che:
- secondo notizie di stampa nel recente Consiglio di Amministrazione della Rai sarebbe stata discussa l'ipotesi di trasferire "temporaneamente" il Centro di Produzione Tv di Milano, attualmente situato nella storica sede di Corso Sempione, negli studi di via Mecenate, alla periferia est della città;
- tale trasferimento riguarderebbe l'intero organico del Cptv, composto da oltre 800 lavoratrici e lavoratori, tra giornalisti, tecnici, operai, impiegati e personale di produzione;
- la finalità del trasferimento provvisorio sembrerebbe essere quella di agevolare la vendita dell'immobile di Corso Sempione, in attesa della realizzazione del nuovo centro di produzione Rai che sorgerà in un'area di proprietà della Fondazione Fiera Milano, e che la Rai dovrebbe prendere in locazione per 27 anni, sostenendo nel contempo i costi di allestimento delle strutture;
- gli studi di via Mecenate, anch'essi in locazione, risultano da anni in condizioni strutturalmente critiche, come più volte denunciato dalle rappresentanze sindacali: climatizzazione insufficiente, dotazioni tecniche limitate, spazi inadeguati, infiltrazioni d'acqua, difficoltà di accesso con il trasporto pubblico (la stazione ferroviaria e la metropolitana più vicine distano circa due chilometri);
- gli spazi disponibili a Mecenate non sono in alcun modo idonei a ospitare il personale complessivo del Cptv, potendo accogliere al massimo circa 200 lavoratori, contro gli oltre 800 attualmente impiegati nella sede di Corso Sempione;
- non risultano presenti a Mecenate strutture e studi radiofonici adeguati, con la conseguenza che eventuali produzioni radiofoniche della sede di Milano rischierebbero di essere sospese o trasferite altrove, con un evidente danno per la programmazione, i lavoratori coinvolti e la stessa presenza territoriale del servizio pubblico;
- non esistono, allo stato attuale, informazioni certe e aggiornate sui tempi di realizzazione del nuovo Centro di produzione in Fiera Milano, né risultano avvenuti incontri recenti tra l'azienda e le rappresentanze sindacali: l'ultimo confronto con il Comitato di redazione dei giornalisti risale infatti al 2023;
- un doppio trasferimento (prima a Mecenate e successivamente nel nuovo Centro) comporterebbe costi ingenti, disagi per il personale, ricadute sull'operatività e sui livelli produttivi della sede milanese, senza che appaia chiaro alcun progetto editoriale, industriale o strategico che giustifichi tale operazione;
considerato che:
- un ridimensionamento della sede Rai di Milano avrebbe conseguenze gravi per l'informazione regionale e nazionale, per le produzioni culturali e per il radicamento territoriale del servizio pubblico nell'area metropolitana più dinamica del Paese;
- operazioni di natura immobiliare non possono essere condotte senza una chiara valutazione degli impatti editoriali, produttivi, economici e occupazionali, né senza un confronto trasparente con i lavoratori, le loro rappresentanze e il Parlamento;
l'interrogante chiede:
se corrisponda al vero che il Consiglio di Amministrazione della Rai abbia discusso e stia valutando l'ipotesi di trasferire temporaneamente il Centro di Produzione Tv di Milano negli studi di via Mecenate;
quali siano le motivazioni, i costi stimati e i benefici attesi di un eventuale trasferimento provvisorio, e quali valutazioni di carattere editoriale, tecnico, organizzativo e occupazionale abbiano accompagnato tale ipotesi;
se siano state effettuate verifiche tecniche sulla idoneità strutturale, logistica e impiantistica degli studi di via Mecenate a ospitare - anche solo temporariamente - l'intero organico e le produzioni del Cptv di Milano e se sono ipotizzati spostamenti in altri centri produzione Rai di programmi attualmente realizzati a Milano;
quale sarebbe il destino delle produzioni radiofoniche attualmente attive nella sede Rai di Milano, in assenza di studi radio pronti e operativi nella struttura di via Mecenate;
quali siano i tempi certi di realizzazione del nuovo Centro di produzione in area Fiera Milano e se la Rai abbia programmato un confronto aggiornato con le rappresentanze sindacali;
quali iniziative l'amministratore delegato e il Consiglio di Amministrazione intendano assumere per garantire che eventuali decisioni in materia immobiliare siano coerenti con l'interesse pubblico, la continuità produttiva, la tutela dei lavoratori e la piena funzionalità della sede Rai di Milano.
