Legislatura 19ª - Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi - Resoconto sommario n. 80 del 27/05/2026

Allegato

QUESITI PER I QUALI È PERVENUTA RISPOSTA SCRITTA ALLA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE (NN. 168/1362, 177/1448, 179/1488, 180/1500, 182/1515 e 187/1527)

BEVILACQUA, ORRICO, CAROTENUTO, AMATO - Al Presidente e all'Amministratore delegato della Rai

Premesso che:

il Dott. Tommaso Cerno risulta essere titolare di un rapporto di collaborazione con la Rai, in qualità di giornalista esterno, con conseguente percezione di compensi a carico dell'azienda concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, Rai S.p.A.;

contestualmente, il Dott. Cerno riveste il ruolo di direttore responsabile del quotidiano "Il Giornale", testata privata la cui proprietà di maggioranza è attualmente riconducibile al gruppo editoriale facente capo all'On. Antonio Angelucci, parlamentare eletto più volte nelle file di Forza Italia e della Lega, imprenditore attivo nel settore dell'editoria e dell'informazione, nonché titolare di altre testate giornalistiche di rilievo nazionale;

la compagine societaria della società editrice de "Il Giornale" risulta inoltre comprendere, seppure in quota minoritaria dopo lunghi periodi di partecipazione maggioritaria, una partecipazione riconducibile alla famiglia Berlusconi, storicamente e strutturalmente legata al gruppo Mediaset, principale operatore privato del sistema radiotelevisivo nazionale e diretto concorrente della Rai sul piano editoriale, pubblicitario e dell'audience, il cui capofamiglia, Silvio Berlusconi, fino alla sua scomparsa, ha rivestito un ruolo di primo piano nella vita politica e istituzionale del Paese, essendo stato fondatore di Forza Italia, più volte Presidente del Consiglio dei ministri e leader di una delle principali forze politiche italiane;

tale assetto proprietario configura pertanto una intersezione rilevante tra interessi politici, editoriali e industriali operanti nel medesimo settore dell'informazione e della comunicazione, in un contesto di concorrenza diretta e sistemica tra servizio pubblico radiotelevisivo e operatori privati, circostanza che assume rilievo ai fini della valutazione di eventuali conflitti di interessi, anche solo potenziali, rispetto al ruolo di collaboratore esterno retribuito dalla Rai e alle attività editoriali svolte dal Dott. Cerno in qualità di direttore di una testata privata concorrente;

nelle ultime settimane il quotidiano "Il Giornale" ha pubblicato numerosi articoli e contenuti editoriali fortemente lesivi della reputazione della trasmissione di punta dell'approfondimento Rai "Report", del suo conduttore, Sigfrido Ranucci, e di collaboratori e consulenti del programma, basandosi su accuse gravi come quelle di "dossieraggio" non supportate da alcuna prova, ma basandosi sull'interpretazione di una fonte squalificata come il giornalista Luca Fazzo, sospeso dall'ordine dei giornalisti perché asservito ai quei servizi segreti che sotto il periodo del governo Berlusconi avevano realizzato operazioni di dossieraggio illecito per conto della security del gruppo Telecom-Pirelli. Cerno e il Giornale, che dirige, hanno utilizzato toni e modalità qualificabili come campagne di delegittimazione e attacco reputazionale nei confronti di un programma e di collaboratori del servizio pubblico, mancando oltretutto dal punto di vista della correttezza deontologica e professionale di dare voce alla controparte;

tali attacchi sono stati accompagnati da interventi diretti del Dott. Cerno, attraverso video, dichiarazioni pubbliche e prese di posizione personali diffuse tramite i canali del quotidiano da lui diretto e altri presidi comunicativi, nelle quali egli ha rivendicato l'operato editoriale del proprio giornale e ha reiterato accuse e giudizi nei confronti di giornalisti, redazioni e consulenti Rai;

il Codice Etico della Rai S.p.A. impone a dipendenti e collaboratori esterni doveri di lealtà, correttezza, diligenza e tutela dell'immagine aziendale, nonché specifiche regole in materia di conflitto di interessi, uso dei presidi digitali e rapporti con gli organi di informazione, prevedendo che comportamenti suscettibili di arrecare danno reputazionale alla Rai possano integrare violazioni rilevanti sotto il profilo disciplinare e contrattuale;

