Legislatura 19ª - Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi - Resoconto sommario n. 81 del 27/05/2026

Esame della proposta di risoluzione sul procedimento di alienazione o dismissione del teatro delle Vittorie di Roma presentata dal deputato Graziano, dalla deputata Bakkali, dal deputato Peluffo, dal deputato Stumpo, dal senatore Nicita e dal senatore Verducci

(Esame e rinvio)

La PRESIDENTE, in qualità di relatrice, informa che in data 28 aprile è stata presentata dai commissari Graziano, Bakkali, Peluffo, Nicita e Verducci la proposta di "risoluzione volta a impegnare la RAI a sospendere o revocare ogni procedimento di alienazione o dismissione del Teatro delle Vittorie di Roma e intitolandolo alla memoria di Pippo Baudo", il cui testo è a disposizione dei componenti della Commissione e risulta allegato al resoconto della seduta.

Si tratta di un'iniziativa che impegnerebbe la RAI a conservare, nel proprio patrimonio immobiliare, un simbolo della storia della televisione italiana, nel quale sono state realizzate trasmissioni storiche che hanno segnato la memoria collettiva del Paese. Molte di queste trasmissioni sono state condotte da Pippo Baudo, protagonista assoluto della televisione italiana, scomparso il 16 agosto dello scorso anno, alla cui memoria intitolare il Teatro delle Vittorie sarebbe il giusto riconoscimento allo straordinario contributo reso al Servizio pubblico.

Nel dichiarare aperta la discussione generale, sottopone, quindi, alla valutazione delle forze politiche tale proposta di risoluzione, la quale è suscettibile di essere integrata e modificata.

La deputata BOSCHI (IV-C-RE), nel riservarsi di intervenire sul merito della proposta di risoluzione in esame, ringrazia le forze politiche di maggioranza per l'attenzione e la sensibilità manifestate nei confronti del deputato Giachetti che, per diversi giorni, si è sottoposto a uno sciopero della fame e della sete per denunciare pubblicamente lo stato di paralisi in cui si trova da diverso tempo la Commissione.

La PRESIDENTE si unisce al ringraziamento formulato dalla deputata Boschi.

Il deputato GRAZIANO (PD-IDP), nell'associarsi ai ringraziamenti nei confronti delle forze di maggioranza per la sensibilità verso l'iniziativa assunta dal deputato Giachetti, rileva che la propria parte politica ha inteso presentare la proposta di risoluzione in esame in considerazione dell'alto valore storico e simbolico del Teatro delle Vittorie che costituisce un gioiello da salvaguardare, soprattutto nel rispetto della storia della RAI.

Coglie l'occasione per ritenere positiva l'attenzione posta sull'argomento dallo stesso Ministro della cultura, tenendo altresì conto che si renda indispensabile avviare una seria riflessione sul piano immobiliare e sul programma di dismissione delle sedi e delle strutture della Società concessionaria.

Il deputato LUPI (NM(N-C-U-I)M-CP) reputa che la trattazione della proposta di risoluzione debba costituire l'occasione per svolgere un confronto, senza pregiudizi, sui beni immobili di valore storico appartenenti alla Società concessionaria: si tratta, a suo avviso, di ricercare un equilibrio tra l'esigenza di salvaguardare la memoria e il valore storico di determinati beni immobili e strutture e la necessità, altrettanto meritevole, di promuovere un concreto rinnovamento delle strutture e dell'Azienda nel suo complesso, anche per evitare qualsiasi forma di paralisi.

In tal senso, ritiene che la RAI debba attuare senza ritardi il piano immobiliare che risulta necessario per un ammodernamento imposto dalla trasformazione della stessa Società concessionaria in digital media company.

In tale cornice, va dunque inserita la sorte del Teatro delle Vittorie, il cui mantenimento comporta una serie di costi ingenti che potrebbero essere impiegati in alternativa per altre destinazioni di spesa che assumono rilievo prioritario. In merito, quindi, emerge l'esigenza di un intervento economico, certamente considerevole, che potrebbe gravare sulla stessa Azienda oppure sullo Stato, in un quadro di risorse comunque critico.

Per le considerazioni svolte, ribadisce pertanto che occorre una valutazione di portata generale che sia in grado di affrontare con serietà le problematiche esposte, senza indugere in interpretazioni troppo semplicistiche.

Ad avviso del deputato BONELLI (AVS), è innegabile il valore storico e culturale del Teatro delle Vittorie che è al centro della proposta di risoluzione in esame.