(162/1338)
RISPOSTA. - Con riferimento all'interrogazione in oggetto, si forniscono i seguenti elementi.
Il 27 gennaio 2026 è stata ufficialmente inaugurata la posa della prima pietra del nuovo Centro di Produzione Televisiva (CPTV) Rai di Milano. Si tratta di un intervento strategico che segna l'avvio della realizzazione del nuovo polo produttivo multimediale destinato a entrare in funzione nel 2029. L'iniziativa si inserisce nel più ampio programma di rigenerazione urbana dell'area dell'ex Fiera promosso da Fondazione Fiera Milano, volto alla valorizzazione del patrimonio immobiliare e alla modernizzazione degli spazi cittadini.
Con l'avvio ufficiale del cantiere nell'area compresa tra via Colleoni e via Gattamelata, prende forma un complesso di circa 65.000 metri quadrati, articolato in un edificio direzionale di 15.000 mq su sei livelli fuori terra e in moderni spazi polifunzionali che comprenderanno 10 studi di registrazione da 290 a 1.500 mq.
Il progetto risponde ai più avanzati standard di sostenibilità, con certificazioni LEED Gold e criteri CAM, e prevede una struttura con elevate prestazioni acustiche e termiche. L'impianto contrattuale, siglato tra Fondazione Fiera Milano e Rai nel dicembre 2023, prevede la locazione del complesso per una durata di 27 anni, consentendo alla Rai di concentrare attività oggi distribuite su più sedi e di dotarsi di un'infrastruttura produttiva moderna, efficiente e sostenibile.
L'operazione assume anche un forte valore simbolico e storico: si tratta infatti di un ritorno della Rai nell'area della Fiera, luogo dove ebbero origine le prime sperimentazioni televisive fin dal secondo dopoguerra e dove, negli anni successivi, sorse uno dei primi centri di produzione dell'azienda. La posa della prima pietra rappresenta dunque un passo significativo non solo sotto il profilo infrastrutturale, ma anche nell'evoluzione dell'identità e della missione del servizio pubblico radiotelevisivo e multimediale.
Si precisa, infine, che l'obiettivo della Rai è quello di trasferire tutte le attività produttive direttamente nel nuovo polo Mico Nord.
GRAZIANO e altri - Al Presidente e all'Amministratore delegato della Rai.
Per sapere
Premesso che,
- da diverse settimane come riportato dettagliatamente in un articolo de il Fatto Quotidiano il sito di Rainews.it diretto da Francesca Oliva uno dei sette vicedirettori di Rainews, si avverrebbe della collaborazione di due nuove firme: Filippo Mosticone e Mattia Rocco Del Balzo;
- Filippo Mosticone risulterebbe essere curatore dei contenuti digitali e della parte social mentre Del Balzo studente universitario collaborerebbe anche lui sulla parte della comunicazione;
- i due nuovi collaboratori sarebbero però accomunati dalla militanza nel partito di FDI, il primo a Sora in provincia di Frosinone e il secondo presso il circolo della Garbatella nella Capitale;
- il toro arrivo avrebbe suscitato malumori all'interno della redazione in quanto come è noto i contrattualizzati Rai non dovrebbero fare attività politica o se dovessero farla dovrebbero richiedere aspettativa proprio in nome di quel principio del pluralismo e imparzialità che dovrebbe essere garantita dal servizio pubblico.
Si chiede pertanto di sapere quali iniziative l'azienda intenda assumere per verificare quanto
riportato in premessa e appurare eventuali violazioni dei principi contrattuali Rai
e responsabilità dei vertici apicali del canale.
Graziano, Bakkali, Peluffo, Stumpo, Nicita, Verducci
(163/1340)
RISPOSTA. - Con riferimento all'interrogazione in oggetto, sulla base delle informazioni ricevute dalle competenti strutture aziendali, si forniscono i seguenti elementi.