il Codice Etico e il Contratto di Servizio richiamano altresì il principio secondo cui l'attività professionale svolta per la Rai S.p.A., anche da soggetti esterni, deve essere improntata al rispetto dei valori del servizio pubblico, del pluralismo, dell'imparzialità e dell'indipendenza editoriale;

sussistono precedenti, anche noti all'opinione pubblica, nei quali la Rai S.p.A. ha ritenuto di dover intervenire nei confronti di collaboratori esterni per dichiarazioni o attività editoriali esterne ritenute incompatibili con il ruolo ricoperto o con il Codice Etico aziendale, anche tramite revoca di contratti di collaborazione;

appare pertanto necessario, nell'esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo proprie della Commissione parlamentare di Vigilanza, verificare se il comportamento del Dott. Cerno sia stato valutato dall'azienda sotto il profilo della compatibilità etica, contrattuale e istituzionale, e se siano state attivate le procedure interne della Rai S.p.A.,

si chiede di sapere:

se il Presidente e l'Amministratore Delegato della Rai possano specificare la natura, la tipologia, la durata e l'ammontare del compenso del rapporto contrattuale in essere tra la Rai e il Dott. Tommaso Cerno, nonché le strutture aziendali competenti che hanno autorizzato e gestito tale incarico anche con riguardo a curriculum e qualifiche comunicate;

se, alla luce del Codice Etico della Rai S.p.A., del Contratto di Servizio e delle clausole contrattuali applicabili ai collaboratori esterni, la Rai S.p.A. ritenga compatibile con il suddetto rapporto di collaborazione lo svolgimento, da parte del Dott. Cerno, di una attività editoriale sistematicamente ostile e delegittimante nei confronti di una trasmissione e di giornalisti del servizio pubblico;

se la Rai S.p.A. abbia valutato l'esistenza di un potenziale o attuale conflitto di interessi, derivante dalla posizione del Dott. Cerno quale direttore di una testata privata politicamente ed economicamente collocata in un ambito di concorrenza e contrapposizione rispetto alla Rai, e se tale valutazione sia stata formalizzata;

se siano state attivate, o si intendano attivare, le procedure previste dal Codice Etico (ivi comprese eventuali segnalazioni all'Organismo di Vigilanza o alla Commissione competente) per accertare la conformità dei comportamenti del dott. Cerno ai doveri di lealtà, correttezza e tutela dell'immagine aziendale;

se il Presidente e l'Amministratore Delegato ritengano che l'utilizzo del ruolo editoriale esterno e dei relativi canali comunicativi per attaccare programmi e professionisti della Rai sia coerente con i principi di responsabilità verso i cittadini contribuenti che finanziano il servizio pubblico;

se, infine, la Rai S.p.A. intenda adottare iniziative chiarificatrici, anche mediante linee guida o indirizzi applicativi, per prevenire il ripetersi di situazioni analoghe e garantire uniformità di trattamento tra dipendenti e collaboratori esterni in materia di rispetto del Codice Etico e di compatibilità delle attività esterne.

Se e quali iniziative la Rai ha intrapreso per tutelare i giornalisti Rai e una trasmissione storica e di punta come Report

(168/1362)

RISPOSTA. Con riferimento all'interrogazione in oggetto, sulla base delle informazioni ricevute dalle competenti strutture aziendali, si forniscono i seguenti elementi:

La Rai ha stipulato, su richiesta delle Direzioni Approfondimento e Day Time, con il dott. Tommaso Cerno un contratto valido dal 1° settembre 2025 al 30 giugno 2026. Il contratto prevede attività di co-conduzione e partecipazione come ospite in diversi programmi, tra cui Lo Stato delle Cose, Filorosso, Porta a Porta e Domenica In.

La scelta editoriale di impiegare il dott. Cerno all'interno dei programmi sopracitati è stata determinata da criteri di professionalità, esperienza e riconoscibilità presso il pubblico di riferimento.