Al di là della questione specifica, osserva come sia sempre stato difficile acquisire da parte della RAI l'elenco degli appalti e delle esternalizzazioni delle produzioni che hanno un oggettivo impatto sul bilancio dell'Azienda, come anche una serie di contratti di importo notevole per trasmissioni o cosiddette "strisce giornalistiche" - quale, in particolare, quella condotta dal giornalista Tommaso Cerno - che non sono sostenute dagli ascolti e servono unicamente ad alimentare la propaganda a favore del Governo. In tal senso, bisognerebbe approfondire le scelte assunte dall'Azienda, affinché riacquisti la sua piena funzionalità economica tramite una rigorosa verifica delle risorse finanziarie che sono sostenute.

A suo giudizio, quindi, la proposta di risoluzione è certamente necessaria e ringrazia il deputato Giachetti che, con la sua iniziativa estrema, ha messo nelle condizioni la Commissione di potersi confrontare su questo argomento, sebbene sia già evidente la volontà della maggioranza di far arenare tale proposta.

Il deputato FILINI (FDI), nel condividere le considerazioni espresse dal deputato Lupi, osserva che la RAI è una società per azioni che opera in autonomia; pertanto, suscita qualche perplessità la proposta in esame tramite la quale la Commissione interverrebbe su aspetti tipicamente gestionali come quelli legati al piano immobiliare e delle dismissioni. Occorre, infatti, ricordare che tale piano è stato adottato nel 2022 dal precedente Consiglio di amministrazione, all'interno del quale non vi era alcun componente espressione della propria parte politica. Tale intervento - che includeva anche l'inserimento del Teatro delle Vittorie nella serie delle vendite immobiliari - inoltre è stato confermato anche negli anni successivi, compreso l'attuale Consiglio d'amministrazione, anche con il voto favorevole dei consiglieri Natale e Di Majo, espressione delle attuali forze di opposizione.

Tale ricostruzione storica dimostra come sia notorio da tempo lo stato di inadeguatezza funzionale del Teatro delle Vittorie, i cui costi di mantenimento sono oggettivamente cospicui, potendo essere destinati in alternativa a studi televisivi all'avanguardia di nuova generazione, come quelli di recente allestiti a Saxa Rubra.

Per le considerazioni richiamate, ribadisce come sia assai discutibile la proposta in argomento, la quale impegnerebbe la Società concessionaria a rivedere processi decisionali e gestionali già da tempo definiti.

La PRESIDENTE, nel ricordare che nell'Ufficio di Presidenza integrato si è convenuto all'unanimità di avviare l'esame della proposta di risoluzione, rileva che tale atto rientra pienamente nel perimetro delle competenze attribuite all'Organo bicamerale, il quale, tramite atti di indirizzo generale, può fornire indicazioni od orientamenti nei confronti dell'Azienda. Nel merito, inoltre, tale atto può essere certamente modificato e migliorato attraverso l'attività emendativa.

Più in generale, osserva come la paralisi, cui è stata costretta tale Commissione, impedisce di trattare questioni molto delicate e complesse, ma anche di acquisire direttamente dall'Azienda una serie di informazioni su iniziative che sarebbe utile siano messe a conoscenza dei Commissari.

Il deputato FILINI (FDI), nel precisare che la propria parte politica conferma l'impegno assunto in Ufficio di Presidenza, sottolinea come la proposta di risoluzione, soprattutto nella parte dispositiva, rischi di generare una interferenza della Commissione su decisioni già adottate in autonomia dai Consigli di amministrazione della Società concessionaria.

Rileva, infine, che nell'audizione dell'Amministratore delegato della RAI si poteva cogliere l'occasione per chiedere quali fossero le iniziative di riqualificazione tecnologica delle strutture e degli studi televisivi attivate dal Consiglio di amministrazione.

La PRESIDENTE ricorda come l'audizione dell'Amministratore delegato si è tenuta a notevole distanza di tempo dall'insediamento dallo stesso Consiglio d'amministrazione e dopo una sua caparbia iniziativa personale.

Nella stessa audizione, anche per ristrettezza di tempo, non si è potuta affrontare la totalità delle questioni meritevoli di approfondimento: anche per questa ragione è indispensabile che la Commissione riacquisti la sua piena operatività, tramite un'interlocuzione costante e proficua con i vertici aziendali.

La senatrice BEVILACQUA (M5S) rileva che, se certamente il Consiglio d'amministrazione è autonomo nelle sue decisioni - a partire da quelle che riguardano il piano immobiliare - è altrettanto incontestabile che la Commissione ha l'obbligo di vigilare su tali decisioni, anche fornendo un proprio orientamento e indirizzo.

Sottolinea, peraltro, che nello stesso Contratto di servizio vi è una specifica disposizione volte a valorizzare le sedi regionali; tuttavia, le scelte aziendali sembrano contraddire tale indicazione, nel momento in cui si decide di vendere Palazzo Labia che ospita la sede Rai Veneto. Analoga prospettiva sembra riguardare la sede di Corso Sempione a Milano, che si dovrebbe trasferire in un altro punto della città, con conseguenti ed elevate spese di affitto che dovrebbero essere sostenute dall'Azienda.