In premessa si precisa che la partecipazione all'attività politica o l'adesione a partiti da parte di un dipendente o un collaboratore è un diritto costituzionalmente garantito. La Costituzione prevede che «tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale» (art. 49) e circoscrive chiaramente le categorie dei dipendenti pubblici - «i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari e agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari all'estero» - per le quali «possono» essere previste con legge «limitazioni al diritto d'iscriversi ai partiti politici» (art. 98).
L'impegno e l'attivismo politico devono essere esercitati innanzitutto assicurando, in ambito aziendale, il rispetto dei principi di pluralismo, imparzialità e responsabilità verso la collettività, tra l'altro posti tra i fondamenti del Codice etico di Rai, evitando conflitti di interesse e discriminazioni, specialmente nell'uso dei mezzi di comunicazione; devono garantire che l'azione del dipendente o collaboratore sia sempre al servizio della collettività e non piegata a fini personali o di parte.
Rai non chiede quale sia l'appartenenza politica di nessun dipendente o collaboratore.
D'altro canto, è certamente noto agli interroganti che in Rai esistono circoli di partiti politici composti proprio da dipendenti Rai.
Per lo svolgimento in ogni caso delle attività esterne a Rai - tra le quali la "partecipazione a eventi politici" - è prevista una procedura aziendale di comunicazione e autorizzazione mentre l'aspettativa può essere richiesta dai dipendenti nei casi di candidature per competizioni elettorali. Per i collaboratori autonomi, l'istituto dell'aspettativa non trova applicazione, può eventualmente operare - sempre su richiesta - l'istituto della sospensione del contratto, quale strumento idoneo ad assicurare un periodo di interruzione dell'attività in concomitanza con l'impegno elettorale.
Relativamente ai profili professionali dei due collaboratori, Filippo Mosticone e Mattia Rocco Del Balzo, si fa presente che sono stati inseriti nella redazione di RaiNews nel 2024, dopo aver già maturato esperienze in Rai a partire dal 2022, contrattualizzati come "prima utilizzazione" dall'Amministratore Delegato Carlo Fuortes, svolgendo attività continuativa presso la Direzione Radiofonia e altre Testate Rai, con contratti di collaborazione esterna come esperti web.
Le loro competenze professionali si concentrano nella produzione di contenuti digitali (card, reel, video) per il portale e i canali social della testata, operando sotto la supervisione e validazione della linea giornalistica. In particolare, Filippo Mosticone ha collaborato con programmi come Viva Radio2, Ping-pong, Sportello Italia e Mangiadischi su Radio1, mantenendo un rapporto continuativo con la Direzione Radiofonia dal novembre 2022.
La conferma della collaborazione di entrambi è avvenuta sulla base dei risultati raggiunti, peraltro in linea con i significativi incrementi di contatti registrati sia con riferimento al portale che ai canali social della Rai.
Nel corso della loro attività non risulta siano emersi episodi di propaganda e/o appartenenza politica, né sono stati segnalati casi in cui sarebbero stati lesi i principi di pluralismo e imparzialità e, più in generale, non è noto che siano stati assunti comportamenti in contrasto con le normative aziendali.
CAROTENUTO - Al Presidente e all'Amministratore delegato della Rai.
Per sapere
Premesso che,
- la Rai nell'espletamento della sua missione di servizio pubblico deve avvalersi frequentemente del servizio di riprese elettroniche ENG leggere nazionali e, al fine di garantirsi un rapido approvvigionamento, per quanto consta, ha provveduto a sottoscrivere convenzioni con gli operatori economici per assicurarsi il servizio "a chiamata";
- nelle suddette convenzioni Rai ha previsto un divieto di subappalto, specificando che è facoltà dell'operatore economico ricorrere all'affidamento di attività secondarie, accessorie o sussidiarie a lavoratori autonomi nella misura complessiva inferiore al 50% dell'importo complessivo del contratto;
atteso che:
- allorquando vengono effettuate le chiamate o si procede con richieste di offerta agli operatori, i servizi non sempre vengono affidati agli operatori che, per struttura societaria, risultano in grado di espletare il servizio senza violare il divieto di subappalto su indicato, ed invero risulta che produzioni che prevedono più troupe di ripresa siano state affidate a società individuali;
si chiede di sapere:
- se la Rai effettua le dovute verifiche per accertare se gli operatori che effettuano su suo incarico il servizio di riprese elettroniche ENG leggere nazionali rispettino il divieto di subappalto così come disciplinato dalle convenzioni sottoscritte con i medesimi;
- se non si ritiene opportuno individuare, semprechè già non ve ne siano, criteri utili affinchè i servizi di riprese elettroniche ENG leggere nazionali vengano affidati, in base alle esigenze del caso specifico, agli operatori strutturalmente organizzati per espletarli al meglio.