È stato infatti direttore de "L'Espresso", Condirettore di "La Repubblica", Direttore de "Il Tempo", nonché autore di saggi di grande successo che affrontano tematiche attuali e complesse, spaziando dalla politica all'economia, dalla società alla cultura. È apprezzato in particolare per l'abilità nel semplificare e rendere comprensibili al grande pubblico argomenti complessi e articolati. Commentatore fine e raffinato, la sua conoscenza diretta di personaggi ed esponenti della politica e della cultura, lo collocano nel panorama dei professionisti più preparati su tematiche inerenti all'attualità. Tale scelta tiene conto anche della sua consolidata attività di opinionista svolta negli anni oltre che per Rai anche per altri broadcaster.

Si fa presente che i valori economici relativi alle prestazioni richieste al dott. Cerno rientrano negli standard Rai per analoghe figure professionali e per le medesime fasce di palinsesto.

In relazione poi al tema di potenziali conflitti d'interesse, si sottolinea come, nella storia della Rai, diversi sono i casi di Direttori di Testate private che hanno condotto programmi del Servizio Pubblico o contemporaneamente al loro mandato o a breve distanza dalla cessazione di esso. Lo stesso Cerno nel 2015, ad esempio, ha condotto un programma storico su Rai3 mentre ricopriva il ruolo di Direttore del quotidiano Messaggero Veneto.

È il caso nel 2010 di Giuliano Ferrara e del programma Qui Radio Londra, condotto mentre era Direttore de Il Foglio; è stato il caso di Marco Damilano la cui striscia quotidiana Il Cavallo e la Torre fu inaugurata appena un mese dopo la cessazione del suo incarico di Direttore de L'Espresso; è il caso attuale di Peter Gomez Direttore de Il Fatto Quotidiano.it e conduttore di diverse trasmissioni Rai.

Si precisa, infine, che non è stata riscontrata l'esistenza di conflitto di interessi e di incompatibilità del collaboratore rilevanti nelle forme previste dalla legge, con riferimento allo svolgimento della prestazione oggetto del contratto all'interno dei programmi Rai e che l'Azienda adotta specifiche misure anche cautelative al fine di gestire i potenziali conflitti di interessi come definiti ai sensi della disciplina di settore.

BAKKALI - Al Presidente e all'Amministratore delegato della RAI

Per sapere - Premesso che:

"Il Fatto Quotidiano" del 19 febbraio sostiene che al direttore de "Il Giornale" Cerno dovrebbe essere affidata dal 2 marzo prossimo (nell'ultima fase della campagna referendaria) una striscia informativa quotidiana su Rai che si dovrebbe concludere il 12 giugno;

la striscia dovrebbe avere durata di cinque minuti quotidiani e si collocherebbe nella importante fascia day-time;

sempre secondo "Il Fatto Quotidiano", il costo del nuovo programma sarebbe di quasi 850 mila euro, ossia circa 11 mila a puntata;

è da temere che le cifre sopra riportate, se confermate, possano causare un aumento

generale dei costi della programmazione della Rai, con un possibile slittamento, o anche con la cancellazione, di alcuni programmi di particolare rilievo attualmente in onda sulle reti della Rai;

al riguardo il Sindacato USIGRAI ha in una nota affermato tra l'altro che se confermata la decisione della Rai sarebbe un "ennesimo, inaccettabile, smacco alle professionalità interne, evidentemente ritenute inadeguate dal vertice a gestire questo spazio informativo";

Si chiede pertanto di sapere

Se il Presidente e l'Amministratore delegato della Rai confermino quanto sopra esposto, in particolare per quel che riguarda i costi previsti per la nuova striscia informativa, e se, comunque, possano garantire che i costi della nuova programmazione non vengano pagati con la cancellazione o lo slittamento di programmi di informazione già in onda e di particolare rilevanza.

(177/1448)

RISPOSTA. Con riferimento alle interrogazioni in oggetto, si ritiene opportuno richiamare quanto segue:

(a) La circolare del Presidente della Camera n. 2, del 21 febbraio 1996, statuisce che sono inammissibili gli atti di sindacato ispettivo su materie che non coinvolgono direttamente la responsabilità del Governo, quale è l'attività gestionale della Rai.