Più in generale, è significativo che il piano di dismissione immobiliare riguardi una quota significativa dei beni immobili appartenenti alla RAI, ma determinerebbe una serie di utili economici assolutamente insufficienti ed inferiori rispetto ai costi che si dovrebbero sopportare per il trasferimento di sedi e strutture.

Le tematiche, che sono state esposte, dimostrano ancora una volta come sia necessario che la Commissione eserciti pienamente le proprie funzioni, discutendo atti di indirizzo o svolgendo audizioni per raccogliere utili elementi conoscitivi.

Il deputato GRAZIANO (PD-IDP) rileva come la Commissione abbia il diritto-dovere di svolgere le funzioni che sono attribuite dalla legge, anche discutendo la proposta di risoluzione in esame, che le forze di maggioranza possono legittimamente modificare o non votare. Per tali ragioni, non condivide la tesi secondo la quale, in questo modo, la Commissione interferirebbe indebitamente su decisioni assunte in autonomia dall'Azienda: è infatti dovere del Parlamento, attraverso suoi appositi Organi - come questa Commissione - esercitare compiti di controllo e di vigilanza che non possono essere sterilizzati da comportamenti ricattatori posti in essere dalle forze di maggioranza.

Il senatore ROSSO (FI-BP-PPE), nel confermare l'impegno assunto dalla propria parte politica nell'avviare l'esame della proposta di risoluzione, osserva fin da subito che la parte dispositiva contiene un impegno nei confronti dell'Azienda, che a suo avviso è ampiamente discutibile.

L'attuale discussione è certamente utile per stimolare valutazioni sul piano immobiliare e di dismissione di beni e strutture dell'Azienda che riguarda anche la città di Torino. Il mantenimento di strutture datate può anche risultare controproducente, come ha avuto modo di constatare personalmente nella esperienza che ha avuto presso il più importante parco regionale del Piemonte. Infatti, molto spesso, la salvaguardia di beni immobili di indiscusso valore storico-artistico risulta fine a se stessa, se poi non si impegnano le risorse necessarie per programmare investimenti o per sostenere iniziative di destinazione meritorie come quella di far sorgere un museo.

Pertanto, è indubbio che il Teatro delle Vittorie costituisca un simbolo della storia della RAI, ma, con senso di responsabilità, occorre interrogarsi sulla modalità più efficace per impiegarlo.

La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE), dopo aver ringraziato il deputato Giachetti, che con la sua iniziativa ha avuto il merito di mettere al centro del dibattito pubblico l'inattività in cui versa la Commissione, reputa che la proposta in esame non costituisca un'ingerenza nei confronti di decisioni aziendali, ma rappresenti l'occasione per approfondire ogni risvolto legato al piano immobiliare, nonché nella prospettiva di ricavare delle risorse che servirebbero ad appianare l'indebitamento della stessa Società concessionaria.

Per quanto concerne poi specificamente il destino del Teatro delle Vittorie, è stata certamente apprezzabile l'iniziativa anticipata dal Ministro della cultura di intervenire mediante una cosiddetta "prelazione"; tuttavia, sono già trascorse diverse settimane e non si è più avuto modo di comprendere come si stia affrontando tale questione. Anche per questo motivo sarebbe opportuna un'audizione dello stesso Ministro.

Il senatore BERGESIO (LSP-PSd'Az), nel confermare l'impegno assunto dalla maggioranza per l'avvio dell'iter della proposta di risoluzione, rileva la necessità che occorra avviare una serie di audizioni, al fine di approfondire ogni aspetto legato al piano immobiliare.

Il deputato CAROTENUTO (M5S) ritiene di non associarsi ai ringraziamenti rivolti alle forze di maggioranza in ordine all'iniziativa, al quale è stato costretto il deputato Giachetti per dimostrare lo stato di paralisi di questa Commissione, che è stato determinato proprio dal comportamento ricattatorio assunto dagli stessi Gruppi di maggioranza. Per quanto concerne poi la proposta di risoluzione, il suo esame ha l'indubbio merito di avviare una valutazione sulle fonti di finanziamento dell'Azienda, evitando che le questioni legate più propriamente al piano di dismissione degli immobili siano declinate solo sul piano mediatico.

La PRESIDENTE, nel ringraziare i Commissari intervenuti, si riserva di avviare i necessari contatti per programmare nelle prossime settimane sia l'audizione del Ministro della cultura sia l'audizione dei direttori dell'Azienda maggiormente competenti sul piano immobiliare e di dismissione, nonché sui suoi riflessi finanziari.

All'esito delle predette audizioni, sarà poi fissato un termine per la presentazione di eventuali emendamenti o di proposte di modifiche al testo dello schema di risoluzione.

La Commissione prende atto.

La seduta termina alle ore 9,45.