RISPOSTA. - Con riferimento all'interrogazione in oggetto, sulla base delle informazioni ricevute dalle competenti strutture aziendali, si forniscono i seguenti elementi.
In primo luogo, è opportuno precisare che le Convenzioni per i servizi di riprese leggere esterne (REL), escluse dall'applicazione del Codice dei contratti pubblici, sono fondamentali per soddisfare le esigenze dei programmi Tv e delle Testate giornalistiche, laddove non sia possibile utilizzare risorse interne.
Il divieto di subappalto e la precisazione - introdotta nel 2025 circa la facoltà di ricorrere a lavoratori autonomi per attività secondarie/accessorie nella misura massima del 50% dell'importo complessivo - sono misure finalizzate a garantire che i servizi siano principalmente svolti da operatori iscritti all'Albo Fornitori.
La Direzione Acquisti effettua controlli documentali e audit annuali per verificare l'idoneità dei lavoratori e delle attrezzature. Ulteriori verifiche sono svolte in collaborazione con la Direzione Produzione Tv per accertare la corrispondenza tra i lavoratori impiegati e quelli dichiarati.
Rai svolge queste attività di controllo - pur essendo onerose in termini organizzativi ed economici - in quanto ritenute essenziali per garantire la conformità contrattuale.
BAKKALI - Al Presidente e all'Amministratore delegato della RAI,
per sapere, premesso che
I criteri di assunzione relativi al servizio pubblico radiotelevisivo devono essere sempre improntati ad una valutazione concreta delle capacità oggettive e dal curriculum dei soggetti prescelti per svolgere quei ruoli, non essendo immaginabile l'applicazione di un qualsiasi sistema di "spoil system";
a quanto si apprende dalla stampa, invece, questo criterio non sembrerebbe essere rispettato per quel che riguarda l'assunzione di una persona che, sempre secondo la stampa, sarebbe legata al Presidente facente funzioni Marano;
sempre da quel che si apprende dalla stampa, l'attuale Presidente avrebbe richiesto con insistenza notizie sullo stato di avanzamento della "selezione", evidenziando un interessamento che a parere dell'interrogante può essere considerato quantomeno fortemente inopportuno;
in casi come questo anche il semplice dubbio di una preferenza dovuta a motivi esterni alla competenza professionale può destare preoccupazione;
Si chiede pertanto di sapere
Quali siano i criteri che hanno portato all'assunzione della persona sopra ricordata e se sia possibile spiegare il perché dell'interessamento che, sempre a detta della stampa, il Presidente facente funzioni ha mostrato nella circostanza.
(165/1350)
RISPOSTA. - Con riferimento all'interrogazione in oggetto, sulla base delle informazioni ricevute dalle competenti strutture aziendali, si forniscono i seguenti elementi.
In merito alla richiesta di chiarimenti relativa alla procedura di selezione presso Rai Pubblicità, si rappresenta che la società ha avviato, tramite la propria funzione di Internal Audit, una verifica interna volta ad accertare la piena correttezza e trasparenza dell'iter selettivo oggetto dell'interrogazione.