(b) I poteri di controllo attribuiti alla Commissione sono strettamente connessi a quelli di indirizzo: il controllo che essa esercita, infatti, riguarda unicamente "il rispetto degli indirizzi" (art. 4, comma 1, della legge n. 103 del 1975) che recita testualmente: "formula gli indirizzi generali per l'attuazione dei princìpi di cui all'articolo 1, per la predisposizione dei programmi e per la loro equilibrata distribuzione nei tempi disponibili; controlla il rispetto degli indirizzi e adotta tempestivamente le deliberazioni necessarie per la loro osservanza;" e non si estende ad altre forme di manifestazione dell'attività della Concessionaria.

(c) L'Avvocatura dello Stato, nel parere reso in data 2 dicembre 2014 al Ministero dell'Economia e delle Finanze che chiedeva chiarimenti in ordine ai limiti del potere di acquisizione conoscitiva della Commissione, ha precisato che quest'ultima, secondo quanto stabilito dalla giurisprudenza costituzionale (cfr. pronuncia n. 69/2009), è titolare di poteri finalizzati al rispetto del principio del pluralismo e della qualità dell'offerta radiotelevisiva sotto il profilo della completezza dell'informazione e che tali poteri devono essere esercitati nel rispetto delle predette competenze e della riservatezza delle informazioni rese dalla Concessionaria.

(d) I dati richiesti rivestono natura di "fatto rilevante" e quindi price sensitive, in considerazione dello status di Rai di emittente obbligazioni quotate in un mercato regolamentato comunitario (Euronext Dublin) e il cui titolo è anche negoziato su sistema multilaterale di negoziazione italiano e tenuto conto che le predette informazioni sarebbero comunque oggetto di pubblicazione sul sito della Commissione.

(e) Il carattere price sensitive dell'informazione costituisce un elemento fondante dell'informazione privilegiata per cui si intende, ai sensi dell'art. 7 del Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio n. 596/2014 sugli abusi di mercato (c.d. Regolamento MAR, come modificato dal Regolamento n. 2024/2809/UE), un'informazione avente carattere preciso che non è stata resa pubblica.

(f) Le Linee Guida sulla gestione delle informazioni privilegiate adottate dalla Consob nell'ottobre del 2017 individuano come "privilegiate", tra l'altro, le informazioni attinenti a "contenzioso legale" e "andamento della gestione".

Infine, alla luce del proficuo rapporto di collaborazione che da sempre contraddistingue le relazioni tra Rai e la Commissione di Vigilanza Rai, per quanto concerne più specificamente la richiesta dell'interrogante si segnala che i valori unitari relativi alle diverse tipologie di prestazioni richiedibili al dott. Cerno rientrano negli standard Rai per analoghe figure professionali e fasce di palinsesto.

GRAZIANO, BAKKALI - All'Amministratore delegato della RAI

Per sapere - Premesso che:

- Si apprende da organi di informazione che Giada Balloch risulterebbe essere assunta dalla Rai con contratto ibrido in qualità di social media manager per "rilanciare i contenuti di Domenica In con il fine di promuovere l'immagine di Tommaso Cerno sui social":

- Tommaso Cerno è l'attuale direttore de "Il Giornale" e da inizio stagione volto della stessa Domenica In e - da qualche giorno - conduttore della striscia quotidiana "2 di picche" in onda su Rai2;

- il padre di Giada Balloch, Stefano Balloch, oltre ad essere un esponente di spicco del partito di Fratelli d'Italia del FVG, è unito civilmente dal 2022 proprio a Tommaso Cerno;

si chiede pertanto di sapere qual è stata la modalità di reclutamento di Giada Balloch e in base a quali competenze e se non abbiano influito i rapporti politici e personali afferenti alla famiglia della Balloch.

(179/1488)

RISPOSTA. Con riferimento all'interrogazione in oggetto, sulla base delle informazioni ricevute dalle competenti Strutture aziendali, si fa presente che la signora Giada Balloch, figlia del coniuge del dottor Tommaso Cerno, non ha nessun tipo di contratto di collaborazione con la Direzione Intrattenimento Day Time e con qualsiasi altra Direzione dell'Azienda.

