Legislatura 19ª - Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi - Resoconto sommario n. 77 del 10/02/2026
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ATTIVITA' DI INDIRIZZO E VIGILANZA
Esame dello schema di delibera recante "Disposizioni in materia di comunicazione politica, tribune, messaggi autogestiti e informazione della società concessionaria del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale in relazione alla campagna per il referendum popolare confermativo indetto per i giorni 22 e 23 marzo 2026"
(Esame ed approvazione)
La PRESIDENTE informa che nei giorni 22 e 23 marzo 2026 avranno luogo le votazioni in relazione al referendum popolare confermativo del testo della legge costituzionale concernente "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare".
In qualità di relatrice, sottopone pertanto all'esame della Commissione il testo della proposta di delibera (allegato al resoconto) recante disposizioni in materia di comunicazione politica, tribune, messaggi autogestiti e informazione della società concessionaria del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale in relazione alla campagna per il referendum popolare confermativo, già trasmesso a mezzo posta elettronica da parte dell'Ufficio di Segreteria e comunque in distribuzione, testo predisposto in conformità alla prassi e all'esperienza applicativa pregresse e alle precedenti deliberazioni e consultata l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
Interviene il deputato FILINI (FDI) per avanzare talune perplessità in merito agli spazi destinati in via riservata al Comitato promotore della raccolta delle firme, ai sensi dell'articolo 138, secondo comma, della Costituzione.
Inoltre, propone che il comma 2 dell'articolo 12 sia riformulato, prevedendo che è auspicabile che le misure di riequilibrio siano realizzate nell'ambito della medesima trasmissione e nella medesima fascia oraria, ovvero, ove questo non sia agevole, in altra trasmissione, purché questa abbia analoghe opportunità di ascolto.
La deputata BOSCHI (IV-C-RE) non concorda con la proposta da ultima formulata in merito all'articolo 12, poiché l'esperienza di questi anni ha dimostrato che, nonostante la previsione apparentemente perentoria, si sono riscontrate oggettive difficoltà nell'attuare le misure di riequilibrio nel caso di violazione della par condicio.
Paventa quindi che un ulteriore attenuazione di tale previsione renderebbe ancora più evanescente i meccanismi sanzionatori, oltre a determinare oggettive difficoltà anche nell'operato dell'AGCOM.
Condivide poi le osservazioni poste dal deputato Filini in merito agli spazi riservati al Comitato promotore dal momento che l'obiettivo della delibera è quello di garantire una partecipazione, in termini di assoluta parità, di tutti i soggetti coinvolti nella campagna referendaria.
Il deputato GRAZIANO (PD-IDP) reputa opportuno che la previsione dell'articolo 12, comma 2, resti inalterata, mentre concorda con la necessità di prevedere nella comunicazione politica spazi di assoluta parità fra tutti i soggetti, senza riservare corsie preferenziali al Comitato promotore della raccolta delle firme, ai sensi dell'articolo 138, secondo comma, della Costituzione.
La senatrice BEVILACQUA (M5S), nell'associarsi alle considerazioni espresse dal deputato Graziano, si sofferma in particolare sulla necessità di non apportare modifiche all'articolo 12, comma 2, dal momento che occorre evitare un'accentuazione degli spazi di discrezionalità che renderebbe assai complessa l'attuazione delle misure di riequilibrio.
Secondo la deputata MONTARULI (FDI), la proposta di modifica avanzata all'articolo 12, risponde a esigenze tecniche che, nel pieno rispetto della par condicio, sono state prospettate da precedenti Consigli di Amministrazione della Rai.
La deputata BOSCHI (IV-C-RE) richiama l'attenzione sui compiti che la Commissione è chiamata ad esercitare tramite l'esame della delibera, il cui obiettivo principale è la garanzia della par condicio.
In tal senso, la modifica prospettata dall'articolo 12, costituirebbe un precedente non coerente che, mediante l'ampliamento degli spazi di discrezionalità, renderebbe di fatto inoperative le misure di riequilibrio.
Il deputato LUPI (NM(N-C-U-I)M-CP), nel ricordare che lo scopo della delibera in esame è la tutela della par condicio, concorda sulla esigenza di non prevedere spazi di natura riservata per un soggetto in particolare, dal momento che la partecipazione di tutti gli attori della campagna referendaria deve avvenire in forma perfettamente paritaria, così come del resto previsto nella stessa legge n. 28 del 2000.
Per quanto concerne poi la modifica avanzata all'articolo 12, reputa che la formulazione prospettata dal deputato Filini sia condivisibile anche nell'ottica di rendere meno problematica l'attuazione delle misure previste.
Ad avviso del senatore NICITA (PD-IDP), la modifica al comma 2 dell'articolo 12, rischia di essere controproducente, riducendo i margini di azione dello stesso Consiglio di Amministrazione della Rai, con esposizione della stessa azienda a un possibile danno erariale.
Il deputato FILINI (FDI) ribadisce che lo spirito della proposta di modifica, da lui avanzata all'articolo 12, nasce da difficoltà di ordine tecnico segnalate anche in passato dall'azienda.
Tuttavia, tenuto conto delle perplessità manifestate nel corso del dibattito, ritira tale proposta di modifica, non insistendo neanche sulle osservazioni che aveva formulato, all'inizio della seduta, in ordine agli spazi riservati al Comitato promotore.
Il deputato GRAZIANO (PD-IDP) reputa opportuno insistere sulla proposta di non prevedere spazi di carattere riservato destinati ai promotori della raccolta delle firme, ai sensi dell'articolo 138, secondo comma, della Costituzione.
Non facendosi ulteriori osservazioni, previa verifica del prescritto numero legale, è posto in votazione per alzata di mano un nuovo testo dello schema di delibera in esame, recante le modifiche avanzate da ultimo dal deputato Graziano
La Commissione approva all'unanimità.
La Presidenza si intende autorizzata ad apportare le eventuali correzioni di forma e le modificazioni di coordinamento che appaiano opportune.