BOSCHI - Al Presidente e all'Amministratore delegato della RAI. Per sapere - premesso che:
organi di stampa riferiscono dell'iniziativa di protesta non violenta intrapresa dal segretario dei Radicali Lucani, Maurizio Bolognetti, consistita inizialmente in uno sciopero della fame e successivamente anche in uno sciopero della sete, quale forma di denuncia di un presunto comportamento censorio da parte del servizio pubblico radiotelevisivo;
secondo quanto dichiarato dall'interessato, la RAI avrebbe omesso o impedito la diffusione del dibattito pubblico relativo alla riforma dell'ordinamento giudiziario promossa dal Governo, oscurando in particolare le posizioni espresse dall'Associazione Radicali Lucani e dal suo segretario, nonché un manifesto-appello sottoscritto da numerose personalità del mondo politico e civile;
il contratto di servizio tra la RAI e lo Stato, nonché i principi costituzionali in materia di libertà di manifestazione del pensiero e diritto alla conoscenza, impongono al servizio pubblico il rispetto del pluralismo informativo e l'accesso equo alle diverse opinioni presenti nel dibattito politico e istituzionale;
la reiterazione di presunte omissioni informative e il mancato riscontro alle segnalazioni avanzate dall'interessato hanno indotto quest'ultimo a ricorrere a forme estreme di protesta non violenta, richiamandosi a consolidate tradizioni di denuncia civile e democratica;
quali siano i criteri editoriali e le valutazioni che orientano la copertura informativa della RAI sul dibattito relativo alla riforma dell'ordinamento giudiziario, nonché quali iniziative si intendano adottare per garantire il pieno rispetto dei principi di pluralismo, imparzialità e completezza dell'informazione nel servizio pubblico radiotelevisivo.
(169/1365)
RISPOSTA. - Con riferimento all'interrogazione in oggetto, sulla base delle informazioni ricevute dalle competenti strutture aziendali, si forniscono i seguenti elementi.
La TGR svolge la propria attività nel pieno rispetto dei principi costituzionali e del Contratto di servizio che regolano il diritto all'informazione, tra cui libertà, pluralismo, imparzialità, completezza e corretto bilanciamento delle notizie di interesse pubblico.
La redazione della Basilicata non ha mai adottato forme di censura né ha omesso informazioni rilevanti riguardo a iniziative di protesta. Le scelte editoriali sono sempre state compiute valutando, caso per caso, la rilevanza giornalistica, l'interesse pubblico, la necessaria contestualizzazione dei fatti e la proporzionalità dell'attenzione informativa, in coerenza con la missione di servizio pubblico.
Per quanto concerne le iniziative promosse dal signor Maurizio Bolognetti, che si presenta come segretario dell'associazione "Radicali Lucani", la TGR Basilicata ha più volte dato conto delle sue azioni attraverso servizi e notizie nei telegiornali regionali. La copertura ha riguardato sia i sit in sia momenti successivi, inclusi episodi di particolare rilievo umano e sociale, come una sua degenza ospedaliera.
Nel tempo, tali iniziative si sono caratterizzate per un'elevata frequenza e per una reiterata richiesta di visibilità, spesso accompagnata da un contatto diretto e insistente con la redazione e con il caporedattore. In questo contesto, la TGR ha ritenuto necessario esercitare la propria autonomia editoriale, selezionando e trattando le notizie secondo criteri di equilibrio e responsabilità, al fine di evitare forme di sovraesposizione non conformi al corretto utilizzo degli spazi informativi del servizio pubblico.
Il 3 luglio 2025, in occasione di un sit in davanti alla sede Rai di Potenza, la redazione ha realizzato immagini e un servizio andato in onda nel telegiornale regionale, illustrando le motivazioni della protesta. Ulteriore attenzione informativa è stata dedicata anche ad altre iniziative, compresa quella del 18 dicembre scorso, anch'essa documentata con immagini e notizia al TgR. Quest'ultimo episodio ha richiesto l'intervento delle forze dell'ordine e presentava profili di particolare complessità sotto l'aspetto dell'ordine pubblico. La copertura è stata effettuata con prudenza e sobrietà, evitando ogni forma di spettacolarizzazione.
Si evidenzia, inoltre, che nel corso degli ultimi mesi le iniziative del signor Bolognetti e le sue comunicazioni pubbliche si sono intensificate, estendendo le critiche all'intero sistema dell'informazione e, solo più recentemente, includendo riferimenti al dibattito sulla riforma della giustizia. La continua reiterazione delle iniziative ha richiesto un ulteriore bilanciamento editoriale, volto a garantire il pluralismo complessivo delle notizie e il rispetto delle diverse istanze presenti nel dibattito pubblico.
Si ribadisce che l'autonomia editoriale della TGR Basilicata (all'interno della funzione di Servizio Pubblico) implica, accanto al dovere di informare, la responsabilità di valutare le modalità e l'ampiezza della copertura, assicurando un'informazione equilibrata, pluralista e rispettosa dei diritti di tutti i soggetti coinvolti, inclusi i giornalisti e gli operatori del servizio pubblico.