GASPARRI. Al Presidente e all'Amministratore delegato della RAI

Premesso che:

il voto per il referendum si chiuderà oggi, lunedì 23 marzo alle ore 15, quando con i primi exit poll si potranno avere effettive indicazioni sull'andamento delle urne;

occorre evidenziare che in questa tornata elettorale, la propaganda non si è mai interrotta ed è grave che in maniera più o meno esplicita, subdola o ironica, le indicazioni di voto siano state veicolate attraverso i social anche dopo il silenzio elettorale;

sebbene la televisione sia il media che di solito mantiene la linea più corretta e rispettosa delle indicazioni di silenzio, in occasione del referendum del 22 e 23 marzo, si sono registrate violazioni;

a urne ancora aperte, su Rai3 si sono registrate denigrazioni nei confronti del governo in carica su argomenti vari, mentre su La7 è stato sfruttato il caso Delmastro per fare propaganda subdola sul referendum;

è inaccettabile che esponenti di sinistra continuino a parlare di Tele-Meloni, preso atto che non è la prima volta, da quando è in carica di centro-destra, che si registrano episodi di propaganda con le urne ancora aperte;

si tratta di episodi gravi che confermano un clima sempre più avvelenato nel confronto pubblico,

si chiede di sapere:

se i vertici RAI siano a conoscenza di quanto riportato in premessa e quali siano le valutazioni in merito all'occupazione di spazi televisivi con arroganza e invadenza, in palese violazione delle disposizioni sulla par condicio;

quali iniziative intendano adottare per consentire un uso e una conduzione corretti del servizio televisivo pubblico.

(180/1500)

RISPOSTA. Con riferimento all'interrogazione in oggetto, sulla base delle informazioni ricevute dalle competenti strutture aziendali, si forniscono i seguenti elementi.

Il monitoraggio della programmazione Rai dedicata al Referendum costituzionale 2026, svolto nel periodo 14 febbraio - 20 marzo sulle reti generaliste secondo i criteri definiti da AGCOM e dalla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, evidenzia un'offerta informativa complessivamente ampia, equilibrata e conforme al quadro normativo vigente.

L'analisi dei notiziari, dei programmi di approfondimento e delle rubriche informative attesta una sostanziale parità di trattamento tra le posizioni favorevoli e contrarie al quesito referendario, con una distribuzione dei tempi di parola pressoché bilanciata tra le diverse opzioni (50,57% al Sì e 49,53% al No).

I dati rilevati confermano pertanto il pieno rispetto, da parte del Servizio Pubblico, dei principi di pluralismo, imparzialità e parità di accesso all'informazione previsti dalla disciplina sulla par condicio per le campagne referendarie.

VERDUCCI. Al Presidente e all'Amministratore delegato della Rai

Premesso che,

all'interno della RAI persiste da oltre dieci anni, pur a fronte di una forte mobilitazione sindacale, una cronica situazione di precariato che coinvolge centinaia di figure professionali, sia nell'area giornalistica che in quella tecnico-produttiva;

le procedure per la stabilizzazione del personale precario a partita IVA, non giornalistico, che lavora nell'area editoriale e in altri settori aziendali, nonostante gli accordi sottoscritti dall'azienda con le sigle sindacali nel 2014 e nel 2018, sono state oggetto di continui rinvii;

allo stato attuale, la situazione appare progredire, anche se in misura del tutto insufficiente, soltanto sul versante del personale precario giornalistico. A seguito dell'accertamento interno del 2019, la RAI ha provveduto, infatti, a sottoscrivere un accordo con USIGRAI e UNIRAI, in data 5 giugno 2025, per una iniziativa selettiva, svoltasi solo recentemente, che prevede il coinvolgimento di alcuni giornalisti precari da destinare presso le sedi regionali (TGR);

per la restante parte dei lavoratori precari permane una situazione di forte incertezza. La Rai, pur avendo avviato da diversi mesi un confronto con le organizzazioni sindacali nell'ambito del "Mercato del Lavoro", non ha ancora sottoscritto alcun verbale di accordo;

da notizie pervenute, risulta al contrario che la RAI abbia deciso di procedere autonomamente, senza alcuna intesa con i sindacati, per l'attuazione delle procedure di avvio di una selezione finalizzata all'assunzione di apprendisti nel profilo di programmista multimediale (25 risorse su Roma e 2 su Milano), di cui al relativo bando pubblicato in tempi rapidi sul proprio sito istituzionale. Sempre in via autonoma, l'azienda avrebbe altresì deciso di procedere con l'attivazione di nuove iniziative selettive "geolocalizzate" per l'assunzione di apprendisti nel profilo di tecnico della produzione;

Tutto ciò premesso, si chiede di sapere:

quale posizione intende assumere la RAI nei confronti del suo personale precario a partita iva, non giornalistico, che da oltre cinque anni attende una soluzione che affronti il problema della loro stabilizzazione all'interno dell'azienda e quali siano i piani aziendali per il loro corretto inquadramento;

se l'Azienda sia effettivamente orientata verso una soluzione selettiva, in accordo con le rappresentanze sindacali, capace di determinare, analogamente a come avvenuto in passato, un graduale assorbimento stabilizzatorio di una congrua quota di atipici, favorendo in questo modo una controtendenza tesa a ridurre gli elevati costi derivanti da cause giudiziali già pesantemente gravanti sui bilanci aziendali, più di quanto non possa incidere un eventuale percorso di stabilizzazione di detto personale.

(182/1515)

RISPOSTA. Con riferimento all'interrogazione in oggetto, sulla base delle informazioni ricevute dalle competenti strutture aziendali, si forniscono i seguenti elementi.

Dal mese di settembre 2025, sono stati svolti con le Organizzazioni Sindacali rappresentative dei quadri, impiegati e operai diversi incontri relativi allo sviluppo della trattativa sindacale sulla materia del "Mercato del Lavoro", nei quali è stato analizzato il quadro complessivo dell'organico ed è stata confermata, in linea generale, l'attenzione aziendale al tema dei reintegri, dimostrata anche dalle assunzioni effettuate negli ultimi anni.

La parte aziendale, nel fornire ai Sindacati le informazioni richieste sulle selezioni in corso e sulle selezioni già effettuate, con graduatorie di idonei ancora disponibili, dalle quali attingere per le esigenze di personale delle aree amministrative, produttive ed editoriali, ha evidenziato dapprima nell'incontro del 9 febbraio 2026 e successivamente con comunicazione del 9 marzo, l'esigenza di avviare selezioni geolocalizzate per tecnici delle sedi regionali, partendo dalle realtà con maggiori criticità di organico, e per programmisti multimediali, a fronte delle numerose uscite previste per tale figura professionale. A tale ultimo proposito, l'Azienda ha altresì confermato ai sindacati la disponibilità a valutare con gli stessi, nell'ambito del tavolo di confronto aperto, ulteriori modalità di copertura delle esigenze del comparto editoriale, tra le quali anche l'ipotesi di avviare un'iniziativa selettiva rivolta al personale utilizzato con contratti di lavoro autonomo, attraverso una specifica intesa tra le Parti.

Si precisa al riguardo che benché i Sindacati, da parte loro, si fossero riservati la possibilità di fornire all'Azienda osservazioni prima dell'avvio delle selezioni prospettate, non è pervenuta nessuna indicazione al riguardo entro la data a tal fine concordata.

Fermo restando che la decisione sui profili professionali da assumere e sulle rispettive numeriche rientra nelle prerogative aziendali, si precisa che comunque il confronto sulla materia sta proseguendo, anche con specifico riferimento al tema dei lavoratori autonomi e ad un eventuale percorso di stabilizzazione degli stessi.

GRAZIANO. Al Presidente e all'Amministratore delegato della RAI

Premesso che

- Il Comitato di redazione (Cdr) del Giornale Radio con una nota ufficiale nei giorni scorsi è stato costretto a dover prendere le distanze e denunciare i contenuti del programma Ping Pong, nel quale la conduttrice esterna Annalisa Chirico utilizza lo spazio del Servizio Pubblico per esprimere le proprie posizioni senza alcun principio di equidistanza e imparzialità;

- Particolarmente grave è l'episodio registratosi nella puntata dedicata all'Anniversario della Liberazione d'Italia, il giorno fondativo della nostra Repubblica che per la conduttrice è diventato un evento da sottoporre a processo.

- 'Ci auguriamo che la giornata scorra tranquilla' ha affermato Chirico, sottolineando solo gli aspetti legati all'ordine pubblico.

- Nel corso del programma più volte la conduttrice ha poi riportato le dichiarazioni della presidente del Consiglio, schierandosi apertamente a sua difesa portando come esempio testuale il seguente virgolettato 'Ogni anno si fanno esami di antifascismo alla premier che in tutte le sue esternazioni pubbliche si è attenuta alle celebrazioni istituzionali e ha espresso condanna del nazifascismo, ma non basta mai';

- di fronte a tale faziosità il Cdr ha denunciato il silenzio della direzione e richiamando l'azienda al rispetto del principio del pluralismo evidenziando come la faziosa conduzione sia una offesa alla storia di Radio Rai,

si chiede di sapere se l'azienda risulti a conoscenza di quanto riportato in premessa e quali opportune iniziative intenda assumere poiché non si tratta del primo episodio al fine di rispettare il pluralismo e avere una conduzione meno faziosa da parte della conduttrice.

(187/1527)

RISPOSTA. Con riferimento all'interrogazione in oggetto sulla base delle informazioni ricevute dalle competenti strutture aziendali, si forniscono i seguenti elementi.

La puntata di "Ping Pong" del 24 aprile, dedicata all'anniversario della Liberazione, è stata condotta da Annalisa Chirico, con la partecipazione del vicedirettore de "Il Foglio" Salvatore Merlo e del giornalista e scrittore Pierluigi Battista.

Nel corso della trasmissione sono stati affrontati i temi del fascismo, della "memoria condivisa", delle leggi razziali del 1938, nonché delle posizioni espresse su tali profili da esponenti della destra politica italiana oggi, che ricoprono rilevanti cariche pubbliche e istituzionali, tra i quali il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, e la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

In tale contesto si collocano i riferimenti alla Presidente del Consiglio formulati dalla conduttrice, che ha altresì più volte espresso l'auspicio che la ricorrenza del 25 Aprile sia sempre più avvertita quale momento condiviso di celebrazione, analogamente a quanto già avviene per il 2 giugno, Festa della Repubblica.

L'auspicio espresso dalla conduttrice affinché la giornata si svolgesse in modo tranquillo, senza episodi di violenza o incidenti, era legato a quanto affermato dal Sindaco di Milano, Beppe Sala, due giorni prima. A tal proposito, si riporta di seguito il virgolettato delle parole pronunciate dalla conduttrice nella puntata:

"Domani 25 aprile, la Festa della Liberazione, c'è un po' di preoccupazione. Il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha detto: 'Per Milano sarà una giornata delicata'; si temono in particolare cortei degli antagonisti, cioè coloro che partiranno dal 25 aprile, 81simo Anniversario della Liberazione e dell'antifascismo, per dar vita invece a cortei che parlano di Medio Oriente e di Gaza e speriamo di no, che non ci siano davvero scene di violenza o tafferugli."

Si rappresenta, inoltre, che il Direttore di Radio 1, nel suo ruolo di responsabile editoriale, ha ripetutamente fatto presente ai conduttori dei programmi della Rete, interni ed esterni, l'obbligo del rispetto dei princìpi di equilibrio, sobrietà, rigore e pluralismo.

Da queste considerazioni, con specifico riferimento alla puntata richiamata, non si ravvisano elementi tali da configurare un mancato rispetto dei suddetti princìpi, fatto salvo, anche da parte dei conduttori, il princìpio fissato dall'articolo 21 della Costituzione sulla libertà di espressione, di pensiero e di parola.

Infine, con specifico riferimento alla puntata richiamata, non si ravvisano elementi tali da configurare un mancato rispetto dei suddetti princìpi, fatto salvo, anche da parte dei conduttori, il princìpio fissato dall'articolo 21 della Costituzione sulla libertà di espressione, di pensiero e di parola.